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Cosenza: chi sono i carnefici e chi sono le vittime? Non ci resta che Gratteri

gratterinicolaildispaccio16aprdi Francesca Gabriele - Il caso Cosenza si apre ufficialmente dopo la sfiducia di ben diciassette consiglieri comunali al sindaco Mario Occhiuto. Diciassette consiglieri comunali, non solo di minoranza, a pochi mesi dalle amministrative decidono di porre fine all'esperienza Occhiuto a palazzo dei Bruzi.Subito dopo segue un'interrogazione parlamentare dei Dem cosentini il cui contenuto non ha portato alcun chiarimento.

Perché l'interrogazione pone dei quesiti abbastanza forti e tra questi si legge: "Sono state numerose le interrogazioni a firma dei consiglieri comunali rimaste senza risposta che richiedevano chiarimenti sul continuo ricorso da parte dell'Amministrazione all'istituto dell'affidamento diretto per cottimi fiduciari o lavori pubblici di somma urgenza; la pratica usuale dell'affidamento diretto pare configurarsi come un vero e proprio artificio per aggirare l'obbligo della procedura concorsuale e favorire poche imprese fornitrici divenute beneficiarie dell'assegnazione di ingenti quote di risorse finanziarie pubbliche; in particolare, pare che alcune di queste imprese registrino tra i soci proprietari persone notoriamente vicine al Sindaco, parenti di qualche suo stretto collaboratore e di soggetti legati alla criminalità". Alla fine l'interrogazione è passata quasi inosservata se non per il clamore mediatico suscitato dai contenuti. Il caso Cosenza si amplifica quando spunta fuori l'ipotesi "debiti personali" dell'ex sindaco. Mario Occhiuto viene buttato di nuovo in pasto all'opinione pubblica. I deputati democrat presentano una nuova interrogazione al ministro dell'Interno."Quali iniziative assume il Viminale affinché il commissario prefettizio di Cosenza faccia rapidamente chiarezza – si legge nel testo dell'interrogazione - sul quadro che si delinea nella relazione tra i debiti personali di Mario Occhiuto e gli oneri e gli obblighi che la legge attribuisce al Comune di Cosenza". Siamo a due interrogazioni parlamentari. Neanche il tempo di tirare sospiro e ritorna il caso determine. Un vero e proprio scandalo dove, in una città di provincia del profondo Sud, si apprende che in una tranquilla giornata di agosto, in una Cosenza deserta, sono state rilasciate sessantuno determine in due giorni (1 milione 763mila euro). Il botta e il risposta dei protagonisti è rapido, mai esaustivo e decisamente chiaro. Tutto questo, dottor Nicola Gratteri, capirà il significato che assume: perché a Cosenza si vota tra qualche giorno. Perché a Cosenza si devono creare le condizioni per far sì che i cittadini comuni possano esprimere un voto chiaro e deciso sgombro da ogni sorta di dubbio. Perché a Cosenza si è andati oltre la normale discussione politica di una qualunque campagna elettorale.

Perché a Cosenza, un uomo, un professionista, Mario Occhiuto, è al centro dei veleni. Questo professionista si ricandida a guidare la città. Mario Occhiuto ha il diritto di potersi presentare agli occhi dei concittadini con i suoi progetti, i suoi programmi, il suo entusiasmo. A Cosenza, però, ci sono due verità che cozzano tra loro.

Carnefici e vittime.

Ancora una volta le vittime sono i cosentini. I cosentini che vogliono il cambiamento, vero, reale, concreto. I cosentini che aspettano un riscatto e che di eventuali rese dei conti all'interno dell'andazzo politico – amministrativo, di eventuali strumentalizzazioni, di eventuali imbrogli, sarebbero gli unici a pagarne le conseguenze. A questo punto, da questa giungla di accuse e difese, se ne può uscire solo con l'intervento della magistratura. Che si fermino pure le amministrative se è il caso. Che si fermi questa giostra che ha valicato senza inibizione quella sottile linea della moralità, di ogni buon senso, di ogni rispetto, di ogni valore. Uno spettacolo, dottor Nicola Gratteri, quello che sta offrendo la politica quotidianamente, dai comunicati stampa ai social, fino ai confronti televisivi, indegno, indecoroso, vergognoso. Uno spettacolo dal quale nessuno si senta escluso.