Dossier
 

Ciccio Cozza, il vizio delle scommesse e i dubbi su eventuali combine

cozzafrancescocatanzaro600di Claudio Cordova - Non sono affatto lusinghiere le chiacchierate del presidente del Catanzaro, Giuseppe Cosentino, sul conto dell'allora allenatore Francesco Cozza, che da pochi giorni, dopo aver portato la Leonzio in Lega Pro, è diventato il mister del Taranto, retrocesso in serie D. Oltre a documentare il presunto pagamento in "nero" di una buonuscita di 119mila euro, le conversazioni raccolte dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta "Money Gate", tracciano un profilo pesante di Cozza circa la sua abitudine ad effettuare scommesse. In particolare, Cosentino afferma: "Giocava sempre, giocava a tutti i giochi era... era gioco dipendente [...] io me ne sono accorto adesso, perché lui purtroppo con la testa non c'era più, sempre che gioca che gioca...". Uno degli interlocutori non identificati di Cosentino (ma verosimilmente padre e figlio gestori di un ristorante) raccontano che più volte Cozza avrebbe chiesto loro di effettuare alcune scommesse per le quali sarebbe stato anticipato al bookmaker il denaro occorrente per conto dell'allenatore. Soldi che, sempre a dire dei due, Cozza non avrebbe poi restituito, iniziando a non rispondere nemmeno al cellulare. In più passaggi, Cozza viene definito un "drogato" del gioco e, in particolare delle scommesse sportive.

E proprio arrivati a questo punto, il presidente manifesta alcuni dubbi su un'eventuale combine per la partita con la Carrarese della stagione 2012/2013: "Se l'è venduta la partita". Uno degli interlocutori, addirittura, afferma che Cozza non si sarebbe solo venduto la partita, ma addirittura il risultato esatto "pagato a 100". Non aduso a scommettere sulla propria squadra di calcio, avrebbe in quel caso scommesso sul risultato sbagliato, forse, ipotizza uno degli interlocutori, per precostituirsi un alibi proprio agli occhi di Cosentino.

Nell'ambito dell'inchiesta, peraltro, la Procura di Palmi contesta un tentativo di combine, ma per la gara con l'Avellino, quando Cozza è già stato rimosso dall'incarico. Un match per il quale a Cosentino, in qualità di presidente del Catanzaro, viene contestato il reato di frode sportiva.

Emerge, quindi, un mondo del calcio inquinato per grandi fette dal business delle scommesse. Nel corso della medesima conversazione, uno degli interlocutori di Cosentino riferisce di alcune strane scommesse sul Catanzaro effettuate quando quest'ultimo disputava un campionato di serie B: "Perché io sono reduce dal... di una serie B con Saverio Procopio e company, che giocavano, no? Sì... il martedì c'era la riunione lì con... con Martino, il direttore sportivo [...] giovedì partivano, andavano presso la società che avevano l'incontro la domenica e organizzavano le quote, allora come facciamo le quote? Risultato esatto oppure risultato finale e puntavano da mercoledì a venerdì sul risultato opposto, in maniera tale che l'altra quota aumentasse, facevano (incomprensibile) con la serie B qualcosa di... di... allucinante!"