Dossier
 

I due pentiti stranieri: “Rifiutammo di uccidere Giuseppe Canale”

pentitistranieriomicidiocanaledi Angela Panzera - I loro nomi e le loro dichiarazioni erano stati al centro delle indagini sia della Procura di Palmi che dell'Antimafia reggina adesso però, i collaboratori di giustizia Vasvi Beluli e Arben Ibrahimi tornano sulla scena criminale e permettono alla Dda dello Stretto di riscontrare gli indizi di colpevolezza che ieri hanno fatto finire in manette sei persone accusate a vario titolo dell'omicidio di Giuseppe Canale avvenuto il 12 agosto del 2011 a Gallico, frazione di Reggio Calabria. I due "pentiti" sono di origine straniera ma da Lazio sono riusciti a legarsi alle dinamiche criminali che hanno riguardato sia la Piana di Gioia Tauro che le famiglie mafiose delle pre-serre vibonesi. Ed è proprio in questa porzione di territorio a cavallo fra la Piana di Gioia Tauro e Vibo che i mandanti dell'omicidio Canale sono andati ricercare i killers. Entrambi i collaboratori sono pienamente informati sulle dinamiche che porteranno all'agguato in cui morirà in un caldo pomeriggio d'agosto Canale. Il suo delitto, per il pm reggino Sara Amerio e per il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo che insieme ai Carabinieri di Reggio e Vibo condurranno l'inchiesta, si incastra nella vendetta generata dal delitto avvenuto nella mattinata del 20 settembre 2010, allorquando, nei pressi dell'Hotel President di Gallico, venne freddato il boss Mimmo Chirico. Una "risposta" che la 'ndrangheta ancora una volta firma col sangue. Per l'omicidio Canale ieri sono finiti in carcere Salvatore Callea, Nicola Figliuzzi, Filippo Giordano, Sergio Iannò, Cristian Loielo e Domenico Marcianò.

Saranno due gli interrogatori in cui Vasvi Beluli riferirà al pm Rossi della Dda di Catanzaro di essere a conoscenza dei dettagli sull'omicidio di Canale. Ossia il 15 marzo del 2013 e il 30 gennaio del 2015. Prontamente i magistrati catanzaresi informeranno gli inquirenti reggini sulle parole messe a verbale dal giovane collaboratore di giustizia. Vasvi Beluli, così come il "pentito" vibonese dichiarerà come verrà assoldato da "Salvatore Callea per tendere l'agguato nei confronti di Giuseppe Canale" ed inoltre parteciperà a varie riunioni propedeutiche alla realizzazione del delitto ed infine risulterà essere a conoscenza, per averlo appreso direttamente dai presunti esecutori materiali ossia Figliuzzi, Loielo, e Callea.

Beluli Vasvi— Sì. Allora, nel 2011 siamo scesi io e Callea in Calabria per fatti di droga, Calleaportava 100 grammi, 200 grammi a Canino e un tale Sergio di Reggio Calabria gli ha detto a Callea di andare a Reggio per arnma77are ad uno. Io non c'ero quando hanno parlato, poi mi hanno chiamato a me, io stavo a Oppido Mamertina, dice: "Te la senti che andiamo a fare...", io ho detto: "No", e mi sono rifiutato. Dopo c'avevano un processo Nicola con Callea a Canino sempre a Viterbo lassù e c'ha provato un'altra volta Callea con me ed IBRAHIMI di farci scendere in Calabria per andare a fare questo omicidio, io ho detto di no. E sono partiti lui e Nicola. Quando sono arrivati qua, come dopo però l'ho saputo, che ha partecipato pure Loielo Cristian...

Pm Rossi — A questo omicidio? Lei sa di chi, dove?

BELULI Vasvi-- Allora, hanno ammazzato in un bar, prima ha sparato Cristian con una 38, ha feritouna ragazza a lui non l'ha preso, poi l'ha seguito con un motorino Nicola e l'ha ammazzato.

Pm Rossi — E a lei queste cose chi gliele ha dette?

Beluli Vasvi— Allora, me l'ha detto Nicola a casa a Pizzo, me lo ha detto pure Cristian.

P.M. dott.ssa ROSSI— E il periodo lo ricorda?

Beluli Vasvi—11 2011 è stato, se non mi sbaglio agosto. (...)

Pm Rossi — Poi le è stato proposto una seconda volta di ammazzare queste persone se ho capito bene.

Beluli Vasvi— Quando siamo saliti a Canino hanno fatto il processo Callea Nicola, dopo quando volevano scendere giù ci hanno richiamato a me e a Ibrahimi un'altra volta e volevano coinvolgere per

scendere. Io ho rifiutato subito e Ibrahimi pure e non siamo scesi.

Pm Rossi—Chi ve lo ha chiesto? Callea?

Beluli Vasvi— Callea sì.

Pm Rossi — «La cosa mi è stata riproposta a Canino da Callea, che ha chiesto anche ad Ibrahimi Arbendi scendere in Calabria per commettere quest'omicidio ma anche in questo caso...», entrambi avete rifiutato?

Beluli Vasvi— Sì, sì.

Pm Rossi — «...entrambi abbiamo rifiutato». Dopodiché di questo fatto se n'è più parlato prima?

Beluli Vasvi— No, no, dopo che siamo scesi qua a Vibo quando stavamo tra di noi si parlava.

P.M. dott.ssa ROSSI— Ma era già successo l'omicidio?

Beluli Vasvi— Sì.

Pm Rossi — «Dopo di che non ho saputo nulla fino a dopo l'omicidio che so essersi effettivamente verificato. Per come mi è stato riferito da Callea...»

Beluli Vasvi— Da Nicola, Cristian...

Pm Rossi — <<...a da Nicola Figliuzzi ..>>

Beluli Vasvi— Pure Cristian me lo ha detto...

P.M. dott.ssa ROSSI— «...nonché da Cristian Loielo....»

Ufficiale di P.G. — Chiedo scusa: «Dopo di che non ho saputo nulla...»

Pm Rossi — «...fino a dopo l'omicidio. Dopo l'omicidio, Salvatore Callea, Nicola Figliuzzi e Cristian Loielo...», insieme o separatamente?

Beluli Vasvi— Separatamente.

Pm Rossi — Ognuno per i fatti suoi?

Beluli Vasvi— Sì, ma Callea mi ha riferito più di una volta.

Ufficiale di P.G. — «Dopo l'omicidio Salvatore Callea...» Pm Rossi — «...più di una volta sia a Canino che a Vibo, nonché Figliuzzi Nicola e Cristian Loielo nelle occasioni in cui sono sceso a Vibo mi hanno riferito che l'omicidio era stato commesso. In particolare a commettere il fatto sono stati...» Beluli Vasvi— Nicola...

Beluli Vasvi— ...Figliuzzi e Loielo Cristian.

Pm Rossi- Cristian Loielo...»

Beluli Vasvi— Callea li aspettava con la macchina.

Pm Rossi — Come hanno commesso l'azione?

Beluli Vasvi— Allora, sono partiti con la moto, sono arrivati ad un bar lui che stava a giocare alle

carte, come mi è stato detto, Cristian ha sparato, non l'ha preso, ha ferito una ragazza e lui è fuggito.,

fuggendo l'ha seguito Nicola con il motorino e l'ha ammazzato.

Pm Rossi — Quindi chi ha sparato alla fine?

Beluli Vasvi— Nicola, tutti e due hanno sparato però... e Nicola ha abbandonato Cristian lì, è

fuggito solo lui con il motorino.

Pm Rossi — «...Nicola e Cristian erano a bordo di un motorino>>, sappiamo con quali

armi?

Beluli Vasvi— Una 38 e Nicola è stato mi pare con una 9x21.

Pm Rossi — stessi se non sbaglio avevano...

Beluli Vasvi— La 38 sono sicuro perché me Io ha detto Cristian.

Pm Rossi — Allora: «Cristian Loielo era armato di una pistola calibro 38, Figliuzzi

Nicola se non sbaglio di una 9x21. La vittima è stata attinta nei pressi di un bar nel quale giocava a

carte». Allora, se capisco bene, Cristian è sceso dal motorino e ha sparato.

Beluli Vasvi—

Pm Rossi — Ma non lo ha preso.

Beluli Vasvi— Ha preso una ragazza lì, ha ferito.

Pm Rossi — Ha ferito una persona, una ragazza.

Beluli Vasvi— Sì.

Pm Rossi — «Per come mi è stato riferito, giunti presso il suddetto bar, Cristian è sceso

dal motorino e ha sparato per primo prendendo per sbaglio una ragazza, poi ha sparato Nicola e ha

ammazzato la vittima...>>

Beluli Vasvi— Lo ha seguito con il motorino perché lui è fuggito.

Per il gip Antonino Foti che ha ordinato l'arresto dei sei soggetti "non solo v'è piena convergenza con le dichiarazioni del collaboratore Bono in merito alla proposta di Salvatore Callea e al ruolo dallo stesso assunto nella dinamica dell'omicidio, ma si conferma ulteriormente il dato che gli esecutori materiali del delitto siano stati proprio il Figliuzzi e Loielo, coadiuvati da Callea. Anche al collaboratore Ibrahimi era stato chiesto di uccidere il Canale e quest'ultimo proprio come Bono e Beluli Vasvi alla fine non prenderà parte al delitto, ma riferirà tutto all'Antimafia catanzarese. Per il gip anche in questo caso non ci sono dubbi: Ibrahimi "confermava il pieno coinvolgimento di Nicola Figliuzzi e di Salvatore Callea nella fase esecutiva dell'omicidio di Canale.

Pm Rossi— Callea Salvatore vi ha riferito che è andato a Reggio con Nicola Figliuzzi?

Ibrahimi Arben— Esatto.

Pm Rossi— A fare che?

Ibrahimi Arben— Hanno fatto un omicidio.

Pm Rossi— Benissimo. Quando?

Ibrahimi Arben— Io questo non lo so quando perché ti sto dicendo prima... cioè ci raccontava...

Pm Rossi— Dove?

Ibrahimi Arben— A Reggio, a Reggio, Reggio Calabria, però non è che ha detto il posto dove e come.

Pm Rossi— E non ha detto chi?

Ibrahimi Arben— Per sparare ha sparato Nicola perché ci ha detto Callea Salvatore.

Pm Rossi— E chi ha sparato? Con cosa ha sparato? Cosa sa? Cosa le ha raccontato di questo

omicidio?

Ibrahimi Arben— Allora, Nicola era con la moto e ha sparato dalla moto perché c'era pure

Sebastian con Nicola, però Sebastian è sceso dalla moto perché quando ha sparato Sebastian quello lì

ha cominciato a correre, diciamo questo signore, e Nicola ha fatto scendere Sebastian, ha detto:

"Scendi", è sceso dalla moto e Nicola è partito da solo con la moto e gli ha sparato e ha fatto questo

omicidio.

Pm Rossi— Nicola, Sebastiano...

Ibrahimi Arben— E Salvatore Callea.

Pm Rossi— Erano tutti e tre?

Ibrahimi Arben— Sì, però Salvatore non andava mai a fare un omicidio, cioè lui ti diceva: "Vai là, devi

fare questo, quello, se c'è qualcosa che posso fare dalla macchina senza che corro, perché non posso farlo,

dalla macchina lo faccio, ma a scendere dalla macchina a camminare no". (...)

Ibrahimi Arben— Questo è un altro ancora perché questo qui doveva... sono andati a fare questo

omicidio queste persone che hanno chiamato diciamo a Salvatore Callea e Nicola e Sebastian ce

l'hanno un forno, c'ha una pasticceria perché siamo andati una volta lì e c'hanno mandato però lì da

dove ce l'avevano il forno ci hanno portato in un altro paese un po' più su diciamo.

Pm Rossi— Il forno è a Reggio Calabria?

Ibrahimi Arben— Sì, sì, sì.

Pm Rossi— Proprio Reggio Calabria?

Ibrahimi Arben— Sì a Reggio Calabria. E poi da lì ci hanno portato in un altro paese un po' più su per

dormire quella sera perché eravamo rimasti per strada e Salvatore Callea ha detto: "Dai, andiamo da

questi amici perché già ho lavorato io per loro", poi ci ha spiegato.

Pm Rossi— Allora, quindi Callea le ha riferito di questo omicidio, glielo ha riferito nella

occasione in cui siete stati a Reggio.

Ibrahimi Arben— Esatto.

Pm Rossi— Vi hanno portato a dormire, stavate presso dei signori che avevano un forno, vi ospitavano?

Ibrahimi Arben— Esatto.

Pm Rossi— Di lì vi hanno portato vicino Reggio in un altro posto.

Ibrahimi Arben— Un po' più su, va bene, sempre lì a Reggio diciamo.

Pm Rossi— E in quella occasione Callea Salvatore le ha raccontato che unitamente a

FIGLIUZZI Nicola e a Sebastiano avevano commesso un omicidio.

Ibrahimi Arben— Esatto.

Pm Rossi— Dove? A Reggio Calabria?

Ibrahimi Arben— Si.

Pm Rossi— Proprio Reggio Reggio?

Ibrahimi Arben— Reggio Reggio, perché quando siamo scesi giù dopo...

Pm Rossi— Quando gliel'ha raccontata questa cosa, se lo ricorda?

Ibrahimi Arben— Questo non me lo ricordo perché non è che non mi ricordo il giorno e la data. Però eravamo sempre giù in quel periodo, cioè scendevamo spesso diciamo.