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Il pentito Russo: “Il giudice Tuccio amico dei Piromalli”

Tuccio Giuseppe nuova 2di Angela Panzera - Tra gli imputati del maxiprocesso "Gotha" c'è Giuseppe Tuccio, magistrato in pensione, accusato dalla Dda guidata da Federico Cafiero de Raho di associazione segreta, aggravata dall'aver agevolato la ''ndrangheta. La sua posizione è infatti, al vaglio del gup Pasquale Laganà, insieme a quella di altre settanta persone. E proprio tra le carte depositate nei giorni scorsi, durante l'udienza preliminare, dai pm antimafia Walter Ignazitto, Giuseppe Lombardo, Luca Miceli, Giulia Pantano e Stefano Musolino vi sono anche le dichiarazione raccolte proprio dal pmMusolino, di Antonio Russo collaboratore di giustizia della Piana di Gioia Tauro per anni attivo nel campo delle truffe e gravitante nell'orbita della cosca Piromalli. Nel verbale steso da Russo con l'Antimafia il 13 ottobre del 2016il "pentito" riferisce sulla figura del giudice Tuccio, che nella sua lunga carriera è stato prima presidente della Corte d'Assise di Reggio Calabria, poi Procuratore della Repubblica di Palmi, Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro divenendo infine presidente onorario aggiunto della Corte Suprema di Cassazione. Adesso Tuccio, da anni in pensione, è imputato di fronte al gup distrettuale con un'accusa gravissima.

Il pmMusolinoquindi chiede esplicitamente al "pentito" se è mai entrato in contatto con il magistrato. Ed ecco che Russo racconta tutto ciò di cui è a conoscenza.

Russo:«No, io non sono stato in contatto con questo magistrato che lei mi sta dicendo, so che questo magistrato era molto amico dei Piromalli a Gioia Tauro».

Musolino: «Questo come lo sa?».

Russo: «Perché quando faceva delle conferenze o presentava dei libri, qualcosa che lui era... non so... faceva lo scrittore, li presentava presso la Concessionaria Icar di Benedetti, invitava tutte le persone di Gioia Tauro fra i quali anche Gioacchino Piromalli e ci andava anche mio padre buonanima, e mio padre buonanima mi disse che questo era molto amico della famiglia Piromalli. Allora lui era Presidente del Tribunale di Palmi, non so che cos'era, era Giudice Istruttore, qualcosa era. Era un Giudice ecco, io me lo ricordo molto bene perché veniva spesso a Gioia Tauro, purtroppo».

PmMusolino: «No, però voglio capire ... voglio come posso dire rimettere un attimo ordine alle sue fonti, no? Le sue fonti sono suo padre?».

Russo: «Mio padre sì...»

Pm Musolino: «Prima di tutto. E suo padre in che relazioni era con i Piromalliper poterlo sapere?».

Russo: «Ottime, ottime. lui era sempre con Gioacchino Piromalli, gli ha fatto il prestanome per la squadra, per la squadra di calcio, fatti da me già dichiarati...».

PmMusolino: «Va bene. Prima di ... Poi lei dice: "A conferma, a riscontro" non so come definirlo, "di questa cosa che mi aveva detto mio padre, mi risulta che faceva la presentazione dei suoi libri presso la "Icar"»

Russo: «la Icar ... non so ... Gianni Benedetti, non so come si chiama adesso, il concessionario Benedetti di Gioia Tauro, Sandro Benedetti... che erano molto amici con il Giudice Tuccio, Sandro Benedetti uomo legato anche alle varie famiglie mafiose, si piega ... a chi va il primo gli paga "estorsione a Gioia Tauro, io questo l'ho già detto, legato ai Piromalll, ai Molè... è vittima, però è legato. Fa la vittima perché gli conviene insomma».

PmMusolino: Però diciamo questa è una cosa ancora neutra.

Russo: sì

PmMusolino: «Rispetto al fatto di collegare Tuccio a Piromalli, perché vabbè Icar aveva un rapporto ... questo Benedetti, aveva un rapporto personale se non ho capito male con ...»

Russo: «Il Giudice Tuccio»

Pm Musolino: «Quindi lo faceva per il rapporto personale che aveva con Tuccio ...»

Russo: «Faceva le conferenze là da lui ...invitava il Giudice Tuccio ...andavano allora le personalità più in auge di Gioia Tauro, diciamo ciandava mio padre, ci andava Oliveri, ci andava Liuzzi, le persone diciamo che erano le più benestanti, il circolo dei benestanti, la squadra di calcio e via...»

Pm Musolino: «Perciò tornando a dire ... è quello che volevo proprio fissare, la fonte di conoscenza del rapporto privilegiato tra Piromalli e Tuccio è solo suo padre?»

Russo: «Era mio padre, si...».

PmMusolino: «Poi queste cose che sta dicendo non sono un elemento che riscontrava questa cosa che le ha detto suo padre? Ha capito cosa le voglio dire?»

Russo: «Non lo so, mio padre ha detto che erano molto amici del Giudice Tuccio, stop, basta! Poi io la oltre non sono andato».

Pm Musolino: «No, è questo l'ho capito. Voglio dire il fatto che poi Tuccio organizzasse le cose alla Icar e che alle sue conferenze andassero diciamo la crema imprenditoriale ... è un fatto che non c'entra niente con l'amicizia con Piromalli, sono due cose separate o le dobbiamo leggere assieme?».

Russo: «No, no sono cose separate, certo che poi a queste conferenze ci andava anche Don Gioacchino Piromalli. Quindi un esponente 'ndranghetista con un giudice che fa la conferenza io non so voi ... come viene vista dalla pubblica...».

Pm Musolino: «Quando diciamo "molto amico dei Piromalli... di qualcuno in particolare oppure c'è...».

Russo: «Di Gioacchino, Gioacchino, i rapporti con i giudici ed altri li teneva solo Don Giacchino. era l'unico che aveva il numero della segreteria privata di Andreotti, da me già dichiarato in altri ... e loro chiamavano dal numero dell'Agip 0966.51070, che era un numero a gettoni, chiamavano le varie segreterie politiche».

Pm Musolino: «Ma quando lei dice che teneva i rapporti con i giudici, vuoi dire che oltre a Tuccio aveva anche relazioni con altre...»

Russo: «dottore, quando noi parliamo dei Piromalli, stiamo parlando di un'istituzione, stiamo parlando di un secondo stato, sono i Poromalli. Vi parlo del "Processo Tirreno", tre fratelli coinvolti, due assolti, risarcimento dallo Stato ed uno condannato, su tre ha pagato solo uno. Ed il risarcimento dello Stato di cui hanno fatto aziende agricole, sono su internet oggi, quindi».

PmMusolino: «E questo grazie ai rapporti che lei diceva con i giudici?»

Russo:«Ma hanno rapporti con i giudici dappertutto, loro arrivano dappertutto dottore».

PmMusolino: «E questo lo sa perché? Come?»

Russo: «Ambienti criminali che io frequentavo a Gioia Tauro, tra i quali Giovanni Copelli. Giovanni Copelli era sempre lagnato di questo, come erano lagnati i Molè per i Mazzaferro, MommoMazzaferro, Toro Mazzaferro non sono mai stati colpiti da nessun provvedimento di sequestro di beni, hanno fatto il bello e il cattivo tempo a Gioia Tauro, perché? Chi era confidente del capitano dei Carabinieri? I Molè li volevano uccidere, questo è risaputo eh! E i Mazzaferropure, per le amicizie che avevano li volevano uccidere...perché non li mettevano a disposizione dell'onorata società diciamo».

PmMusolino: «Di tutti, se li tenevano solo per loro».

Russo :«Di tutti... se li tenevano solo per loro».

Pm Musolino: «Però, per capirci, cosa le voglio dire, una cosa è gestire rapporti confidenziali con le varie forze di Polizia, che è importante, non sto dicendo...»

Russo: Certo, loro sono autorizzati, arrivati ad un certo livello di 'ndrangheta lo possono fare nessuno gli può dire niente...»

Pm Musolino: «Un'altra cosa è tenere il rapporto con i giudici».

Russo: «Il rapporto con i giudici, non è che vanno direttamente loro dottore, per interposta persona, loro hanno la chiave per arrivare al giudice, per aprire la porta, io su questo posso riferire, posso riferire su alcuni giudici ...»

Dopo queste dichiarazioni che mettono in luce, anche ora una volta, la capacità della cosca Piromalli di entrare in contatto con la magistratura, così come ha riferito il collaboratore Russo, nel verbale depositato dai pm reggini, le parti successive sono tutte omissate. Omissate proprio nel momento in cui il "pentito" della Piana afferma di essere a conoscenza dei rapporti intessuti con altri giudici. Ed è proprio questo l'obiettivo della Dda dello Stretto: arrivare a colpire, e a punire, tutti gli esponenti delle Istituzioni, dalla politica, alle amministrazioni e della Magistratura, che sarebbero scesi a patti con la 'ndrangheta attraverso i legami oscuri e illeciti della massoneria e dei servizi segreti deviati.