Dossier
 

Nel 2010 la 'ndrangheta scelse Scopelliti e Crinò?

scopellitigiuseppe500di Claudio Cordova - La politica è, da sempre, uno degli argomenti preferiti della 'ndrangheta. E conversazioni di personaggi di estremo livello in seno all'organizzazione sono contenute nel mastodontico provvedimento di fermo "Mandamento jonico", che ha portato dietro le sbarre 116 persone. A parlare sono Vincenzo Pedulla, Giuseppe Barbaro, Domenico Santanna, ma, soprattutto, due esponenti della potente cosca Pelle "Gambazza", Antonio Pelle (classe 1987) e Peppe Pelle, capoclan essendo figlio del defunto patriarca 'Ntoni Gambazza.

Gli interlocutori discutono sulle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Regione Calabria tenutesi il 28 e 29 marzo 2010, con la schiacciante vittoria del centrodestra di Giuseppe Scopelliti. Nel corso di tali conversazioni i dialoganti fanno riferimento agli appoggi elettorali che la 'ndrangheta avrebbe fornito a determinati schieramenti politici e candidati compiacenti e più in generale alla strategia adottata dall'organizzazione in occasione di appuntamenti elettorali. La tematica viene introdotta da Giuseppe Barbaro il quale spiega come i politici, in periodo di campagna elettorale, erano disposti a tutto pur di guadagnarsi il favore degli elettori «... per due voti vanno ... il Ministro dell'interno ... fanno operazioni, per un paio di voti, vedete che si scoprono...». Barbaro – che trova appoggio in Domenico Santanna «Guardate ... ora gli servono i voti pure, avete capito?» - poco oltre chiede a Pelle se «Sono venuti per qualche voto Peppe? ...». Gambazza spiega che «... uno vuole favorirli ma ...» si trovava nell'impossibilità di farlo da un lato perché «... io non voto nemmeno! ...» e dall'altro, come osservato da Pedullà, perché «... Tutti amici sono! ...». Quest'ultimo, che evidentemente aveva a disposizione un pacchetto di voti, spiegava che di candidati ne erano venuti «... Non uno, cinquanta!» ma di aver chiarito ad una parte di loro che i voti «... io ce li ho impegnati, da cinque mesi! ... Ho detto io, "è inutile che vieni qua a tutti gli ho detto che no" ...». Dal prosieguo della conversazione si comprenderebbe che i dialoganti appoggiano la candidatura di Giuseppe Scopelliti a Governatore della Regione Calabria e di Pietro Armando Crinò inserito nella lista Scopelliti Presidente. A tal proposito Giuseppe Barbaro – nel precisare che un pacchetto di voti della 'ndrangheta di Platì (RC) sarebbe stata destinata proprio al candidato Crinò . «... Lo votano pure sopra da noi ... ci hanno cercato voti ... è stato bravo veramente ... lo appoggiano ... là sopra ... no, no, la sopra c'è lui ... Crinò, Crinò è un buon amico ...» - spiegava agli interlocutori che «... ho parlato ... "lasciate stare a tutti, votiamo che sia Scopelliti, che se va Loiero ... incompr. ..."». E' Pedullà a completare la frase di Barbaro «Ci sistema parola d'onore ci sistema ... incompr. ...»: per gli inquirenti appare evidente che i dialoganti avevano optato per sostenere la candidatura di Scopelliti e non quella di Loiero.

Ed è Pelle a chiarire il motivo di tali scelte in quanto Scopelliti era considerato «...un cristiano che si mette a disposizione ...» mentre Loiero, candidato alla poltrona di Governatore per il centro sinistra, «... non è un cristiano di governo ...» in quanto ritenuto, per come sottolineato da Santana, «... un mangione di quelli venduti proprio ... proprio venduti fino all'ultimo ...»: un politico, insomma, non in linea con la strategia politiche della 'ndrangheta. Gli esponenti del localedi Bianco avrebbero individuato in Crinò – e di conseguenza Scopelliti - il proprio candidato di riferimento: circostanza questa che si poteva comprendere prima dalle parole di Domenico Santanna «... incompr. ... là con questo là, di Bianco pure ... Crinò ... si dice che si ... incompr. ... Lui è ... lui è ... lui è una persona abbastanza ... abbiamo a Scopelliti, abbiamo che già ... è una personalità ... sia a Crinò!» e poi da quelle di Pedullà «... ho detto votate l'onorevole Crinò ... incompr. ... parliamo con qualcuno ... incompr. ... c'è lui». Pedullà, tenuto conto degli impegni presi in favore di Crinò, aveva dovuto «... dirgli di no ...» ad un suo «... San Giovanni ...» che «... mi ha battezzato la bambina ...» La circostanza che il candidato di riferimento per l'area di Bianco fosse Crinò emergeva anche in un'altra intercettazione del 23.03.2010: Peppe Pelle infatti, con riguardo a Santi Zappalà (politico già condannato per voto di scambio politico-mafioso), spiega a Filippo Iaria che «... ad Ardore compare, là qualcuno ci vota ... A Bianco... c'è Crinò, sono ... c'è suo fratello, ha i fratelli che stanno a Bianco ... incompr. ... sta a Bianco ... poi lui li ha un ... incompr. ... glieli caccia dagli altri compare Pippo, sapete ... incompr. ... perché? Lì non entrano ... lì non entrano, a Bianco Crinò è quotato, poi con il fatto della clinica cha ha a Siderno...». L'appoggio a Crinò, come Scopelliti, sarebbe conseguito dal fatto che era considerato un politico sensibile alle esigenze dell'organizzazione tant'è che di lui Peppe Pelle diceva «è bravo ... Crinò è bravo ...», Santanna che «se vuole favorire un cristiano lo può favorire» e Giuseppe Barbaro che «... Crinò è un buon amico ...».

Gli interlocutori vedevano di buon occhio la candidatura del Crinò in quanto questo, essendo medico, una volta eletto si sarebbe inserito nel comparto sanità dell'Ente Regione, che, quindi, l'organizzazione avrebbe potuto infiltrare, non escludendo, inoltre, che l'interessato potesse arrivare anche alla Vice Presidenza della Regione. Si comprendeva quindi che in Crinòe in Scopelliti i dialoganti individuavano un binomio particolarmente favorevole per le articolazioni della 'ndrangheta operanti «... per la zona nostra ...», cioè nel versante Jonico della Provincia di Reggio Calabria: «Crinò è possibile che si prende la vice presidenza ... Se va Crinò come deve andare ... si prende la vicepresidenza ... Pietro Crinò si prende la vicepresidenza ... Se prendeva la vicepresidenza là alla Regione ... eh! Presidente e Vicepresidente ... Lui è il meglio! Loro era i due migliori ...»: il riferimento è ovviamente a Crinòe allo Scopelliti. Tali scelte non risiederebbero nelle capacità politiche dei candidati ma nella loro capacità di essere a disposizione dell'organizzazione come, ancora una volta, stigmatizzato da Gambazza: «Pietro Crinò se andava Pietro Crinò ... per la zona nostra ... era una persona ... E' una persona che gli potete parlare ... gli potete fare ... gli potete ...». E, della disponibilità di Crinò, i dialoganti ne avevano già avuto prova tutte le volte che a lui si erano rivolti per servirsi delle prestazioni sanitarie della clinica di Siderno di cui è socio: «Lui là ... là in questo ... in questo Siderno, con questo fatto di TAC, di medici e cose ... ha favorito a tutti! ... Favorisce a tutti! Favorisce ...».

Le scelte di sostenere alle elezioni regionali 2010 quei candidati che già avevano mostrato disponibilità per le esigenze dell'organizzazione derivavano anche dal fatto che altri candidati, in precedenti appuntamenti elettorali, una volta eletti non avevano mantenuto le promesse che erano alla base dei patti politico – mafiosi stipulati: Giuseppe Barbaro citava il caso del socialista Saverio Zavettieriil quale - a fronte del sostegno ricevuto dalla 'ndrangheta «... da là da Platì mille e duecento voti ... non ha avuto ... incompr. ... milleduecento voti e non c'è stato un altro che non gliel'ha dato a lui ... non so quanti sono gli elettori ... quindi ...»3972 - non aveva fatto nulla per ottenere la scarcerazione di alcuni detenuti come promesso «Il carcerato là era ... e là è ancora ... incompr. ...». Barbaro, peraltro, precisava anche di aver contestato a Zavettieri tale inerzia «E allora non gliel'ho detto? ... Non ha fatto niente! ...». Sul punto interviene anche Pedullà che, interagendo con Barbaro, a sua volta precisava «Eh! Io gliel'ho detto chiaro! ... Avete preso impegni! ... Io glielo avevo detto ...»3975. Per cui Barbaro conclude il discorso sul citato politico specificando che «E' venuto a fotterci i voti e basta, scusate l'espressione, è venuto solo a prendersi i voti ... è all'epoca ... ne campava famiglie ... eravamo amici di famiglia ... hanno raccolto tutti i voti!».

In un'ulteriore conversazione Peppe Pelle chiarisce che l'organizzazione mafiosa doveva agire in maniera compatta ed unitaria individuando dei candidati di loro gradimento nelle aree corrispondenti ai mandamenti di Centro, Ionico e Tirrenico (testualmente "della piana") da inserire prima nel consiglio Regionale e successivamente, qualora si fossero comportati bene, negli organi politici della capitale «... Omissis ... Però ora lo sapete che dico io compare Mico ... guardate là, noi ci dobbiamo mettere tutti là in mezzo, la politica nostra è sbagliata, che facciamo a Reggio, diciamo qua nella Provincia di Reggio, perché è causa pure il parere mio, io dico che ... incompr. ... Perché quando nella provincia di Reggio, da Reggio fino a Guardavalle e fino a Gioia Tauro si presentano cinquecento persone, venti persone, trenta persone che fanno tutti le Regionali compà ... ognuno ha le amicizie sue, ognuno ha l'amico suo, chi prende duecento, chi prende cinquecento in un posto ... chi prende mille, tutti questi voti si disperdono e non va nessuno ... Invece se noi eravamo una cosa più compatta compà, noi dovevamo fare una cosa, quanti possono andare? Da qua ... incompr. ... diciamo qua dalla jonica, quando raccogliete tutti i voti che avete, vanno tre persone per volta, altre tre vanno alla piana e sono sei, e vanno già sei per il Consiglio Regionale, la prossima volta quei sei che dovevano andare ... che escono dalle regionali, se si portavano bene andavano a Roma ...».