Dossier
 

Richiesta trasferimento nuora di De Stefano: le carte che incastrano Falcomatà

richiestaquattronedi Claudio Cordova e Angela Panzera - "Per le vie brevi". Così il sindaco Giuseppe Falcomatà avrebbe revocato la richiesta, formulata invece in carta intestata del Comune di Reggio Calabria, con cui richiedeva al collega di Melito Porto Salvo, Giuseppe Meduri, i servigi dell'avvocato Emanuela Quattrone, nuora dell'avvocato Giorgio De Stefano, pregiudicato con concorso esterno in associazione mafiosa e considerato a capo della cupola massonica della 'ndrangheta. Il Comune di Reggio Calabria ha (non) replicato all'articolo del Dispaccio con cui davamo conto dell'insolita richiesta effettuata dal primo cittadino di ottenere – con urgenza – il trasferimento della professionista. Stando a quanto comunicato dall'Ufficio Stampa di Palazzo San Giorgio, il sindaco avrebbe revocato "per le vie brevi" (che significa a voce) la richiesta inoltrata al Comune di Melito Porto Salvo per ottenere il trasferimento dell'avvocato Quattrone al fine di dislocarla nel delicato settore della gestione dei tributi.

Per averla a Palazzo San Giorgio, invece, aveva speso tempo, carta e inchiostro. Oggi siamo costretti a pubblicare la foto del documento che sancisce il discutibile comportamento del primo cittadino reggino.

Protocollo 178466 del 16 dicembre 2015. Il sindaco Falcomatà scrive al collega Meduri e al Comune di Melito Porto Salvo appellandosi allo "spirito di collaborazione che accomuna le Amministrazioni dello Stato", per avere il distacco dell'avvocato Quattrone, funzionario presso il Comune dell'Area Grecanica. Falcomatà utilizza una norma dedicata ai comuni che fuoriescono da un periodo di commissariamento per infiltrazioni mafiose "con il forte intento di proseguire nei protocolli di legalità, correttezza ed efficienza amministrativa introdotti dalla Commissione Straordinaria e riportare l'Ente al pieno rispetto delle regole contabili ripetutamente violate come già rilevato dagli esiti delle verifiche ispettive condotte dal dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato". Addirittura, Falcomatà – su suggerimento degli apparati burocratici del Comune – individua anche il settore da assegnare all'avvocato Quattrone: la gestione dei tributi. Falcomatà va a colpo sicuro e l'avvocato Quattrone viene definita la professionalità utile "in quanto in possesso della necessaria competenza ed esperienza nel campo di gestione dei tributi". Con urgenza, Falcomatà chiede il distacco dell'avvocato Quattrone, dipendente del Comune di Melito Porto Salvo, perché "utile per assicurare il regolare funzionamento del servizio di gestione dei tributi, a supporto del personale ad essi preposto, il cui numero è del tutto insufficiente per far fronte ai rilevanti e sempre più numerosi impegni di legge".

Non è dato sapere perché Falcomatà si esponga così tanto per la professionista Quattrone. Se lo chiede, per esempio, anche la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni: "Perché il sindaco avrebbe chiesto lo specifico trasferimento della Quattrone al Comune di Reggio? Perché proprio lei e non altri funzionari? Perché voleva affidargli il delicato ruolo della gestione dei tributi? Perché, in definitiva, Falcomatà si è esposto così tanto a favore di una burocrate con parentele così pesanti?" chiede giustamente la deputata. Domande a cui la nota del Comune non risponde.

E se la richiesta specifica della nuora del "Massimo" (come viene appellato De Stefano in ambienti di 'ndrangheta) è insolita, ancor più insolita è la circostanza sostenuta dalla nota dell'Ufficio Stampa di Palazzo San Giorgio: Falcomatà, accortosi delle pesanti parentele della donna, avrebbe revocato la richiesta non con un atto formale, come si usa nella Pubblica Amministrazione (anche a tutela del proprio comportamento), ma "per le vie brevi". "Vie brevi" che aveva bypassato alla fine del 2015, quando Giorgio De Stefano era ancora su piazza, prima dell'arresto. Utilizzando la propria carta intestata e apponendo la propria firma.

Insomma, il Comune sostiene una cosa che allo stato sembra non poter dimostrare in maniera documentale.

Sul Dispaccio lavoriamo diversamente: scriviamo solo ciò che possiamo dimostrare. L'unico atto amministrativo – che pubblichiamo per mostrare come il nostro operato sia frutto di un'attenta attività investigativa – è la richiesta formulata a Melito Porto Salvo, per ottenere il trasferimento della nuora del presunto capo della cupola occulta e massonica della 'ndrangheta reggina.

Riceviamo e pubblichiamo testualmente la nuova precisazione inviata dall'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria:

Come già affermato nella precisazione inoltrata in precedenza, l'iter di richiesta ex articolo 145 nei confronti del soggetto citato nell'articolo (che comunque risulta agli atti incensurato), avviato nel dicembre 2015 come riporta il documento pubblico, regolarmente protocollato e disponibile a chiunque ne faccia motivata richiesta, senza alcuna specifica attività investigativa, è stato interrotto dall'Amministrazione comunale reggina e non ha successivamente avuto alcun seguito.

Questo ad ulteriore prova della specchiata e scrupolosa condotta di un'Amministrazione comunale che, concretamente ed attraverso fatti e circostanze ripetuti ed evidenti a tutti, come rarissime volte è avvenuto nella storia della città, si è schierata apertamente contro i poteri criminali che storicamente hanno tentato di infiltrarsi nei gangli della pubblica amministrazione reggina.

L'inchiesta del Dispaccio: http://ildispaccio.it/primo-piano/138500-falcomata-voleva-affidare-la-gestione-dei-tributi-alla-nuora-di-giorgio-de-stefano

La replica di ieri del Comune: http://ildispaccio.it/primo-piano/138510-il-comune-al-dispaccio-falcomata-non-ha-mai-conosciuto-nuora-di-de-stefano