Dossier
 

Non solo Oliverio. Da Bruno Bossio ai Covello: tutte le relazioni del gruppo Barbieri

brunobossioenzanuova 500di Claudio Cordova - Alla base di tutto c'è, come sempre, un fitto quadro relazionale, in cui la confidenza (e in alcuni casi, l'affare) la fa da padrona. L'indagine "Lande desolate" non fa eccezione e documenta la rete relazionale tra imprenditori, burocrati e politici, soprattutto con riferimento alle mire del gruppo Barbieri e all'impianto sciistico di Lorica, al centro dell'indagine. Per raggiungere l'obiettivo di spesa nel I SAL delle opere principali, in data 9.9.2015 uno degli indagati, Francesco Tucci, chiede al responsabile della società Barthelet, con sede a Flums, in Svizzera, di inviare a Lorica le attrezzature già pronte, in quanto ciò sarebbe stato ancora più efficace per convincere i pubblici ufficiali alla liquidazione di materiali a piè d'opera ("..vedere il materiale li' dal punto di vista psicologico induce anche quelli che devono dare le ultime approvazioni a dire...[..]"); nella stessa data Tucci riferisce all'imprenditore Giorgio Barbieri della riluttanza del Sindaco di Pedace, Marco Oliverio e del Rup Damiano Mele a recarsi presso il produttore svizzero a visionare le attrezzature in corso di fabbricazione ("in poche parole loro non ci vogliono venire, uno e due dicono che le cose devono venire qui, le devono portare qui se no non le pagano...dice è inutile che io vengo li' a verificarlo, poi qua ci devono criticare che sono venuti, il materiale lo dobbiamo vedere deve essere nel piazzale punto..."), tanto più in mancanza di un progetto esecutivo approvato. Tuttavia, il 10.9.2015, dopo aver parlato con Luigi Zinno, Tucci comunica al rappresentante della Barthelet che il successivo 23 settembre si sarebbero recati in visita presso la fabbrica di Flums insieme al Presidente Mario Oliverio, la cui presenza sarebbe senz'altro valsa a convincere gli amministratori locali sulla possibilità di liquidare come materiali a piè d'opera attrezzature non presenti sul cantiere di Lorica ("per noi e' importantissimo... da quello che ti ho detto ieri l'amministrazione di Pedace vuole che invece portiate tutto giu' se no non paga niente, te l'ho scritto ieri, te l'ho detto e come vedi questo va in antitesi, pero' se il Presidente dice sì loro pero' non possono dire piu' niente , hai capito?"). Lo stesso giorno Zinno conferma a Tucci di stare esercitando pressioni sul Presidente ("sto spingendo perché ci venga") ma gli raccomanda di fargli vedere almeno qualcosa ("l'importante tu mi devi dire che viene là e vede ancuna cosa"): infatti, per come emerge dalla successiva telefonata fra Tucci e Barbieri, per convincere il Presidente, Zinno gli aveva riferito che l'80% del materiale si trovava a Flums e che, una volta a Lorica, sarebbe bastato appena un mese per metterlo in opera ("...perché quello li' che lo sta portando li' ha detto tu sei sicuro che lui vede tutto, gli ha detto vedi che l'80% della roba e' a Flums, quindi tu la vedrai solo quando e', perche' per montarla ci mettono 1 mese punto, quindi di che cazzo stai parlando, valla a vedere a Flums e dagli il finanziamento, allora lui dice io sono il 23 a Bruxelles, quindi stanno tentando di portarlo a Flums"). Per ottenere la presenza del Presidente della Regione alla trasferta svizzera, in data 18.9.2015 Tucci si rivolge anche all'Onorevole Enza Bruno Bossio, del Partito Democratico ("una spinta pure tua in questo senso a noi ci agevolerebbe tanto, solo una visita, LUI si deve rendere conto.."), la quale è già a conoscenza della vicenda ("si lo so, me ne ha parlato pure Luigi [ndr: Zinno], lo so, Luigi ne ha parlato pure con Mario") ma assicura comunque un suo interessamento.

Enza Bruno Bossio, peraltro, è la moglie dell'uomo ombra di Oliverio, quel Nicola Adamo, ex consigliere regionale, che ha anche un ruolo molto importante nella vicenda piazza Bilotti.

La sera dello stesso giorno, Tucci commenta con Barbieri l'incontro appena avuto con Zinno ("ho incontrato il dirigente, l'amico nostro"), il quale gli aveva esibito il gran numero di sms inviati al Presidente Oliverio per aver risposta sul viaggio a Flums e, con riguardo alle problematiche sollevate dall'Ente Parco della Sila circa il possesso dei nulla osta paesaggistico-ambientali, con singolare disinvoltura si era messo a disposizione per risolvere il problema ("dammi le carte per menare in testa al parco e a chi vuoi tu"). Nonostante gli sforzi profusi, gli indagati non riescono ad ottenere la partecipazione del Presidente Oliverio alla trasferta svizzera (inizialmente prevista per il giorno 23, in coincidenza con un impegno del Presidente a Bruxelles) ma cercano, riuscendovi, a convincere almeno il Rup Mele ed il Sindaco di Pedace.

Il dialogo tra gli indagati e la politica è costante.

In una conversazione, Barbieri elogia Tucci di essere riuscito ad avvicinare l'ex senatore Francesco Covello, il quale si era mostrato molto interessato ai programmi di sviluppo dell'imprenditore e lo aveva invitato a parlare con la figlia Stefania, parlamentare in carica, delegata del Segreteria del Partito Democratico per il Mezzogiorno ed i Fondi Europei, cui l'imprenditore, il 10.10.2015, scrive effettivamente un sms chiedendo un incontro. L'intreccio politico-affaristico che connota la vicenda di Lorica troverebbe ulteriore conferma il 29.1.2016, lo stesso ex senatore Covello, contatta Barbieri per sapere dell'incontro programmato il successivo 4 febbraio con Michele Laudati, direttore dell'Ente Parco della Sila, e per invitarlo ad un convegno organizzato dalla figlia il giorno seguente: in particolare, risulta assai significativa la circostanza che Covello sia a conoscenza dell'appoggio offerto dal Presidente Oliverio alle iniziative imprenditoriali del gruppo Barbieri in Sila (C: Senti, Giorgio Ottavio, quando poi ci vediamo, io sono a Cosenza che domani Stefania oggi è andata lì con Mattarella all'inaugurazione della Cittadella, perché Oliverio so che vi sta dando pure una buona mano per cesellare i dintorni là, no? B: eh,eh,eh C: come vedi io sono aggiornato in tutto). Il 6.2.2016, Nino Liuzzi, collaboratore di Barbieri, chiama l'imprenditore romano per comunicargli due importanti novità apprese dalla cognata Rosaria Guzzo, dirigente del settore Ragioneria della Regione, ossia che Luigi Zinno sarebbe stato trasferito, di lì a qualche mese, al Dipartimento regionale Infrastrutture e Lavori pubblici (ove tuttavia avrebbe conservato rilevanti poteri decisionali e di spesa in relazione alla Linea di intervento pubblico di cui faceva parte Lorica che, difatti, nel mese di agosto 2016 passava sotto la competenza del Dipartimento Lavori Pubblici, restando sempre in carico all'ing. Zinno in qualità di Responsabile unico dei PISL), e che il Presidente Oliverio aveva confermato la volontà di finanziare gli ulteriori lavori su Lorica (L:..il Presidente ci dà quella cifra che sai B: per fare quell'altro pezzo? L: Si, si B: però L: no, no gliel'ha detto B: e questa è una cosa meravigliosa, ora dobbiamo, sono contentissimo, tu l'hai incontrato ieri sera? L: ieri sera, è stata con me sino alle 11 e un quarto, 11 e venti).

A dimostrazione del rapporto diretto instaurato con il Presidente Oliverio, qualche giorno più tardi, lo stesso Barbieri si "prende la libertà" di scrivergli un messaggio per poterlo incontrare ("Presidente buongiorno , perdoni il disturbo ma anche in relazione alla richiesta di un incontro inviatale dal sindaco Marco Oliverio , mi permetto di rinnovare tale richiesta per consentirci di fare con lei un punto della situazione dei lavori di Lorica utile al prosieguo delle attività. Cordialmente. Giorgio Barbieri", sms del 19.2.2016, cfr. allegato intercettazioni n. 436). l'8.10.2015 Raffaele Liuzzi riferisce a Barbieri delle criticità sollevate in Regione circa lo stato dei lavori a Lorica e di un dirigente che si opponeva a Zinno nell'affidamento dei lavori complementari, per cercare di far recedere il quale aveva chiesto alla cognata Rosaria Guzzo, dirigente del Settore Ragioneria, di parlare con il Presidente Oliverio ("..sta guardando il progetto il dirigente, che non va d'accordo né con Zinno, né con nessuno...omissis...io gli ho detto a mia cognata, Nino io posso parlare pure col Presidente ma con quello li' non ci vado a parlare, Enzo De Caro che stringeva le spalle stamattina... no, no, sempre la' da De Caro, da Zinno e Company, e' uno stronzo, se lo stava guardando, se no Enzo aveva gia' fatto pure Lorica"). Zinno ricerca anzitutto la sponda politica del Presidente Oliverio, che "bersaglia" di messaggi paventando l'ostilità da parte di terzi ("c'è chi rema contro") e la necessità di un suo sostegno per dare concrete speranze ("Capisco bene il carico di responsabilità che porti, ma ti assicuro che poter avere la tua condivisione su alcune questioni permetterebbe di superare vincoli posti ad arte che da troppo tempo bloccano lo sviluppo. Lorica è a uno snodo cruciale, so quanto ti è cara. non lasciamo che qualcuno ci faccia andare fuori strada. Il tuo apporto è indispensabile").

Una volta decretato il finanziamento dei lavori complementari inizia una (inutile) corsa per cercare di rispettare le scadenze (quella del 30.11.2015 per i lavori aggiuntivi e quella del 31.12.2015 per i lavori principali) indicate per la loro ultimazione, pena gravi conseguenze non solo per l'impresa aggiudicataria ma anche per tutti quei funzionari che, col loro operato, avevano consentito al privato di incamerare un'ingentissima quantità di denaro pubblico ("sennò siamo rovinati", oppure "io perdo soldi, ho scommesso su...la Regione ha scommesso su di voi", alcuni degli eloquenti commenti di Zinno).