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“Ecco come fu ucciso Giuseppe Canale”: tre pentiti fanno luce sul delitto del 2011

Pentito500di Angela Panzera - Sono tre i collaboratori di giustizia che hanno permesso alla Dda reggina, ed in particolare al pm antimafia Sara Amerio e al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, di far luce sull'omicidio di Giuseppe Canale , avvenuto il 12 agosto del 2011 in un agguato nella frazione di Gallico in Reggio Calabria. Si tratta dei "pentiti" Daniele Bono, conoscitore della faida vibonese intercorsa fra i Patania e i piscopisani, e di Vasvi Baluli e Arben Ibrahimi, quest'ultimi due di origine straniera ma legati alle dinamiche criminale che hanno riguardato la Piana di Gioia Tauro e le famiglie mafiose delle pre-serre vibonesi. Ed è proprio l'ingaggio di killers provenienti dal territorio del vibonese al centro dell'inchiesta che ha portato all'arresto stamani di Salvatore Callea, Nicola Figliuzzi, Filippo Giordano, Sergio Iannò, Cristian Loielo e Domenico Marcianò. Proprio a Daniele Bono il presunto procacciatore di killers Callea si sarebbe rivolto in un primo momento per uccidere Canale. 14 mila euro era la cifra proposta da Callea per compiere l'omicidio. Bono si rifiuterà di compiere il delitto, ma alla Dda reggina ha offerto le sue conoscenze che ne spiegano la genesi e l'epilogo. In particolare si evince, da quanto dichiarato dia da Bono che da Vasvi, che i presunti esecutori materiali dell'agguato furono due soggetti ben inseriti nell'allora gruppo criminale dei Patania ossia Cristian Loielo e Nicola Figliuzzi, coordinati presumibilmente per la realizzazione dello stesso da Salvatore Callea.

Ecco cosa ha dichiarato il "pentito" Bono al pm catanzarese Rosi che poi ha trasmesso gli atti all'Antimafia reggina:

Bono Daniele: E ha contattato sto Nicola, Nicola lo ha detto a me e dopo un giorno è venuto a chiedermelo a me sto Turi per andare là, sono andato là, ho visto la situazione e ce ne siamo tornati la sera. Dopo un giorno sono andati Nicola e Cristian, perché a me me lo ha detto Cristian, poi me lo ha detto anche Nicola, poi me lo ha detto pure Salvatore, li ho accompagnati pure io una volta a prendersi i soldi a Cristian, comunque sono stati loro, sto Cristian e sto Nicola.

Pm Rossi— Hanno sparato a questo signore? Dove?

Bono Daniele — A Gallico Marina, davanti al bar.

Pm Rossi— E chi glielo ha commissionato?

Bono Daniele — Salvatore.

Pm Rossi— Salvatore?

Bono Daniele — Turi di Roma, Canino.

Bono Daniele — 12 agosto 2011.

Pm Rossi— 12 agosto 2011. Chi è morto? Chi lo ha ammazzato?

Bono Daniele — E' morto Giuseppe Canale, lo ha ammazzato... lo ha ferito Cristian Loielo e lo

ha ucciso Nicola Figliuzzi.

Pm Rossi— Questo è avvenuto dove?

Bono Daniele — A Gallico Marittima.

Pm Rossi — Voi come siete venuto a conoscenza di questa cosa?

Bono Daniele — Sono venuto a conoscenza che me lo ha detto Cristian, poi me Io ha detto pure

Nicola. Sapevo pure di st'omicidio perché me lo aveva proposto pure a me...

Pm Rossi— Chi te lo aveva proposto?

Bono Daniele — Salvatore... "Turi", compare "Turi". Ho visto pure gli interessati che erano Domenico

Chirico e di cui gli avevano ammazzato lo zio ad agosto, Chirico, l'anno prima nel mese di luglio.

Comunque c'era pure una vendetta là tra di loro. E' stato pagato 10 mila euro... 14 mila euro...

Pm Rossi— Chi l'ha pagato? Chi questo?

Bono Daniele — Sto Domenico

Pm Rossi— Li ha pagati...

Bono Daniele — Mi aveva proposto a me 14 mila euro, io gli ho detto di no.

Ufficiale di P.G. — Ma il giorno-dell'omicidio eri sul posto; lì giù- a Gallico?

Bono Daniele — Chi io? No, no, io ho saputo dell'omicidio dopo due giorni,cdl giorno dopo o dopo due

giorni sul giornale, perché a Giuseppe io lo avevo detto sto fatto qua che si doveva fare sto lavoro qua a

Gallico, io non avevo visto il giornale, stavo giocando a carte, fa Giuseppe: "Guarda qua?"

Pm Rossi— Giuseppe chi?

Bono Daniele — MATINA, eravamo là al negozio. Fa: "Guarda qua..." Faccio: "Io non lo so..." Mi fa:

"Non è (incompr.)...?" "Può darsi...", faccio io.

Pm Rossi— Gliel'avevano proposto?

Bono Daniele — Sì, sì.

Pm Rossi— Chi?

Bono Daniele — "Turi"... compare "Turi", mi ha portato qua a questo posto qua a Gallico...

Pm Rossi— Quanto tempo prima dell'omicidio?

Bono Daniele — Dieci giorni prima, cinque giorni prima, dai dieci ai cinque giorni comunque.

Ufficiale di P.G. — Loredana sapeva?

Bono Daniele — Loredana sapeva, gliel'avevo detto che dovevo andare là a fare un lavoro, però non

sapeva... non gli ho spiegato cosa dovevo fare, cosa non dovevo fare di preciso.

Ufficiale di P.G. — Poi lei ha saputo che è morta queste persona?

Bono Daniele — So che è morto perché c'era pure il marito, lo abbiamo saputo da Cristian...

P.M. dottssa ROSSI — Da Cristian Loielo...

Bono Daniele — ...da Cristian Loielo perché lo ha detto a me Cristian, poi me lo ha detto pure

Nicola...

Ufficiale di P.G. — Loredana era presente in questo discorso?

Bono Daniele —Non mi ricordo se era presente, non mi ricordo.

Pm Rossi— Come è andata? Te l'hanno spiegato come hanno fatto?

Bono Daniele — Sì, è andata che sto... perché dopo mi diceva Nicola che ha dovuto lasciare a Cristian là,

lo ha dovuto abbandonare, perché poi compare "Turi" me lo ha detto, ehe... dopo... aspettate... il 2011 è

stato l'omicidio? Sì, sì, il 2011, adesso, sì, sì. E' successo che dopo con compare "Turi" ci siamo rivisti, ci

siamo rivisti nel mese di settembre, ci siamo rivisti perché Cristian chiamava per... ah, io l'ho saputo da

Cristian pure perché non gli volevano dare i soldi, la sua parte. Allora io sono andato a Oppido

Mamertina...

Pm Rossi— Quando? Questo dopo ovviamente?

Bono Daniele — Si, si, dopo, dopo... a settembre, era già settembre. Ho detto: "Ma cosa succede?", gli

faccio, "...compare Turi, io..." E lui mi fa: "Ma come lo hai saputo? Tu pure che sei venuto con me non lo

dovevi sapere". Faccio: "No, a me me lo ha detto perché per i soldi, i soldi a lui... giustamente lui ha fatto il

lavoro, non lo so cosa avete fatto, prima cosa che non lo dovevate portare...", a sto compare Turi, "...e poi

ormai..." Dice: "SI, Nicola dice che si è comportato male, quel giorno lo ha lasciato là". Invece poi dice che

Nicola dopo sapendo che... siccome compare "Turi" non aveva avuto modo di parlare con Nicola, non

sapeva la situazione bene, comunque ha detto: "Guarda, io non c'ho... ancora non sono andato a prendere i

soldi, c'ho qua 600 euro...", e gliel'ha dati a Cristian 600 euro. Poi sto Nicola si è visto con sto compare

"Turi", si sono sistemati con i soldi, non lo so, comunque Cristian non ne ha più avuti, perché è stato sempre con me e non è andato da nessuno, io... non mi interessava del fatto, quindi non... mi sono interessato una

volta e non ne volevo più parlare.

Pm Rossi— Quindi se ho capito bene, voi siete sceso prima a Gallico e dopo a Oppido

Mamertina...

Bono Daniele — Sì, a Oppido Mamertina, sì, perché sapevo che compare "Turi" si trovava là.

Pm Rossi— Perché non avevano pagato a Cristian.

Bono Daniele — Sì, perché Cristian mi raccontava il fatto.

Pm Rossi— E gliel'ha spiegato come è avvenuto nella pratica?

Bono Daniele — Sì, sto arrivando, sto arrivando, sto arrivando. Allora, in poche parole se la prendevano

con sto Cristian che... con sto Nicola che l'aveva lasciato là a Cristian. Invece loro gli hanno detto... erano

come i PATANIA adesso: "Se non muore ci ammazza a tutti...", che erano una potenza questi qua davvero,

l'hanno sparato un po' di volte, dopo si è vendicato. E invece sto Nicola... sto Cristian doveva accorgersi

che si è fermato a due metri dal... doveva puntare la pistola sulla testa, lui l'ha preso in una gamba,

gli ha sparato cinque, sei colpi con sto revolver 38...

Pm Rossi— Questo Cristian?

Bono Daniele — Questo Cristian, era dietro di Nicola con due caschi e gli spara, prende pure un

vecchio, un passante, uno che passava. Sto Giuseppe Canale si alza e se ne va, se ne scappa ferito

alla gamba con un 38. Sto Nicola... sto cristiano era a terra al motorino, sto Nicola ha seguito che non

lo doveva lasciare vivo, quindi ha lasciato Cristian là...

Pm Rossi— Con il motorino?

Bono Daniele — Senza motorino, a piedi, il motorino lo guidava Nicola...

Pm Rossi— Ah, okay.

Bono Daniele — E' andato a rincorrerlo con uno Scarabeo, mi ha detto pure che aveva uno

Scarabeo. Allora sto Canale correva nella via, nel vialone, no? ...e gli butta i bidoni quelli

dell'immondizia quelli di plastica in mezzo alla strada. Sto Nicola lascia il motorino... Giuseppe dice

che gli sembrava che era caduto con il motorino e si è girato, come si è girato Nicola lo ha sparato.

Pm Rossi— In testa.

Bono Daniele — In testa, sì, dopo si è avvicinato là e gli ha buttato tutti i colpi addosso.

Pm Rossi— Con quale arma?

Bono Daniele — Con una 9X21 mi ha detto lui. Poi Cristian è riuscito ad andarsene a piedi, ha

nascosto la pistola in un posto... in un parco di cui mi ha fatto vedere dopo nel mese di ottobre, mi fa:

"Andiamo a prendere...?" No, siamo andati là... sì, siamo andati là e mi fa: "Ora che ti faccio vedere

dove sono andato..." Mi ha fatto vedere da dove se n'è andato e fa: "L'arma l'ho messa là in quel

posto là..." Faccio: "Vabbè, lasciala là..." E' depositata su un albero, pure il casco.

Ufficiale di P.G. — Tuttora?

Bono Daniele — Tuttora, tuttora, tuttora è là.

Ufficiale di P.G. — Cioè tuttora la pistola sta nel parco?

Bono Daniele — Sì.

Ufficiale di P.G. — Non è più andato nessuno a prenderla, neanche compare "Turi"?

Bono Daniele — No, nessuno, perché lui gli ha spiegato dov'è, però loro gli hanno... loro gli hanno

portato risposta, compare "Turi" gli fa: "Guarda...", pure il giorno che l'ho incontrato io, "...ma

quella cosa dove l'hai messa? Non hanno riuscito a trovarla dove hai spiegato tu..."

Pm Rossi— Ma questo ad ottobre però 2011...

Bono Daniele — Sì, ad ottobre 2011.

Pm Rossi— E poi potrebbero averla spostata...

Bono Daniele — Non l'hanno trovata, lo sapeva solo Cristian dove l'aveva nascosta... avete capito?

...lo sapeva solo lui dove l'aveva nascosta, solo lui. Quindi a Cristian lo potrai prendere pure con sta

cosa qua, per modo di parlare, dicendogli che voi sapete dove ha messo la pistola e lui vi dice tutto

quanto. Se voi gli dite sotto... vicino una cisterna...

Pm Rossi— Vicino...?

Bono Daniele — Una cisterna dell'acqua, c'è una cisterna dell'acqua...

Pm Rossi— Spiegateci un po' sto posto.

Bono Daniele — Allora...

Ufficiale di P.G. — Allora, parliamo... siamo a Gallico.

Bono Daniele — Sì, Gallico.

Ufficiale di P.G. — Gallico.

Bono Daniele — Gallico. Allora, c'è un parco con un cancello grande, una ringhiera alta che ci sono

degli alberi al centro strada...

Ufficiale di P.G. — In un parco recintato...

Bono Daniele — Sì, e ci sono tutti... tutte le foglie dell'albero, no? ...lui ha detto che l'ha messo

sotto... sotto l'albero.

Ufficiale di P.G. — Sotto un albero.

Bono Daniele — Sotto un albero.

Ufficiale di P.G. — E questa cisterna dov'è?

Bono Daniele — Là, sempre vicino a quest'albero qua, io sono passato con Cristian...

Pm Rossi— Ma sotto l'albero significa sotto le foglie o sotterrato?

Bono Daniele =Sotto' le-foglie, sotto quelle pietre mi ha-detto che-l'ha-messa, sotto delle pietre-di

marmo, io ho visto com'è, tutto.

Ufficiale di P.G. — E nonostante queste indicazioni compare "Turi" non è riuscito a trovarla la

pistola?

Bono Daniele — No, perché a compare "Turi" dopo io non gli ho detto più niente, non ci siamo più

visti, dopo l'ho rivisto per sti fatti qua, non ho più parlato...

Ufficiale di P.G. — Ci sono dei pezzi di marmo sotto quest'albero...

Bono Daniele — Si, sì, sì. E' un 38 Colt cromato.

Ufficiale di P.G. — Lo conosci questo parco?

Bono Daniele — Si, però se mi ricordo era il primo albero sulla strada, proprio...

Ufficiale di P.G. — Cioè entrando dal cancello...

Bono Daniele — Ci sono tanti alberi in fila...

Ufficiale di P.G. — Ah, una fila di alberi...

Bono Daniele — ...grossi e alti...

Ufficiale di P.G. — Sì...

Bono Daniele — ...comunque nei primi alberi...

Ufficiale di P.G. — Quindi entrando sulla sinistra?

Bono Daniele — Si, entrando sulla sinistra...

Ufficiale di P.G. — Sulla strada.

Bono Daniele — Sì.

Ufficiale di P.G. — E dietro c'è la cisterna.

Bono Daniele — Sì, la cisterna è proprio a fianco all'albero, quindi c'avete la differenza dell'albero

che c'ha la cisterna vicino all'albero.

Sulle dichiarazioni di Bono il gip Antonino Foti, che ordinerà l'arresto dei presunti mandanti ed esecutori materiali, scrive nell'ordinanza di custodia cautelare che "forniscono una ricostruzione estremamente dettagliata sulle varie fasi che portarono all'omicidio di Canale Giuseppe: il collaboratore, infatti, in maniera estremamente chiara attribuisce la responsabilità del fatto di sangue in parola — con riferimento alla sola fase esecutiva dello stesso — a Loielo Cristian, Figliuzzi Nicola e Callea Salvatore. Le stesse dichiarazioni, infatti, appaiono in punto di attendibilità particolarmente aderenti al dato storico". Le dichiarazioni del Bono, infatti, appaiono fortemente credibili ed attendibili perché dimostrano una conoscenza dei fatti occorsi nel dettaglio, al punto che lo stesso collaboratore dichiara di essersi recato dal "Turi" per accompagnare il Loielo Cristian ad Oppido Mamertina, al fine di ottenere il compenso del delitto per cui si procede. Bono riferisce, pertanto, tutti i dettagli dell'azione omicidiaria compiuta e dichiara di aver conosciuto la dinamica dei fatti proprio dalla viva voce dei due esecutori materiali del delitto che indica negli odierni indagati, Figliuzzi e Loielo. Ma ciò che colpisce è il dettaglio del racconto del delitto, pienamente corrispondente alla ricostruzione dello stesso, operata dalla polizia giudiziaria. Sono evidenziate le particolari modalità esecutive dell'omicidio: il primo ferimento del Canale, il ferimento del passante, l'inseguimento della vittima, il lancio dei contenitori dei rifiuti da parte della vittima nel tentativo di salvarsi, i colpi esplosi e soprattutto il luogo in cui è stata occultata l'arma del delitto (nei pressi di una cisterna, all'interno del parco in zona, ai piedi di uno dei primi alberi del viale, sotto alcuni pezzetti di marmo), arma di cui lo stesso soggetto, indicato come "Turi" dal collaboratore, chiedeva notizia al Loielo alla presenza dello stesso collaboratore Bono, nella fase successiva in cui doveva completarsi il "pagamento", secondo quanto pattuito, per l'azione delittuosa compiuta. Si evidenzia, a tal fine, che le indagini hanno pienamente riscontrato il racconto del collaboratore Bono, in modo che si può definire "formidabile".