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“Caso Fallara”: i mandati di pagamento che nel 2010 erano “carta straccia”

fallara orsoladi Claudio Cordova - Nell'elenco ci sono aziende, associazioni, imprese varie e anche semplici cittadini, magari per qualche contenzioso da pochi spiccioli. La lista, tuttavia, è pressoché infinita: migliaia e migliaia di mandati che, calcolando la somma finale, portano al dato emerso alcuni giorni fa all'interno dell'aula 13 del Cedir di Reggio Calabria, nell'ambito del processo che vede alla sbarra l'ex sindaco Giuseppe Scopelliti, oggi Presidente della Giunta Regionale, e i tre revisori dei conti Domenico D'Amico, Ruggero Alessandro De Medici e Carmelo Stracuzzi, che non avrebbero vigilato sull'espansione sistematica e diffusa del "Caso Fallara", l'allegra gestione delle casse del Comune di Reggio Calabria, che avrebbe portato l'Ente sull'orlo del dissesto.

Il particolare è emerso nel corso della lunghissima deposizione dell'ex sindaco facente funzioni ed ex assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari che, insieme all'ex consigliere comunale Seby Romeo, ha dato il via alle indagini dei pubblici ministeri Ottavio Sferlazza, Francesco Tripodi e Sara Ombra sul disastro del Comune di Reggio Calabria: "Nel 2010 vi saranno 80 milioni di mandati di pagamento annullati" dirà Naccari, definendo "carta straccia" i mandati con cui associazioni, imprese, cittadini si sarebbero presentati alla tesoreria, che però segnalerà la mancata copertura sul conto del Comune.

Un comportamento che a detta di Naccari i vertici del Comune, tanto il sindaco Scopelliti, tanto la dirigente del Settore Finanze, Orsola Fallara, avrebbero adottato per placare le ire dei creditori dell'Ente, esasperati dai ritardi nei pagamenti. Una cura ancor meno che palliativa, però, poiché al momento della riscossione in tesoreria il creditore di turno si sarebbe visto rispondere picche.

Sono migliaia i mandati emessi e poi annullati perché non quietanzati nel 2010. Mandati riguardanti i vari uffici comunali, un elenco lunghissimo che non esaurisce i debiti fuori bilancio o iscritti a bilancio dell'Amministrazione, ma che fa riferimento a quei debiti per cui è stato addirittura fatto un mandato che, come dice Naccari in aula, si sarebbe poi rivelato "carta straccia".

E così, dunque, nel circolo vizioso finiscono quasi tutti.

Da Telecom a Olivetti, passando per MTV (che aveva animato l'estate 2008), fino ad arrivare, addirittura, all'Azienda Sanitaria Provinciale, ad Air Malta (per il progetto "Passaporto per l'Europa"), alla Q8, a Gas Natural, alla Bentini (l'azienda impegnata nella costruzione del palazzo di giustizia), all'Agenzia delle Entrate e a Equitalia, per la registrazione delle sentenze. Senza contare, ovviamente, i crediti delle società miste, Leonia e Multiservizi in primis. E poi, ancora, agenzie pubblicitarie, ditte attive nella cartellonistica, emittenti locali, giornali e case editrici, che avrebbero, ciascuno con i propri spazi, divulgato le attività dell'Ente o delle manifestazioni da esso organizzate. Anche il lido Calajunco, sequestrato per le infiltrazioni mafiose nel giugno 2010 non riuscirà a riscuotere le somme per il servizio di allestimento degli spazi. In quel periodo ci sarebbe anche l'armeria di Consolato Romolo (attualmente in carcere per presunta affiliazione alla cosca Lo Giudice) tra i creditori del Comune: circa 70mila euro per l'acquisto di 115 pistole, da utilizzare per l'addestramento al tiro a segno nazionale di Reggio Calabria.

E poi, ancora, gli avvocati dell'Ufficio Legale, che non sarebbero riusciti a incassare i propri compensi per aver rappresentato l'Ente nelle cause: avvocati che avrebbero poi ricoperto incarichi politici, oppure spiccato il volo presso importanti aziende regionali, dopo l'elezione di Scopelliti alla carica di Governatore. Ma anche l'Università Mediterranea, che si vedrà annullare il mandato di pagamento da 60mila euro per la mostra del centenario del terremoto del 1908. Tante le mostre organizzate dal Comune, tante le associazioni o aziende organizzatrici che, nel 2010, si vedranno sbattere la porta in faccia per assenza di copertura nelle casse comunali: dalla mostra "Egittomaivisto" a quella dell'orafo Gerardo Sacco, a quelle del Natale 2008. Tutte attività messe in atto per incentivare il turismo a Reggio Calabria, per porre la città al centro del Mediterraneo: e infatti nell'elenco ci sono anche diversi alberghi cittadini. La parte più corposa dell'infinito elenco, comunque, è composta, da associazioni culturali, cooperative e pro loco varie, tutte nell'attesa (vana, nel 2010) veder liquidate le somme spettanti per il progetto X o per l'evento Y. La cultura costa, si sa, per questo nell'elenco c'è una lista lunghissima di istituti scolastici, ma anche di librerie impossibilitate a riscuotere le somme riguardanti le forniture dei libri di testo: i cosiddetti "buoni libri", il cui scandalo scoppierà solo due anni dopo, nei mesi antecedenti allo scioglimento. Ci sono proprio tutti, anche aziende attive tanto nella manutenzione, tanto nelle forniture, tanto nella vigilanza, tanto nell'edilizia (alcune delle quali sono anche tra quelle citate nella relazione della commissione d'accesso che ha portato allo scioglimento del Comune per contiguità con la 'ndrangheta), che registrano, ovviamente, i crediti maggiori.

Il totale è altissimo ed è l'indice più evidente di quanto, in quegli anni, potrebbe essere accaduto. Anche se all'inizio si diceva che fossero solo "problemi di liquidità".