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Reggio Calabria: movida “made in ‘ndrangheta” tra cocktail e colpi di pistola

reggiocalabrialidilungomare600di Claudio Cordova - I collaboratori di giustizia Mario Gennaro e Vincenzo Cristiano forniscono solo un ulteriore riscontro a quanto già raccolto dall'attività di intercettazione disposta dai pm Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Sara Amerio e Giovanni Gullo: il servizio di "sicurezza", i cosiddetti "buttafuori", nei locali della movida reggina era appannaggio della cosca Condello, tramite diversi giovani intraprendenti guidati da Domenico Nucera e Fabio Minutolo, tra 15 fermati dell'inchiesta "Eracle", curata da Polizia e Carabinieri.

Una delle caratteristiche tipiche e fondanti l'associazione a delinquere di stampo mafioso è la capacità di sprigionare un'intimidazione diffusa che garantisce ai partecipi una straordinaria capacità di assoggettamento socia le ed omertà. Attraverso questa modalità operativa tipica la 'ndrangheta si infiltra nei sistemi economici, di cui tende ad acquisire il controllo.

Una guardiania di nuova generazione gestita da Paolo Tripodi (già detenuto) e da Mico Nucera anche tramite Fabio Vittorio Minutolo e Michele Panetta. In particolare, Minutolo è l'uomo immediatamente sottoposto a Nucera insieme a Panetta, mentre altri componenti dell'organizzazione, Fabio Caccamo, Basilio Cutrupi e Giuseppe Pecora rivestono un ruolo quasi impiegatizio, ulteriormente sottordinato rispetto a quello di Minutolo. Un ruolo mediano tra il quadro Minutolo ed

Tale gruppo dei buttafuori arruolati e gestiti da Nucera, altro non è se non una promanazione delle cosche di 'ndrangheta egemoni nella città ed originarie del rione di Archi. che mediante la presenza capillare sul territorio perpetuano ed, ove occorra, ristabiliscono lo stato di intimidazione c le condizioni di assoggettamento e di omertà. reprimendo con violenza ogni azione che possa minarne la credibilità. Circostanza confermata tanto da Mario Gennaro, coinvolto nell'inchiesta "Gambling" sul gioco d'azzardo illegale, quanto da Vincenzo Cristiano, considerato intraneo alla 'ndrangheta di Villa San Giovanni e dintorni prima di scegliere di collaborare con gli inquirenti.

Un'azione di controllo del territorio, ma anche, ovviamente, di introito economico nei locali frequentati dalla "Reggio bene".

Proprio in tale contesto si colloca l'aggressione ad Andrea Facciolo, Giuseppe Postorino, Francesco Salvatore Giambellucae Alessandro Caminiti, avvenuta all'alba del 29 agosto 2015, proprio a opera del gruppo di "buttafuori" di Mico Nucera, armato di pistola: i quattro ragazzi di Gallico hanno scontato l'ingiusta. quanto sproporzionata, reazione degli odierni indagati unicamente perché l 'amico Marco Postorino, con cui avevano trascorso la serata all'interno del "Niu Beach Garden" (locale estivo presente sul lungomare Falcomatà). per questioni bagattellari aveva sferrato uno schiaffo all'organizzatore della serata, il celeberrimo Nick Maltese. La ragione dell'aggressione non è consistita certamente nella lesione dell'onore di Maltese quanto nel fatto che Postorino si sarebbe permesso di aggredire l'organizzatore della serata all'interno di uno dei locali in cui prestavano servizio di sicurezza gli indagati e che. successivamente. non avrebbe inteso riconoscerne l 'autorità criminale. In sostanza, Postorino, avendo aggredito Maltese all'interno di un locale nell'egemonia degli indagati, ne avrebbe minato pubblicamente la credibilità, unitamente a quella della compagine criminale di riferimento.

Per questo i ragazzi vengono selvaggiamente pestati e Facciolo ferito anche da un colpo di pistola.

Un'azione punitiva e dimostrativa verso chi si sarebbe permesso di mettere in dubbio il dominio incontrastato all'interno dei locali della movida reggina dei componenti del gruppo della security e delle famiglie mafiose di cui erano promanazione. Anche da tale comportamento, gli inquirenti traggono l'esistenza del gruppo criminale organizzato secondo gli schemi delle associazioni mafiose, in grado di controllare il territorio e di reprimere in modo violento ogni atto di opposizione.

Le indagini avrebbero accertato come Mico Nucera già nel giugno del 2013 avesse illegalmente costituito un'agenzia con cui gestiva l'erogazione dei servizi di ordine e sicurezza per la maggioranza dei lidi cittadini e di altre attività commerciali. servendosi di personale privo dei requisiti legali e professionali. Dall'analisi dell'attività tecnica autorizzata nell'ambito del presente procedimento penale si aveva modo di addivenire ad un servizio di "sicurezza" ("buttafuori"}, operante presso alcuni dei principali lidi che sorgono nel periodo estivo nella parte bassa del Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. Un servizio del tutto illegale, poiché posto in essere senza rispettare la normativa vigente. Questi, infatti, provvedeva a reclutare, collocare, spostare e, comunque, ad impartire ordini a ragazzi che, di sera in sera, reclutava per effettuare il servizio di vigilanza presso i lidi "Arribba", "Miramare", "Calajunco", "Alicante", ma anche "Niù" e "Net1".

Già nel luglio 2013 si avrebbe la conferma che era proprio Nucera a gestire il "servizio d'ordine" fornito ai vari "lidi" presenti sul lungomare Falcomatà. Ciò lo si deduceva dai contatti telefonici e dai messaggi scambiati tra quest'ultimo e Fortunato Caracciolo, comunicandogli che avrebbe dovuto svolgere il servizio presso il lido "Arribba". Alla risposta non proprio professionale di Caracciolo, Nucera si innervosiva a tal punto da esclamare:" ... omissis ... ma che vuoi dire non sai? Che vuole dire no sai? Nato! Sei pagato per stare li ... ... omissis ... ", rafforzando l' idea secondo cui fosse proprio lui a gestire in tutto e per tutto i servizi di sicurezza privata dei vari lidi senza avere alcun titolo per farlo. In un'altra intercettazione, un soggetto, tale Lorenzo Monteleone, parla con tale Gaetano Tomo: questi candidamente dichiara di lavorare il venerdì ed il sabato sera come buttafuori presso i lidi "Arribba" o "Mirablu" senza aver alcun documento autorizzativo per svolgere la predetta attività. Monteleone affermava: " ... omissis ... lavoro io che sono pregiudicato ... omissis ... ". Questo dialogo confermava ulteriormente la tesi fin qui sostenuta, ovverosia che il servizio di "buttafuori", posto in essere presso alcuni lidi del lungomare di Reggio Calabria, veniva gestito da Nucera in maniera del tutto illegale, sia perché le persone che lo svolgevano non avevano titolo per farlo, sia perché la gestione dello stesso veniva effettuata con metodologie proprie delle associazioni criminali. Nucera, infatti, proprio avvalendosi della forza d'intimidazione derivante dall'appartenenza al suddetto sodalizio criminale, ha imposto ai proprietari dei lidi di usufruire di un servizio di sicurezza che certamente non poteva garantire quegli standard di professionalità necessari a garantire sicurezza ed incolumità pubblica. Obbiettivi secondari e contrapposti a quelli prefissati dal Nucera e dai suoi collaboratori il cui unico fine era quello di ottenere facili guadagni, imponendo, anche in questa circostanza, la supremazia della cosca di riferimento sul territorio ave sorgono le predette attività commerciali. Nucera, facendosi forte della propria caratura criminale ed intraneità alla cosche originarie del territorio di Archi, avrebbe quindi imposto agli imprenditori di fare ricorso ai propri uomini per l'espletamento di tale servizio, in tal modo garantendosi un controllo quotidiano ed una presenza capillare presso i locali ove si svolgeva la movida reggina, ponendo in essere condotte tipicamente riconducibili alle forme di manifestazione delle associazioni mafìose.

La condizione di assoggettamento dei titolari delle attività di intrattenimento, nel suo massimo livello, è plasticamente rappresentata dalla circostanza che il gestore del "NIU Beach Garden", non so lo ha richiesto alla Prefettura l'autorizzazione all'esercizio del servizio di ordine e sicurezza nell'interesse di Michele Panetta, ma, soprattutto. dopo che tale autorizzazione è stata negata, ha comunque impiegato stabilmente Panetta.

L'8.06.2016 vi sono delle importanti conversazioni che fanno comprendere l'interessamento anche di Domenico Tegano, figlio del boss Pasquale Tegano, in questo tipo di attività. Tegano, approfitterà della sua"collaborazione" criminale con Nucera per poter portare avanti gli interessi suoi e dei propri uomini all'interno dei lidi estivi.

Dalle conversazioni appare evidente come Panetta, svolga attività di buttafuori al lido "Net1", circostanza confermata anche dal servizio di osservazione da parte della polizia giudiziaria.

Il dato che è emerso è altresì quello inerente le "convocazioni" a lavorare, che in questo caso avvengono da parte di Minutolo, altro appartenente al gruppo di buttafuori gestito da Domenico Nucera e che, da verifiche effettuate, non risulta avere i requisiti per poter svolgere questo tipo di servizio. Esplicita, infine, la dichiarazione di Vincenzo Ferrante, considerato organico alla famiglia Stillittano, il quale non si limita soltanto nell'individuare Mico Nucera come gestore dei buttafuori, "I buttafuori ce li ha Mico Nucera ora ... Con Fabio .. '~ ma identifica il servizio di sicurezza come un qualcosa che gli appartiene, "Tutti i nostri sono", indubbiamente ad indicare non la compartecipazione nella gestione ma piuttosto nella compagine criminale.