Dossier
 

L'avvocato Giuseppe Luppino, corsia preferenziale per l'ingresso della 'ndrangheta negli appalti pubblici

LUPPINO Giuseppedi Claudio Cordova - Dal coacervo degli elementi indiziari sarebbe emerso un duplice ruolo dell'avvocato Giuseppe Luppino, politico ed imprenditoriale, che induce la Dda di Reggio Calabria a contestare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito del procedimento "Metauros". Luppino ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo essere stato fermato e condotto in carcere e resta comunque indagato per connivenza con la potente cosca Piromalli di Gioia Tauro: Qualsiasi importante ruolo Luppino abbia ricoperto (grazie al supporto dei Piromalli), lo ha infatti "svilito" ponendolo al servizio della 'ndrangheta, pur non rientrando nel suo organigramma. Per la cosca Piromalli, ha gestito l'azienda Pianambiente (riconducibile ai fratelli Stillitano); è stato uno dei fautori politici della creazone del sito del termovalorizzatore; ha "instradato" all'interno del sito del termovalorizzatore l'azienda DGP dei fratelli Pisano (longa manus di Gioacchino Piromalli); ha riscosso fino ad un certo periodo storico (poi sostituito dai fratelli Pisano) le tangenti pagate dall'azienda Termomeccanica sui trasporti di rifiuti commissionati all'Ati delle imprese, ricevendo le da La Valle Rocco che rappresentava quale amministratore dell'azienda capofila dell'Ati, il "collettore", e fungeva in tale veste da riferimento per il destinatario finale dei proventi estorsivi Gioacchino Piromalli" scrivono gli inquirenti.

La principale fonte di accusa nei suoi confronti è rappresentata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Aiello, per anni inserito nel sistema illecito dei rifiuti. L'ingegnere lo indica, per il territorio di Gioia Tauro, come l'esattore della tangente (cui subentreranno poi i fratelli Pisano), ricevuta dall'ex sindaco di Villa San Giovanni, Rocco La Valle - gestore della ditta Ecofal capofila dell'Ati delle aziende di trasporto - da versare alla cosca Piromalli che la ndrina locale percepiva sui lavori di trasporto dei rifiuti dall'impianto di Gioia Tauro (Luppino è l'uomo di riferimento[ .. ] l'uomo di riferimento del territorio di Gioia Tauro[ .. ] che teneva gli equilibri con le famiglie di <ndrangheta ... di Gioia Tauro''), ..... perché La Valle aveva i soldi di tutto per distribuirle ... su Gioia Tauro li distribuiva lui Luppino [ .. ]penso che sono andati pure da altri paesi ... da La Valle a dare i soldi . . . La Valle ha confermato che li dava a Luppino [ .. } i soldi li portava Rocco La Valle direttamente . . . perché era un politico '), ma le dichiarazioni del collaboratore, oltre che da pregresse indagini giudiziarie, sono confortate dalle dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia ovvero Arcangelo Furfaro e Antonio Russo, da quelle del teste Romolo Orlandini e finanche da quelle di La Valle, nonché dagli esiti dell'attività tecnica.

Il quadro che complessivamente sarebbe emerso è che nel territorio di Gioia Tauro Luppino avrebbe curato gli interessi dei Piromalli, sponsorizzando a livello politico la creazione di un termovalorizzatore nel territorio di Gioia Tauro, peraltro l'unico esistente in Calabria; avrebbe curato gli interessi della cosca Piromalli sin dal momento della costruzione del termovalorizzatore, attraverso l'inserimento della ditta dei Pisano (di fatto anche di Gioacchino Piromalli detto l'avvocato") all'interno del sito; avrebbe curato gli interessi dei Piromalli, ricevendo da Rocco La Valle (che fungeva da collettore delle tangenti versate dalla società che si occupava della gestione del termovalorizzatore sui servizi di trasporto affidate a varie ditte costituite in Ati) l'estorsione che "girava" alla ndrina dei Piromalli; avrebbe inoltre gli interessi della ndrangheta unitaria, quindi anche quelli di altre cosche calabresi, promuovendo l'inserimento di aziende mafiose nell'Ati delle imprese di trasporto.

Una affinità criminale che segue un legame parentale, dato che Luppino è nipote diretto di Emilio Sorridente (classe 1927), considerato inserito nelle famiglie Piromalli e Molè. Legame doppio, visto che un nipote, Luigi Emilio Sorridente (già emerso nell'inchiesta "Gotha" per alcuni importanti coinvolgimenti con il mondo massonico) è legato alle due famiglie mafiose di Gioia Tauro.

L'avvocato Luppino, dunque, da anni costituirebbe la "corsia preferenziale" che esiste in politica per agevolare la ndrangheta ad incunearsi nella gestione degli appalti pubblici.

Con il fallimento della costruzione del V centro siderurgico a Gioia Tauro, gli interessi della criminalità organizzata si sono infatti prima concentrati sul porto di Gioia Tauro, poi nel settore dei rifiuti, nella gestione degli impianti di smaltimcnto di rifiuti, che, peraltro, stante il reitcrato stato emergenziale, consentiva alla P.A di derogare alle ordinarie prescrizioni.

Un uomo inserito nei palazzi del potere, dunque, anche grazie alla lunga carriera politica a Gioia Tauro e a gli incarichi, prima in Piana Ambiente, poi con l'incarico di consulente esterno dell'ufficio legale del Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti in Calabria. L'azienda Piana Ambiente di cui Luppino è stato per circa 7 anni Presidente era dunque partecipata (sul versante privato) da una delle società che nel corso degli anni ha gestito il termovalorizzatore di Gioia Tauro.

Così si è espresso sull'avvocato Luppino tratteggiando la linea sottile che lo univa all'allora blocco unico mafioso Piromalli-Molè, il collaboratore di giustizia Arcangelo Furfaro nel verbale del 17 luglio 2017: "I rapporti dei Piromalli con il Comune di Gioia Tauro sono sempre stati stretti nel senso che la candidatura e l'elezione dei sindaci - come Giorgio Dal Torrione, Peda' padre ma anche il figlio, - è sempre dipeso da loro. Come ho già riferito io ho avuto una militanza politica nell' MPA. e sono stato il primo dei non eletti alla provincia nel 2006. Nel 2001 i Piromalli fecero eleggere il Dal Torrione. Rocco Molè voleva sostenere l'avv. Giuseppe Luppino per fargli fare il sindaco. Luppino in passato era schierato con i Piromalli successivamente era passato con i Molè. Luppinoha fatto i soldi con i rifiuti ed in particolare con la società Piana Ambiente. Luppino ha anche attività in Ecuador e si occupa pure li di rifiuti. Luppino e Tripodi (Pasquale Tripodi, ex consigliere regionale, ndr) avevano promesso a Rocco (Molè, ndr) che si sarebbero adoperati per fa r togliere il regime del 41 bis a Mommo Molè, nel periodo in cui ministro della Giustizia era Mastella. Luppino doveva presentare a Rocco Molè qualcuno dei Servizi o della massoneria. Nella gestione del depuratore, Luppino con i Pisano si occupavano della gestione e della manutenzione, anche se non so specificare in quali esatti termini".

Del ruolo di Luppino che, per conto della cosca Piromalli-Molè, fu a livello politico uno dei maggiori fautori della costruzione del termovalorizzatore ha riferito il collaboratore di giustizia Marcello Fondacaro, per averlo appreso sia dallo stesso Luppino che nella sua famiglia mafiosa, essendosi adoperato per ottenere i finanziamenti e tutte le autorizzazioni necessarie. Fondacaro, medico per anni in contatto con le cosceh, precisava che nella cosca Piromalli, il ramo imprenditoriale su Gioia Tauro era stato interamente "delegato" a Gioacchino Piromalli detto l'avvocato, che "finanziò" e promuoveva la realizzazione. Luppino sarebbe stato il trait d'union con la ndrangheta dei Piromalli, in ragione del ruolo di amministratore politico e il suo ruolo nelle società miste Pianambiente s.p.a e Tauro Ambiente Energia s.p.a .

In merito alla riconducibilità della ditta Piana Ambiente, di cui Luppino era legale rappresentante, alla cosca Piromalli (e più precisamente ai fratelli Carmelo e Rocco Ivan Stillitano, entrambi coinvolti per aver preso parte alla cosca Piromalli, con ruolo direttivo, nell'ambito del procedimento convenzionalmente "Atlantide") ha riferito il collaboratore Antonio Russo Del CdA di Piana Ambiente, peraltro, facevano parte Matteo Alampi e Sandro Rossato, entrambi coinvolti nell'inchiesta "Rifiuti SpA".

Durissima, quindi, la valutazione degli inquirenti: "Quale "terminale" dei Piromalli, Luppino faceva l'interesse della ndrangheta unitaria". Peraltro, dopo aver inserito i Pisano (che lo indicano come "Mago Ellas") all'interno del sito del termovalorizzatore di Gioia Tauro si sarebbe occupato anche della riscossione delle tangenti da fare avere a Gioacchino Piromalli versate dalle società Termomeccanica o Veolia che si sono succedute nella gestione del termovalorizzatore. A causa di un contrasto insorto con la ndrina dei Piromalli verosimilmente per una mancata consegna delle tangenti, sarebbe costretto ad allontanarsi da Gioia Tauro e fu "sostituito" nella esazione delle tangenti che le società che si sono avvicendate nella gestione del termovalorizzatore dovevano versare alla cosca Piromalli per i trasporti al sito di Gioia Tauro. Sul punto riferisce il collaboratore Aiello: "Quando ho visto Clarà là ... gli ho detto Pino che fai qua come stai .. . perché era da tanto che non ci vedevamo . .. no cosi . . . sai Salvatore cosi . . . cosi... cosi mi disse nello specifico che aveva parlato con Egidio ... perché poi Rocco forse è arrivato dopo ... che ha avuto insomma notizie da Gioia Tauro che si sono lamentati che non sono arrivati i soldi[. .. ]! e voci ... che l'avvocato Luppino si ... si era trattenuto i soldi per se stesso che non provvedeva a fare quello che aveva fatto negli anni precedenti ... tanto è vero che poi l'avvocato Luppinose ne è andato in Sud America ... per un periodo [. .. ]poi Luppino gli hanno ... ha avuto ... gli hanno sparato il portone di casa o dell'ufficio a Luppino un fatto pure pubblico ... poi Luppino se n'è andato in Sud America ... io non l'ho visto più però mi dicevano che insegna li all'università in Venezuela non so dove ... so che all'inizio avevano delle società con Alampi ... che avevano delle società in Sud America con Alampi".