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L’ultimo a sapere

oliverio marioaltradi Pasquale Cotroneo - Non era ancora allenatore del Leceister Claudio Ranieri, quando, come accade per i mariti nelle pochade genere "magnifico cornuto", sostenne di essere sempre l'ultimo a sapere le cose.

Un poco come succede al nostro Governatore Mario Oliverio.

Un'indagine, alcuni arresti o uno scandalo coinvolgono la nostra Regione e/o ne danneggiano l'immagine? Poco bene, ma lui, in fondo, non ne era al corrente.

Tutto avviene "a sua insaputa", come successe a Scajola tra i primi, a Fini, a Berlusconi, a Lusi e tanti altri ancora. In una sorta di must della politica moderna.

Capita che una pubblicità della Calabria sulla rivista della compagnia aerea Ryanair faccia il giro d'Italia in poche ore: un bagnante con le natiche che fuoriescono dal costume, uno scoglio utilizzato come guardaroba, scritte graficamente pasticciate con grossolani errori di battitura.

Capita che a segnarlo ci debba pensare Selvaggia Lucarelli: blogger, opinionista, giornalista, conduttrice radiofonica, curioso e famoso personaggio del web, che etichetta tutti col suo ormai classico "peracottari": "chi ha incaricato dei peracottari, chi non ha visto gli errori dei peracottari e chi paga dei peracottari per lavorare con tutti i grafici/pubblicitari/copy bravi che fanno la fame".
Ed Oliverio? Lui non sa nulla, incassa l'errore e ringrazia la Lucarelli, annunciando l'avvio di una indagine conoscitiva "davanti all'ennesima porcheria frutto di una burocrazia sciatta ed indolente".

Capita che lo stessa rimanga sbigottito, come tutto il gruppo dirigente del proprio partito, dopo l'operazione che scopre a Rende un collaudato intreccio politico-mafioso che porterà in carcere anche il "deus ex machina" Sandro Principe.

Capita che lo stesso avvenga, prima ancora, con l'indagine "Erga Omnes", ciclone giudiziario sulle spese pazze in Consiglio Regionale durante la precedente legislatura, che coinvolgerà proprio gli uomini della sua Giunta.

E nel mezzo, in tutti questi mesi, lo scandalo "Calabria Verde" o quella di "Calabria Etica" o ancora nomine e decreti decisi dal Commissario alla Sanità, Massimo Scura.
Come è accaduto col riordino della rete ospedaliera regionale. Che il Presidente della Giunta Regionale constatava essere stato deciso "a sua insaputa" protestando veementemente e sostenendo che era "molto grave che si approvi l'adeguamento della rete ospedaliera regionale agli standard del Piano Sanitario Nazionale 2014-2016 senza alcun confronto con la Regione. La rete ospedaliera è atto programmatorio di primissimo livello e costituisce l'ossatura strategica per un rilancio del Sistema Sanitario calabrese. Non è accettabile, pertanto, che ciò avvenga in sfregio alle Istituzioni democratiche regionali".

Mario Oliverio sembra dunque il politico più sfortunato della storia dell'umanità.

Lui che dovrebbe dettare la linea, dirigere la politica della giunta, emanare regolamenti e dirigere funzioni amministrative, rappresentare la regione.

Trasformatosi da "lupu" come lo chiamano a San Giovanni in Fiore, suo paese d'origine, ad agnello, nonostante a lui sia legato tutto l'establishment del centrosinistra.

Sempre l'ultimo a sapere.

Tanto che diventa lecito domandarsi se possa un uomo così sprovveduto o poco perspicace fare il presidente della Regione.