Dossier
 

I pentiti Fracapane, De Rosa e Gennaro: “I Surace e il Bingo sono roba della cosca Tegano”

Bingo1"Michele Surace e Andrea Giordano sono imprenditori di riferimento della cosca Tegano di Archi, legati in particolare al boss Giovanni Tegano, loro socio occulto in lucrosi e variegati investimenti imprenditoriali". I pm della Dda reggina lo scrivono a chiare lettere nel decreto di fermo che questa mattina ha visto finire in carcere non solo Michele Surace e Andrea Giordano ma, anche Giuseppe Surace e Carmelo Ficara nell'ambito dell'inchiesta "Monopoli" condotta dai Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Calabria. In particolare a "irrobustire" l'impianto accusatorio sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Giovanni Battista Fracapane, uomo legato alle cosche Tegano e De Stefano, Mario Gennaro, "pentito" recente sempre in forza ai clan di Archi, ed Enrico De Rosa, l'ex immobiliarista della cosca Caridi operante nella zona sud reggina ma in stretto contatto con gli arcoti.

Già nel settembre del 2004 Fracapane parlava della presunta "vicinanza" di Michele Surace alla 'ndrina Tegano. Fracapane:"Questo è un altro Surace, questo è un appaltatore praticamente vicino a Giovanni Tegano. io di questo sto parlando ora arriviamo al Bingo di Archi. Allora noi si voleva fare questa reazione uccidere questo Surace per fare il dispetto ai Tegano".

Nel corso di questo interrogatorio Fracapane rievocava un attentato intimidatorio perpetrato in occasione dell'inaugurazione della sala "Bingo". Egli ricollegava il gesto a contrasti insorti tra le cosche reggine e le famiglie di 'ndrangheta della Jonica e rammentava - per esserne stato il testimone diretto - la reazione dei boss Orazio e Paolo De Stefano i quali, nel narrargli l'episodio, gli avevano indicato il "Bingo" come nell'effettiva disponibilità di Franco Benestare, nipote di Giovanni Tegano. Fracapane, alla luce delle conoscenze acquisite durante la sua lunga militanza 'ndranghetista, poteva affermare che la sala "Bingo" era certamente di pertinenza della cosca Tegano, per il tramite del suo apicale esponente Franco Benestare, se non interamente, quanto meno per una quota del 50%.

Fracapane: Allora all'apertura del Bingo non so se era apertura o sapevano che si dovevano fare gli hanno messo diciamo una bomba un petardo, non so se vi ricordate. Io allora ero con De Stefano Orazio latitante, no? Se non ero, stavo era qualche mese che mi passavo perché con le date onestamente non ci siamo, sarei proprio un computer se mi ricorderei tutte le date. Allora viene Paolo De Stefano dice sai gli hanno messo questa bomba dice e Franco Benestare e con gli occhi di fuori e tutto incazzato, gli ho detto boh, anzi è venuto a chiamarmi perché se voi vi ricordate ho fatto delle dichiarazioni che De Stefano conosceva i Barbaro quelli là di Platì, di intervenire con questi Barbaro perché sapevano che questa diciamo bomba al Bingo di Archi l'avevamo messa persone di Siderno. Allora tramite perché quelli di Siderno avevano fatto anche la domanda per fare il Bingo.(..)Allora si stava vedendo perché dice chi si permette, poi hanno scoperto che erano persone di Siderno, si può fare perché possono aver fatto una domanda per il Bingo no? Per dire perché se non si poteva fare là lo facevo loro poi sicuramente lo hanno fatto perché sono arrivati perché di ricordi non ne ho. Ora il Bingo ad Archi non è che viene chicchessia e se lo fa se non ha una buona copertura, dal ...incomp...di Franco, Franco Benestare di Giorgio Benestare detto Franco, vi posso dire che il Bingo se non è suo al 100% lo è al 50.

Anche Enrico De Rosa ha confermato la presunta intraneità di Michele Surace alla cosca Tegano di Archi ed ha ribadito l'esistenza di un occulto accordo societario stretto dall'imprenditore con il boss Giovanni Tegano. Il collaboratore aveva contezza di tale circostanza sia sulla base della sua personale conoscenza con Surace, sia sulla scorta delle confidenze al riguardo provenienti dal sodale Demetrio Sonsogno, ritenuto il reggente della cosca Zindato

Ecco cosa ha dichiarato al pm Stefano Musolino nel settembre del 2014:

De Rosa Enrico: un altro eclatante è il Bingo...

P. M.- Dott.Stefano Musolino: il Bingo.

De Rosa Enrico: il Bingo che è di Surace.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: si.

De Rosa Enrico: Michele .Surace è la famiglia Tegano.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: quindi, Michele Surace fa riferimento alla famiglia Tegano?

De Rosa Enrico: si.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: si, ma lei, sa a chi è intestato il Bingo?

De Rosa Enrico: allora, il Bingo, credo sia intestato ad una società, adesso ne hanno aperto un altro a Milano che lo gestisce il figlio Giuseppe.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: di Surace?

De Rosa Enrico: si, di Michele, si, Giuseppe Surace, si. Il Bingo, credo sia intestato ad una società, non mi ricordo adesso il nome della società, so anche a detta di Demetrio Sonsogno, che loro, puntualmente, versano, anche dei...non delle tangenti, parte dell'incasso, quindi, io, ritengo, da come me lo ha esposto, tipo, Sonsogno che siano stati anche incentivati, durante l'edificazione della struttura, loro dividono parte dell'incasso con i Tegano.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: lei dice, mi sta facendo capire, non a titolo di estorsione ma, come se fossero, soci occulti i Tegano, diciamo?

De Rosa Enrico: si.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: Tegano chi, in particolare? Lo sa?

De Rosa Enrico: si, Giovanni Tegano.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: questo risale a che epoca?

De Rosa Enrico: risale al duemila....questi discorsi?

P. M.- Dott.Stefano Musolino: si.

De Rosa Enrico: 2012, 2011. Io con Michele avevo grande confidenza.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: Michele Surace? Il figlio...

De Rosa Enrico: Michele Surace, padre.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: ah...il padre.

Il 20 settembre 2014, inoltre, il collaboratore De Rosa narrava un altro episodio. Riferiva, infatti, che Michele Surace gli aveva chiesto in prestito un'abitazione per incontrarsi riservatamente con Giovanni De Stefano , detto " il principe" ritenuto il rampollo della famiglia perché figlio del defunto Giorgio De Stefano, che in quel periodo, complice la concomitante detenzione dei maggiori esponenti della famiglia, avrebbe retto le sorti del clan. De Rosa, cui non erano sfuggite le ragioni certamente illecite sottostanti a tali incontri, dice di aver messo a disposizione del Surace un proprio appartamento sito a Reggio Calabria in via Domenico Muratori.

De Rosa Enrico: con Giuseppe Surace pure, ma con Michele Surace, figlio, avevo grande confidenza, il quale, un giorno mi disse, in occasione di un incontro, tipo, perché doveva incontrarsi con Giovanni De Stefano, e io gli prestai casa mia in Via Domenico Muratori, all'epoca avevo, poi, l'ho venduta. Avevo una casa a Piazza Carmine, dove...che poi sarebbe diventata un bed and breakfast, Michele Surace mi chiese di prestargli la casa per vedersi con Giovanni...

P. M. - Dott. Stefano Musolino :e, ma, perché, dico, non si potevano vedere, non lo so... .

De Rosa Enrico: perché l'incontro per essere... l'incontro, allora,l'incontro lo organizzò prima,

Demetrio Sonsogno con Surace,per che cosa si dovevano vedere con Gianni, io non lo so. Però so soltanto che, poi, .Surace mi disse ha detto mimmo di parlare con te, Sonsogno...

De Rosa Enrico: mi ha detto mi...mi ha detto Michele Surace, ha detto Sonsogno, per quanto riguarda l'appuntamento con Gianni, di parlare con te. E allora io...quando venne da me a chiedermi l'appartamento, tipo, una location, gli dissi, va bene, mettetevi a Piazza Carmine, ho lavori in corso...

P. M.- Dott.Stefano Musolino: si, però, poi mi dica lei se...

De Rosa Enrico: si.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: per lei, Michele Surace è un imprenditore, giusto?

De Rosa Enrico: si.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: Giovanni De Stefano è un soggetto che era uscito dal carcere, eccetera, eccetera, eccetera, perché si è prestato lei a fare questa cosa? Cioè perché c'era bisogno di trovare un luogo, tra virgolette, neutro, per parlare due persone...

De Rosa Enrico: perché, sicuramente, dovevano parlare di cose illecite.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: eh...ho capito, lei ce l'aveva questa percezione?

De Rosa Enrico: Dottore, è normale che ce l'avevo questa percezione. E mi assumo la mia responsabilità.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: eh lo so, perfetto, ma io cerco di capire bene...

De Rosa Enrico: si, ce l'avevo ben chiara questa percezione.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: quindi, diciamo, questa fa parte di quelle che, abbiamo detto, le condotte in cui lei si è messo a disposizione, in quel frangente della sua vita...

De Rosa Enrico: si.

P. M.- Dott.Stefano Musolino: di questi personaggi.

De Rosa Enrico: si.

La presunta appartenenza di Michele Surace e del suo storico socio Andrea Giordano alla famiglia di 'ndrangheta dei Tegano è stata pure al centro delle dichiarazioni rese dal collaboratore Mario Gennaro. Quest'ultimo, interrogato nel dicembre 2015, raccontava di avere conosciuto Surace e Giordano alla fine degli anni '80, quando - da giovanissimo affiliato della potente cosca De Stefano-Tegano di Archi - era solito frequentare la casa di Pasquale Tegano, fratello di Giovanni. Anche i due imprenditori, a detta del Gennaro, erano assidui frequentatori di quell'abitazione, avendo con il Tegano un rapporto di assoluta confidenza ed evidenti cointeressenze. "A quelle riunioni – è riportato nelle carte dell'inchiesta "Monopoli" prendeva parte anche Franco Benestare, nipote fidatissimo dei germani Tegano, ed in alcune occasioni aveva partecipato persino Giovanni Tegano che, pure, all'epoca dei fatti era latitante. Successivamente, quando Giovanni Tegano aveva riacquistato la libertà e poteva quindi muoversi tranquillamente sul territorio, Surace e Giordano avevano cominciato ad intessere uno stretto rapporto proprio con quest'ultimo, sostituitosi progressivamente al fratello Pasquale nell'interlocuzione con i due imprenditori. Giovanni Tegano era così diventato il socio occulto nell'attività imprenditoriale,concretizzatasi nell'edificazione del complesso edilizio ospitante la sala Bingo di Archi".

Mario Gennaro: Eh, eh la latitanza è prima, va beh Michele Surace e Andrea Giordano avevano, per come ero riuscito a capire io con Franco voglio dire, perché frequentandomi là, aiutando Franco nella latitanza avevano un'impresa edile in società con Giovanni Tegano quindi iniziano a fare delle costruzioni... ma queste le iniziano a fare non so se già durante la guerra di lampo o subito dopo, iniziano a fare delle costruzioni, che so io mi ricordo per esempio quella che mi ricordo io è quella là dove c'è ora attualmente il Bingo ok? Tutta quella costruzione lì mi ricordo che la fece questa impresa di... o un'altra che mi ricordo.

Dr. Stefano Musolino (pm): E quindi Giovanni Tegano non compariva?

Mario Gennaro: Non compariva, non compariva, però Franco mi ha detto: "c'è mio zio con loro", quindi io lo so perché dettomi da Franco Benestare, quindi so che avevano questa impresa di Andrea Giordano e Michele Surace di edilizia, so di questo lavoro grosso allora che... se non erro diedero un appartamento, una casa a Peppe Tegano non pagandolo ovviamente, poi non so se magari ci saranno state inchieste, cose, dove risultano pagamenti, però.

Dr. Stefano Musolino (pm): E' tutto fittizio diciamo.

Mario Gennaro: Fittizio, va beh so che dietro ad un appartamento appunto in questa costruzione al fratello di Giovanni.

Dr. Stefano Musolino (pm): Parliamo sempre di questa dove c'è il Bingo?

Mario Gennaro: Di questa dove c'è il Bingo, se non erro proprio sopra del Bingo, l'appartamento là, non so se ci stanno, non lo so, se se lo sono venduto. Ora non lo so, perché parliamo comunque...