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Reggio: il consigliere comunale Matalone amministratore unico nell’azienda degli imprenditori dei Tegano

mataloneantonino600di Claudio Cordova - E' una società oggi in fallimento, ma per diverso tempo doveva rappresentare la compagine attraverso cui i Surace – considerati uomini della cosca Tegano – dovevano entrare nel mercato milanese con una nuova sala "Bingo", anche attraverso cointeressenze mafiose. In questa società – la Play Emotion – figura anche il nome dell'attuale consigliere comunale di Reggio Calabria, Antonino Matalone, esponente del centrodestra e genero del costruttore Carmelo Ficara, quest'ultimo fermato dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta "Monopoli".

Negli scorsi anni, infatti prendeva corpo l'intenzione da parte di Michele Surace di aprire una sala bingo nella quale i fratelli Martino avrebbero investito del denaro. In un primo momento l'imprenditore aveva promesso 50.000 euro ai Martino per l'apertura del c/c, di cui si è appena accennato, a titolo di "ricompensa" che poi si era tramutata nella promessa di partecipare a quote societarie del bingo senza l'effettiva immissione di denaro contante o altri beni.

Grandi manovre già cristallizzate nell'ambito dell'inchiesta "Rinnovamento", curata dalla Dda di Milano. I Martino, infatti, sono considerati emissari della cosca Libri in Lombardia.

In una prima fase, con l'intervento di Domenico Martino e del suo commercialista vengono aperte tre società fittiziamente intestate a Gaetano Curtosi, detto "Toni", per le quali questi riceveva, da Michele Surace, la somma di 10.000 euro per società a titolo di compenso. L'apertura di queste società era sicuramente connessa alla volontà di Surace di amministrare il proprio denaro occultandone l'effettiva gestione, mediante l'utilizzo di "teste di legno", al fine di sfuggire ad eventuali sequestri penali/amministrativi che già in passato lo avevano coinvolto.

Alla fine del 2013 viene costituta la Play Emotion in cui entra anche Giuseppe Surace, figlio di Michele. L'amministratore unico, però, è proprio Matalone, attuale consigliere comunale, essendo stato eletto nel 2014 nei ranghi di Reggio Futura (lista di chiara estrazione Scopellitiana) e oggi nel Gruppo Misto. L'interessamento nell'ingresso societario del bingo andava scemando già dai primi giorni del 2014, per la nascita di evidenti dissapori tra Domenico Martino, Michele Surace ed Antonio Matalone, che dalla documentazione non risulta tra gli indagati.

Tutta la vicenda sfocia anche nel tentativo di incendio del Bingo a Cernusco sul Naviglio. Una vicenda per la quale Surace viene individuato come il mandante del rogo finalizzato ad intascare un ingente premio assicurativo.

Nel tardo pomeriggio del 07.05.2014, sarà proprio Antonino Matalone socio della PLAY EMOTION s.r.l., a denunciare il tentativo di incendio del Bingo di Cernusco Sul Naviglio, e ciò sebbene sin dalla mattina lo stesso, unitamente agli altri soci, fossero stati informati dal guardiano addetto all'apertura, di quanto accaduto. Il tentativo di incendio veniva, infatti, scoperto da un dipendente straniero alle 10. Questi subito contatta telefonicamente il gestore Filippo Surace (nipote di Michele Surace). Quest'ultimo, immediatamente, avvisava telefonicamente i due soci Giuseppe Surace (figlio di Michele Surace) ed Antonino Matalone, che gli dicevano di chiudere i locali senza fare nulla e che loro si sarebbero occupati di tutta la vicenda non appena fossero giunti dalla Calabria (dove si trovavano) con il primo volo utile; una volta giunti sul posto i Carabinieri procedevano ai rilievi tecnici del caso, sequestrando 18 taniche di liquido infiammabile rivenute all'interno del bingo. In diverse parti del locale la moquette risultava intrisa di liquido infiammabile mentre all'esterno venivano trovate tracce di annerimenti da combustione che si dipanavano in linea retta tra l'esterno e l'interno del locale; le indagini avrebbero accertato che l'impianto di video sorveglianza era stato manomesso mediante lo svitamento dei connettori dei cavi di collegamento e alimentazione; gli inquirenti acquisiscono il report di attivazione/disattivazione del sistema di allarme del Bingo collegato, tra l'altro, con il pronto intervento 112, da cui risultavano diversi interventi per segnalazione allarme per intrusione avvenuti tutti in epoca precedente al tentativo di incendio (a dimostrazione del corretto funzionamento del sistema), mentre nessun allarme era scattato la notte del 07.05.2014 e ciò in quanto il sistema di allarme non risultava essere stato inserito.

Interrogato, Matalone riferirà di aver ricevuto una minaccia telefonica del genere "ci avete rotto i coglioni... ci vediamo presto" proveniente da un numero anonimo mentre si trovava a Reggio Calabria in un periodo compreso tra il 20 aprile ed il 5 maggio 2014. Sempre l'attuale consigliere comunale riferisce che il sistema di allarme veniva inserito e disinserito mediante un unico codice noto allo stesso Matalone, al gestore Filippo Suraci, e ai due guardiani. Matalone, così come gli altri soci, non erano in grado di riferire se il Bingo fosse o meno coperto da assicurazione per eventi di tale genere.

Ma per gli inquirenti – e questo è scritto anche nelle carte giudiziarie "è ovvio che le modalità con cui ha avuto luogo il tentativo di incendio sono state concordate con i gestori della sala bingo e ciò per due motivi: le plurime anomalie riscontrate nel sistema di allarme e nella manomissione dei cavi dell'impianto di videosorveglianza; il peso criminale dei gestori della sala bingo che fa sinceramente ritenere statisticamente improbabile che qualcuno, probabilmente un rivale, abbia potuto organizzare un fatto così grave e così ben congegnato".

Insomma, l'ideatore di tutto sarebbe Michele Surace.

Lo stesso Matalone, amministratore unico, è stato coinvolto nell'affare da Michele Surace, il cui figlio Giuseppe Surace, è socio assieme a Giorgio Giordano, figlio di Andrea Giordano, fermato oggi dai Carabinieri nell'operazione "Monopoli". Tutti risiedono a Reggio Calabria.

Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, Surace e Giordano si sarebbero avvalsi delle amicizie presso gli ambienti di 'ndrangheta milanese per investire i proventi di una comune esperienza imprenditoriale, anch'essa caratterizzata da metodi criminali. Surace e Giordano (unitamente a Carmelo Ficara), utilizzando un modus procedendi analogo a quello già proficuamente sperimentato a Reggio Calabria con la famiglia Tegano, hanno aperto la sala Bingo di Cernusco sul Naviglio accogliendo occultamente nella compagine societaria i rappresentanti di una delle più temibili articolazioni di 'ndrangheta presenti in quel territorio.

Eloquente l'affermazione che si può leggere nelle carte d'indagine: "Nel novembre 2013, infatti, veniva costituita la PLAY EMOTION s.r.l., i cui soci erano apparentemente Antonino Matalone (genero di Carmelo Ficara), Giuseppe Surace (figlio di Michele) e Giorgio Giordano (figlio di Andrea), ma che di fatto era riconducibile (oltre che agli odierni indagati) anche ai fratelli Martino, esponenti di spicco della 'ndrina milanese".