Firme
 
 
 
 

“Non sia dei partiti il potere di sciogliere i consigli comunali”

bombinogiuseppe21aprdi Giuseppe Bombino* - Stimato Direttore Cordova,

dal tratto della penna mossa dall'Avvocato Canale, io traggo il superiore degli uffizi a cui il Suo giornale si stia concedendo: la opportunità, cioè, che nella esaltazione della pluralità, si componga con pienezza l'informazione.

Ora, io ben volentieri seguirei l'Avvocato Canale nel suo avvincente ragionamento; tuttavia, l'esegesi politica che Egli propone non mi consente di addentrarmi oltre, non essendo io un politico. Tra le mie esperienze, in verità, io ebbi l'occasione, recentemente, di frequentare le aule della politica; all'ultimo banco, s'intende, giacché non ho altro stemma se non il tamburo di pelle d'agnello dei miei pastori d'Aspromonte.

Ma mi par di comprendere che l'Avv. Canale contesti il "modello" d'allora; un modo, cioè, d'amministrare, a suo giudizio discutibile se non censurabile. Egli dice: "Si badi bene, qui non si stanno facendo ulteriori processi, ma si discute della bontà di alcune scelte di natura squisitamente politica e amministrativa".

L'analisi che ci consegna è interessante ancorché inedita.

Era "un modello politico", insomma, ad essere incriminato; la cui inadeguatezza, però, avrebbe dovuto contrastarsi coi mezzi della politica e nelle deputate sedi. Cosa c'entra, allora, lo scioglimento?

A noi fu detto che l'Amministrazione Comunale di Reggio fu sciolta per la preventiva esigenza di evitare la metastatica infiltrazione della 'ndrangheta. Noi sappiamo, quindi, che l'ordine nel quale inscrivere il "caso Reggio" è quello della Giustizia, colle sue strutture giudicanti e coll'azione giudiziaria.

Ci suscita un certo disagio, dunque, apprendere che le motivazioni conducenti ad un così straordinario provvedimento possano risiedere, invece, in una scelta partitico-politica. Salvo scoprire, a distanza di un paio d'anni, che tale prerogativa, questa volta di segno opposto, fu utilizzata per evitare lo scioglimento di Roma.

Come pure audace appare il voler accostare, in rapporto di stretta dipendenza e di simmetrica causalità, le responsabilità politico-amministrative e quelle giuridiche.

Se il teorema dell'Avv. Canale fosse corretto, allora lo scioglimento del Comune di Reggio sarebbe ascrivibile ad entrambe le deputazioni della Giustizia e della Politica, il che rileverebbe una eclatante antinomia. E questo perché l'una cosa escluderebbe l'altra, essendo l'una e l'altra in perfetta contraddizione.

Pertanto, vorremmo ricondurre alla Giustizia (e non ai partiti) il potere di sciogliere i Consigli Comunali, ed alle articolazioni della medesima quello di arrestare gli 'ndranghetisti.

Culmino, caro Direttore, col ringraziarLa. L'ambiente della città elabora e trasforma le notizie come uno stomaco che digerisca; restituisce materia essenziale, disponibile, elementare; alcuni fatti, tuttavia, seppur semplificati e rielaborati, divengono altro.

A Lei, d'altra parte, riconosciamo la capacità e l'intelligenza di mettervi ordine. Io, se vorrà, dirò la mia, e non avendo né modelli né ideologie da difendere, lo farò pel solo superiore interesse della Nostra amata Città.

*Presidente Parco Nazionale dell'Aspromonte

 

Articoli correlati:

L'articolo del Dispaccio: http://ildispaccio.it/primo-piano/105582-reggio-se-gli-ordini-professionali-si-iscrivono-al-partito-democratico

La replica del prof. Bombino: http://ildispaccio.it/firme/106368-direttore-le-spiego-le-ragioni-del-manifesto-per-reggio-calabria

L'intervento dell'avvocato Massimo Canale: http://ildispaccio.it/firme/106664-prof-bombino-ecco-perche-quel-manifesto-era-inopportuno-e-a-tratti-grottesco

Notizie Flash

quadrante amaranto 185x80px