Dossier
 

“Noi abbiamo la ‘ndrangheta che ci protegge”: frase choc della suora con l’imprenditore mafioso

suora600di Angela Panzera - I rapporti con la cosca Mancuso di Limbadi, l'imprenditore Restuccia li avrebbe anche avuti per la vicenda "riferibile alla vendita di terreni di proprietà della Congregazione Ancelle Francescane del Buon Pastore". Nel provvedimento di sequestro, eseguito ieri dalla Guardia di Finanza reggina su coordinamento della Dda guidata da Federico Cafiero De Raho, si incastrano alcune intercettazioni capitate con la suora Vittoria Imimeo, originaria di Filogaso, nel vibonese, e domiciliata a Roma. "È stato appurato- è scritto nelle carte dell'inchiesta "U patri nostru"- nel corso delle investigazioni, come Angelo Restuccia si sia rapportato costantemente con la religiosa (rappresentante legale di "VILLA CAFARO S.R.L." , cui fa capo l'omonima struttura realizzata a Limbadi dalla RESTUCCIA COSTRUZIONI S.P.A. ) sia per i pagamenti connessi a detta struttura sia per la vendita di terreni di proprietà della Congregazione. I lavori facevano parte di un progetto finanziato per oltre un milione e 195 mila euro sia dall'Unione Europea che dall'Italia. Nel corso di un dialogo telefonico tra una donna M.F.G, (contattata da Angelo Restuccia) e la suora Imineo (ospite dello stesso Restuccia), "quest'ultima, nel rispondere alla sua interlocutrice che alludeva alle avverse condizioni meteo che stavano per interessare anche la Calabria, ha asserito di non essere preoccupata, lasciando intendere, proferendo una frase ironica, di rapportarsi con personaggi dediti ad ambienti criminali ("noi abbiamo la ndrangheta che ci protegge..."; "... perciò non ci sono problemi per noi"").

Ecco il testo dell'intercettazione:

G: pronto.

R: pronto!

G: sì?

R: Angelo Restuccia sono!

G: ecco si, allora?

R: io ce lo....

G: come ha passato... il Natale?

R: ce l'ho... bene, bene, io ce l'ho tutte qui oggi!

G: eh...

R: cominciate io eh.... e incominci... ve le passo una per una?

G: benedetto tra le donne allora!

I: ciao Francè.

G: eh!

I: eh... sei a mollo?

G: eh... benedetto sei fra le donne!

I: eh, sei a mollo?

G: mamma mia, mamma mia.... guarda ....

I: ... (Ride) ....

G: ... mamma mia, non avete idea che c'è... non avete idea cosa c'è... e va bè!

I: e che devi fare.

G: ... (Incomprensibile) .... eh... preparatevi che arriva giù eh!

I: va bene, ma noi siamo protette...

G: eh si!

I: noi abbiamo....

G: si!

I: ... noi abbiamo la ndrangheta che ci protegge...

G: eh!

I: ... perciò non ci sono problemi per noi.

G: eh lo so, e lo so, lo so, lo so... eh... eh!

I: ... (Ride) ...

G: va bè.

I: va bè.

La suora inoltre, sempre secondo le carte dell'inchiesta "U patri nostru", "in più occasioni insieme a Restuccia ha affrontato discorsi connessi a personaggi legati alla criminalità organizzata, che la stessa Imineo ha ostentato di conoscere". Come accaduto il sei marzo del 2013. In auto dialogano suor Imineo, Angelo Restuccia e Francesca Solano, moglie dell'imprenditore vibonese. «Nel corso di questo dialogo, il cui tenore lascia intendere che i tre stessero commentando delle notizie riportate su un quotidiano, la religiosa, parlando di Pantaleone Mancuso, ha asserito di "averlo visto" e di "conoscerlo in viso", così come afferma di conoscere ed aver incontrato Diego Mancuso».

V: ma questo Mancuso Pantaleone mi sembra di averlo visto eh... infatti mi sembra di conoscerlo in viso... non mi è nuovo... l'ho visto da qualche parte..dove sono andata... a coso a Diego si, Diego.. appena siamo arrivati a Limbadi è venuto... me lo sono trovata davanti... m'ha detto " se avete bisogno di qualcosa..."

R: che hanno fatto con quella casa di Diego?

V: di... dei Mancuso?

R: eh

V: adesso il ventotto marzo

R: ma non l'hanno perquisita quel giorno li?

V: eeeh... non mi ricordo se sono andati... c'è stato un qualcosa... eeeh.. hanno rinviato tutto al ventotto marzo... non mi ricordo com'è finita la questione poi... mi sembra che sono andati quel giorno... non mi ricordo... perché dei terreni si deve interessare più suor Flora che io.