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Il bluff delle primarie all’italiana ha finito per promuovere la “dottrina Casaleggio”

casaleggiogianrobertodi Ugo Floro - Non nascondo di essere stato tra i tantissimi che hanno nutrito piu' d'un dubbio, e qualcuno ancora ce l'ha in verità , sul metodo-M5S di affidare ai click la scelta "primaria"dei candidati pentastellati ai principali consessi elettivi e quindi alle cariche pubbliche.
Abbiamo sfotticchiato questo o quel deputato/a per aver fatto il grande 'zompo' dall'anonimato delle periferie alla Scala della politica parlamentare solo "in forza" di qualche decina di click raccattati sul web e non,invece, dopo aver fatto una piu' che dovuta gavetta.
Insomma, ci siamo meravigliati in tantissimi di certi criteri selettivi ,come se quelli utilizzati altrove fossero piu' lindi e democratici, come se i ramponcelli dei partitoni tradizionali vantassero chissà quale cursus honorum rispetto ai parietà dem o dx, come se tantissime candidature di centrodestra e centrosinistra non emanassero il lezzo del censo piu' che il profumo della effettiva condivisione popolare.

L'attualità stringente però mi impone l'inizio di una revisione di pensiero in ordine a certi capisaldi della "dottrina"-Casaleggio.

E' un processo di ri-elaborazione , sia ben inteso, non un tentativo di intruppamento nel coro italico della retorica buonista post-mortem.
No, per niente : io alcuni miei rilievi su Casaleggio me li tengo ben stretti, innanzitutto per il rispetto che si deve alla memoria di un grande pensatore.
A me , per esempio, le overdosi di integralismo teocraticheggiante che Casaleggio ha piu' volte somministrato al Movimento 5 non sono mai piaciute .
Così come mantengo un sano atteggiamento critico sulla contraddizione tra la fin troppo sbandierata assenza di vertici e certe gestioni , nei fatti, cesaristiche cui assistiamo in periferia, Calabria compresa .

Epperò, mi sento di rivalutare, sia pur in parte, il cosiddetto metodo dei click, alla luce delle contraddizioni, delle storture e dei tanti imbrogli che hanno macchiato indelebilmente non poche elezioni primarie. Perlomeno chi sceglie con un click ha aderito con tanto di nome e cognome ad un progetto politico : ci mette la faccia, si espone, sicuramente molto piu' del forzista che va a votare aumma umma il candidato dem .

Sarà forse per questo che i click sono notoriamente ' pochi', perché chi ha progettato il sistema ha voluto che sia il movimento a scegliere chi deve rappresentarlo ai vari livelli istituzionali , senza l'apporto di legioni straniere.
Ovvio, si tratta di un sistema ben lontano dalla perfezione, ma anche sufficientemente distante dalle transumanze cui assistiamo ai seggi delle italiche primarie.