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Insegniamo ai nostri figli a saper perdere in amore

Violenzadonne-500di Ugo Floro - Quanti altri episodi di violenza omicida e di bestialità irrefrenabile verso la donna dovranno ancora passare sulle prime pagine dei giornali prima che si metta mano alla famiglia. E alla scuola ?

Ormai siamo diventati spettatori paralizzati di un horror senza fine la cui trama, realissima, è incentrata su di un maschio ,maggioritario, che rifiuta di approdare alla dimensione , minoritaria, dell'uomo.

Parte del 'film' focalizza anche l'ipocrisia di un'opinione pubblica che assiste inerme alla tragedia continua , che s'indigna, si addolora, versa post umidificati da lacrime-social, che si attende di piu' dalle istituzioni, salvo non pensare alla propria di istituzione, la famiglia, bisognosa piu' che mai di iniezioni di dialogo tra genitori e figli sulla complessità della dinamica amorosa, la cui trattazione spesso eludiamo, anche per pudori ancestrali, malgrado gli inviti 'cifrati' e non che i nostri figli adolescenti ci lanciano di continuo.

Abbiamo insegnato loro a camminare già una volta sulla terra, dobbiamo rifarlo perché il suolo amoroso è scosceso e difficile.

Dobbiamo parlare di piu' con loro, attrezzarli con il conforto della nostra esperienza , non abbiamo altra scelta , se vogliamo tenerli lontani dal demone della possessione spesso frutto proprio di quell'incapacità di camminare nel pantano della delusione amorosa.

Non hanno senso i pur fondamentali passi legislativi compiuti contro la violenza negli ultimi 3 anni; non serve a nulla una maggiore sensibilità degli apparati dello Stato nei confronti di condotte criminali un tempo perseguite solo in casi in cui non era possibile tenere gli occhi chiusi , se la famiglia e la scuola, non decidono di mettere mano su sé stesse, per guidare, insegnare e correggere, ove possibile, condotte che un giorno potrebbero generare episodi di violenza cieca come quelli che apprendiamo con tristissima cadenza quotidiana dai media.

E non ha senso ,a proposito di scuola, l'odiosa e abusata pratica convegnistica, con i ragazzi usati come claque, ad uso e consumo dei soliti 'esperti' conferenzieri della domenica che si esibiscono sul proscenio sanguinante del dramma per dare sfoggio di retorica fine a se stessa.

Andrebbero boicottai certi pavoni professionali che , un po' come fanno i loro omologhi della parrocchia mafiologa, contribuiscono ad ingrossare soltanto il novero dei professionisti dell'antiviolenza con zero ricadute positive sul terreno sociale.

Molto piu' efficace, invece, è agire nell'intimità delle cellule famiglia e scuola, nella micro società della classe.

Quanto potrebbe contribuire un'ora di educazione sentimentale ogni tanto , dicasi sentimentale, da non confondere con quella sessuale ,alla creazione della coscienza di Uomo che, a giudicare dalla frequenza di certi accadimenti, inizia a latitare paurosamente nei rapporti interpersonali?

E quanti vantaggi avremmo se la maggior parte delle mamme e dei papà iniziassero ad insegnare a saper perdere in amore , che non significa perdere l'amore con le sue innumerevoli opportunità, ma una 'partita' in attesa di giocare le altre già fissate in quel lungo calendario chiamato vita.

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