Dossier
 

Il bubbone corruzione all’interno dell’Ufficio “Progettazione ed Esecuzione Lavori Pubblici” del Comune di Reggio Calabria: indagate 18 persone e coinvolte 5 aziende

reggiopalazzosangiorgio15aprdi Claudio Cordova - Diciotto indagati e cinque aziende. Sono i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari spiccato dal pm Stefano Musolino nell'ambito dell'inchiesta "A ruota libera", con cui i carabinieri di Reggio Calabria hanno scoperto il bubbone corruzione all'interno degli uffici comunali della città.

Gli indagati sono Pasquale Francesco Alati, Alfonso Francesco Cappuccio, Gianni Carocci, Stefano Ceppo, Vito Demetrio Cocchiarale, Giovanni D'Agostino, Andrea Di Girolamo, Giovanni Salvatore Festa, Umberto Garruti, Paolo Giustra, Giovanni Domenico Guarnaccia, Antonio Italiano, Mario Italiano, Domenico Musolino, Gianfranco Palmas, Salvatore Sgrò, Giulio Toppetta, Pasquale Vazzana. Mentre le cinque aziende coinvolte sono: I.GE.CO. S.r.l., Pontina Costruzioni S.r.l., I.T.M. Eletronic S.n.c., GIENNE Costruzioni S.r.l., Ditta Individuale Musolino Domenico.

C'è chi "non si accontenta mai", chi fa "tirare il collo", chi si accontenta di pochi spiccioli e chi, sempre e comunque, riceve le regalie perché, dicono i corruttori, "noi i patti li rispettiamo, punto". L'indagine "A ruota libera" eseguita dai carabinieri di Reggio Calabria e curata dal sostituto procuratore Stefano Musolino, mette a nudo l'infedeltà, la parzialità, la scarsa professionalità, la mancanza di senso e responsabilità istituzionale, la corruzione, divenuti regola e prassi in capo ad alcuni impiegati e funzionari addetti all'Ufficio "Progettazione ed Esecuzione Lavori Pubblici" del Comune di Reggio Calabria.

Le aziende coinvolte avrebbero sguazzato dunque in questa melassa e sarebbero state tutte controllate, di fatto, dall'imprenditore Giulio Toppetta. Così, dunque, gli imprenditori coinvolti avrebbero soddisfatto i propri bulimici appetiti: orientandosi sulla manutenzione stradale da effettuarsi nelle aree di alcune circoscrizioni del territorio comunale di Reggio Calabria, del valore di 1.717.446 euro aggiudicato alla I.GE.CO. Srl di Latina e la realizzazione di un circuito di piste ciclabili nel comune di Reggio Calabria,del valore di oltre 570.000 euro, aggiudicato alla Pontina Costruzioni Srl e in subappaltato alla I.GE.CO. Srl, entrambe riconducibili all'imprenditore Giulio Toppetta.

Le condotte contrarie ai propri uffici da parte dei dipendenti pubblici avrebbero consentito all'appaltatrice di conseguire indebiti extra-profitti tramite le condotte di frode in pubbliche forniture e truffe, agevolate o, al più, non ostacolate dagli stessi funzionari che dovevano custodire gli interessi pubblici.

Tra i dipendenti pubblici destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini, Salvatore Sgrò, impegnato nei lavori di manutenzione stradale da effettuarsi nelle aree di alcune circoscrizioni del territorio comunale di Reggio Calabria (ditta aggiudicataria I.GE.CO. Srl). Sgrò è stato anche responsabile unico del procedimento relativo alla pista ciclabile fino al suo pensionamento, ma avrebbe avuto ruolo dirigenziale che anche dopo il pensionamento, sempre in contatto con gli imprenditori che sarebbero i corruttori, oltre a Giulio Toppetta, anche Umberto Garruti, Gianfranco Palmas (coadiuvato dai dipendenti Giovanni Carocci e Andrea Di Girolamo). Proprio stando alle intercettazioni dei presunti corruttori, Sgrò avrebbe avuto amicizie importanti (giudici e forze dell'ordine) quindi "se venisse fuori qualcosa, si sputtanerebbe".

Indagati anche il Direttore dei lavori per quanto concerne la manutenzione stradale, il geometra Pasquale Vazzana, nonché Alfonso Cappuccio ruolo di direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, Giovanni Festa, direttore operativo dei lavori di manutenzione stradale da effettuarsi nelle aree di alcune circoscrizioni del territorio comunale di Reggio Calabria. Per omessa denuncia del reato di truffa e di creazione di una discarica abusiva con riferimento al cantiere della pista ciclabile è invece indagato Pasquale Francesco Alati, ispettore di cantiere sui lavori. Da ultimo, indagato anche Antonio Carmelo (detto "Totò") Greco, collaboratore amministrativo per i lavori pista ciclabile: secondo l'indagine, non avrebbe compiuto atti contrari al proprio ufficio, ma avrebbe comunque ricevuto pagamento (irrisorio) per adeguarsi al sistema: un carico di sabbia che gli era necessario per eseguire i lavori di natura privata

Più cospicuo, quanto sarebbe stato incassato da Pasquale Vazzana, il quale avrebbe ricevuto dei buoni benzina e avrebbe ottenuto da parte dell'appaltatrice la ristrutturazione/manutenzione (lavori di intonaci e infissi) a titolo gratuito nella propria abitazione. 1500 euro di buoni e i lavori per una porta in casa per i quali sarebbero stati spesi oltre 500 euro: "Non si accontenta mai" dicono gli imprenditori intercettati. Totale circa 2500 euro. Più cospicua, oltre i 5mila euro, la somma ammontante a carico di Giovanni Salvatore Festa, in svariate utilità tra cui dei buoni benzina, ma anche alcuni autoricambi per la sua autovettura privata, acquistati direttamente dall'appaltatrice. Regali natalizi e buoni benzina anche per Alfonso Francesco Cappuccio.

Tutti rapporti e scambi documentati dalle indagini svolte dai carabinieri di Reggio Calabria, che, non solo hanno ascoltato le telefonate e le conversazioni ambientali, ma hanno anche riscontrato l'effettiva veridicità delle parole captate.

Più in generale, oltre ai benefit distintamente individuati, nelle intercettazioni telefoniche e ambientali è possibile cogliere diversi riferimenti a "cesti", "matite" e "zucchero", che sarebbero modi occulti e criptici per celare le dazioni di utilità. Secondo quanto sostenuto dall'inchiesta, i lavori di natura privata sarebbero poi stati compensati dai dipendenti pubblici con l'accrescimento indebito di voci di costi nella contabilità dei lavori. Una sinergia operativa tra corrotti e corruttori: "Una inestricabile e vischiosa melassa relazionale in cui ciascuno dei protagonisti (dipendenti pubblici e dirigenti dell'appaltatrice) ha operato avendo a cuore esclusivamente i propri interessi, sicché, fatta salva la salvaguardia dell'apparenza formale, volta a eludere eventuali investigazioni, gli interessi pubblici coinvolti nell'esecuzione degli appalti, che avrebbero dovuto costruire la bussola orientante le condotte dei soggetti coinvolti sono stati sistematicamente pretermessi a favore dell'interesse privato dei dipendenti pubblici e dell'appaltatrice".

Dopo l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa e investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero di compiere nuove indagini e rilasciare dichiarazioni.

Poi, l'accusa dovrebbe esercitare l'azione penale.