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Gli affidamenti diretti del Comune sciolto per ‘ndrangheta alla moglie di Falcomatà

falcomataildispaccio13giu 500di Claudio Cordova - Si inizia a metà del febbraio 2015 con l'affidamento dell'incarico professionale di responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dei rischi nei luoghi di lavoro. Ma non sarà l'unico. Sono svariati gli affidamenti diretti che almeno nell'arco di un biennio abbondante il Comune di Bova Marina ha effettuato nei confronti dell'architetto Giovanna Monorchio, figlia di Santo Monorchio, sindaco di Bagaladi e uomo forte dell'Area Grecanica, nonché moglie del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Procedure previste dalla legge, visto che fino a cifre di 40mila euro gli Enti possono procedere con ampia discrezionalità ad affidamenti diretti, ma che, oggi, stonano, visto che l'Amministrazione Comunale che si pregiava – in via fiduciaria – delle prestazioni professionali dell'architetto Monorchio è stata alcuni mesi fa decapitata da un'inchiesta antimafia della Procura di Reggio Calabria, che ha portato all'arresto anche il sindaco, Vincenzo Crupi, che appena pochi giorni prima del blitz dell'operazione "Ecosistema" aveva aderito al Partito Democratico, di cui Giuseppe Falcomatà è un astro nascente, essendo anche sindaco metropolitano.

Un'inchiesta, quella "Ecosistema", che ha svelato il business illecito dei rifiuti, gestito in maniera pressoché monopolistica dall'imprenditore Saro Azzarà, con la sua Ased, l'azienda di raccolta e smaltimento rifiuti, risultata essere vincitrice di molti appalti per i maggiori centri dell'area grecanica.

Tra questi, Bova Marina, che vedrà finire ai domiciliari il sindaco Crupi, recentemente rinviato a giudizio.

Procedure, quelle che riguardano l'architetto Monorchio, che stonano ancor di più oggi che il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni della 'ndrangheta proprio del Comune di Bova Marina.

Stando alla documentazione che Il Dispaccio è riuscito a reperire tramite propri accertamenti, il Comune di Bova Marina, all'inizio del 2015, rilevando che il personale dell'Ente non era in possesso delle necessarie competenze e, per di più, insufficiente nel numero, affida l'incarico all'architetto Monorchio. Già pochi mesi dopo, siamo all'inizio di maggio, il Comune liquida il 30% dei compensi previsti alla professionista: l'incarico, infatti, prevedeva una retribuzione di 4mila euro annui e pochi mesi dopo l'affidamento l'architetto Monorchio se ne vede accreditare già 1200. I rimanenti 2800 euro vengono liquidati con determina dirigenziale nell'ottobre 2016.

Ma non finisce qui.

Non passa nemmeno una settimana rispetto al saldo dell'onorario, che l'architetto Monorchio riceve un ulteriore affidamento diretto dal Comune di Bova Marina. E' il 3 novembre 2016, il sindaco Crupi è in trattativa per aderire al Partito Democratico e di lì a poco (poco più di un mese) verrà arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Ecosistema". Questa volta, all'architetto Monorchio viene conferito l'incarico per la redazione del Piano Speditivo della Protezione Civile Comunale, "strettamente collegato" – si legge nella determina di affidamento diretto – al precedente incarico già espletato e liquidato. Il 18 ottobre, pochi giorni prima di liquidare il precedente incarico, il Comune di Bova Marina aveva infatti chiesto un preventivo all'architetto Monorchio per il nuovo incarico, consistente nelle seguenti mansioni:

· Raccogliere ed inserire i dati e le notizie relativi alle informazioni statistiche ed identificativi del Comune, località e punti territoriali di maggiore interesse strategico, struttura comunale, risorse umane e strumentali di protezione civile, cartografia tematica, anche mediante consultazione delle banche dati esistenti presso gli Enti preposti (Provincia e Regione), analisi dei rischi.

· Pianificare e programmare l'attività di intervento del sistema comunale e sovracomunale di protezione civile in relazione al quadro degli scenari degli eventi massimi attesi, analisi e gestione dei rischi presenti e potenziali, schede di intervento sui principali rischi e risorse specifiche disponibili, rilevazione dei rischi individuati tenendo conto delle indicazioni provinciali e regionali, eventi prevedibili, rischio idrogeologico, eventi non prevedibili, rischio sismico, rischio industriale e da trasporti, nonché aziende a rischio di incidente rilevante, rischio di incendio boschivo, piano comunale di emergenza per gli incendi boschivi di interfaccia .

· Predisposizione del modello di intervento su base comunale, con individuazione delle procedure di intervento, previsione dell'approntamento di aree attrezzate per far fronte a situazioni di crisi e di emergenza, predisposizione di un piano informativo della popolazione sulle situazioni di pericolo e dei rischi presenti sul proprio territorio, predisposizione di un piano per gli interventi di prima assistenza alla popolazione in caso di eventi calamitosi.

Il preventivo viene ritenuto congruo e il Comune di Bova Marina stanzia quasi 10mila e 200 euro per l'incarico diretto, rilevando la "elevata professionalità" dell'architetto Monorchio, sebbene la stessa, quando riceve nel 2015 il primo affidamento diretto, fosse iscritta all'albo degli Architetti da nemmeno tre anni.

Ma non finisce qui.

Il 28 novembre – 9 giorni prima della bufera giudiziaria – il Comune di Bova Marina richiama il primissimo affidamento diretto nei confronti dell'architetto Monorchio: i 4mila euro per l'incarico di responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dei rischi nei luoghi di lavoro nel 2015. E lo triplica. Alle somme già impegnate e liquidate, il Comune impegna infatti altri 8mila euro (4mila per il 2016 e 4mila per il 2017).

Oltre 20mila euro con affidamenti diretti dal Comune che per la Dda di Reggio Calabria sarebbe stato infiltrato dalle cosche dell'area grecanica.