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Quando la musica è finita

ciromadi Claudio Cordova - "When the music's over" cantavano i Doors. Non ne fanno più canzoni come quella, purtroppo. "Quando la musica è finita" la traduzione letterale del titolo. Ma la musica può finire in maniera naturale, magari sfumando romanticamente. Oppure può essere spenta d'imperio, magari staccando la spina. Traumatico per chi si trova improvvisamente nel silenzio.

In una storia che gronda di mediocrità da ogni parte, è accaduto grosso modo questo al noto pub-pizzeria "Ciroma", nel cuore di Reggio Calabria, a circa 30 metri, forse anche meno, dalla caserma principale dei Carabinieri.

Il Comune di Reggio Calabria e – nello specifico la Polizia Municipale coordinata dall'assessore Giovanni Muraca – ha notificato al locale un'ordinanza di cessazione della musica. Lo ha fatto circa 72 ore dopo che l'amministratore unico del locale aveva denunciato – proprio attraverso le colonne del Dispaccio – una presunta "persecuzione" da parte del Comune, dopo il contenzioso scaturito con la famiglia della moglie del sindaco Giuseppe Falcomatà che – stando a quanto si apprende – abiterebbe in quel palazzo e – sempre secondo quanto si apprende – non sarebbe particolarmente amante della musica serale.

Domenica abbiamo pubblicato la nota del "Ciroma" non perché il locale risulti tra i nostri finanziatori. Anzi, a tal proposito, lo invitiamo a contattare il nostro staff commerciale dato che, come è noto, Il Dispaccio si sostiene solo tramite sponsor e donazioni. Tornando seri, abbiamo pubblicato perché ritenevamo che fosse una notizia quanto sostenevano i ristoratori: in breve, la famiglia Monorchio-Abenavoli avrebbe tentato in vari modi giudiziari di far spegnere la musica al "Ciroma", con l'ipotesi di disturbo dovute a presunte immissioni di rumore proveniente dal locale. Tutte cause che sarebbero finite male per i Monorchio-Abenavoli, addirittura condannati alle spese per lite temeraria. Da quel momento sarebbe iniziata una sorta di "persecuzione" del Comune nei confronti del locale.

E siccome sulle questioni scomode il sindaco Falcomatà non risponde mai, in assenza di smentita consideriamo la versione del "Ciroma" vera.

A rispondere ci ha pensato – peraltro poche ore prima della sospensione della possibilità di diffondere musica – lo "sceriffo" Giovanni Muraca che ha fornito statistiche come nemmeno il compianto Giorgio Tosatti era capace, ma che nulla ha riferito sull'ipotesi, sostenuta con forza dal "Ciroma", che vi potesse essere un enorme – ancorché banale e, appunto, mediocre – conflitto d'interessi in seno all'Amministrazione Comunale.

Almeno con riferimento a questa vicenda da "piccola città".

La Polizia Municipale, infatti, ha notificato un'ordinanza di sospensione della diffusione della musica all'interno del "Ciroma". Proprio pochi giorni dopo il caso che ha indignato i nostri lettori, che hanno, alternativamente, inveito contro l'Amministrazione o deriso la stessa. Non si vuole parlare di dispetto? Però l'azione da Palazzo San Giorgio somiglia assai a un atto di forza (si fa per dire) che, in virtù della (legittima) possibilità di "pensar male" poteva essere almeno mitigata. Anche perché la normativa richiamata nell'ordinanza riguarderebbe la musica dal vivo e non quella da ambiente, che ogni locale, anche la paninoteca da asporto, mantiene: non sarebbe bastato, quindi, un sensibile abbassamento dei decibel superato un certo orario? La legge avrebbe trionfato, il "Ciroma" non avrebbe protestato più di tanto e anche i coniugi Monorchio-Abenavoli avrebbero potuto godersi il meritato riposo notturno dopo le dure giornate lavorative.

Chiunque viva la tavola con lo spirito della nostra antichità classica sa bene che la compagnia, l'ambiente e la buona musica valgono quanto la bontà della pizza, del panino o della birra che si gustano al tavolo. Insomma, privare un locale come il "Ciroma" (e lo stesso varrebbe per tanti altri) della musica significa certamente togliere una importante dose di piacevolezza (e forse anche di clienti) al locale stesso.

Lungi da noi affermare un qualsiasi abuso d'ufficio (perché di questo si tratterebbe, in termini di legge) in capo al sindaco Falcomatà o allo stesso Muraca. Non vorremmo finire nel medesimo procedimento per diffamazione che l'assessore ha "promesso" ai gestori del "Ciroma". Sarebbe però fin troppo meschino l'atteggiamento di un'Amministrazione che noi tutti non vorremmo debole con i forti e forte con i deboli.

E però questo sembra. E questo indigna. Sindaco Falcomatà, tu che sei così attento ai social network, naviga un po' Facebook e potrai notare il malcontento di tanti cittadini, molti tuoi elettori. Malcontento rispetto allo stato della città, ma anche rispetto a questo tipo di condotte che sanno tanto di "affari di famiglia" in attesa di una compiuta spiegazione. Un'altra cosa, sindaco: liberati immediatamente da chi – di certo non per il tuo bene – ti sta consigliando di non rispondere, mai, alle questioni più intricate, sollevate talora dalle opposizioni, talora dalla stampa, talora dai cittadini.

Non è questa la trasparenza che la città merita dopo gli anni bui del "Modello Reggio". Non è così che un amministratore matura e fa maturare la comunità. I Doors cantavano "When the music's over, turn out the lights" - "Quando la musica é finita, spegni le luci": i cittadini, però, ti chiedono di accendere la luce.

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La lettera del Ciroma: http://ildispaccio.it/lettere/109068-la-lettera-del-ciroma-le-particolari-attenzioni-della-famiglia-dei-congiunti-di-falcomata-e-della-polizia-municipale-sul-nostro-locale

La risposta di Muraca: http://ildispaccio.it/reggio-calabria/109421-reggio-l-assessore-muraca-replica-alla-lettera-del-ciroma-altro-che-eccesso-di-attenzioni-il-rispetto-delle-regole-vale-per-tutti

L'ordinanza della Polizia Municipale: http://ildispaccio.it/reggio-calabria/109484-reggio-il-comune-blocca-la-musica-al-ciroma