Dossier
 

Politici, magistrati e preti: tutti massoni. Parla il pentito Fondacaro

fondacaromarcello500di Claudio Cordova - Oggi collaboratore, ma prima medico, uomo in contatto con le cosche della Piana di Gioia Tauro e anche massone. Il dottor Marcello Fondacaro riversa le proprie conoscenze sul mondo della masso-'ndrangheta al pm della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino. Fondacaro parla dei rapporti tra le logge di Reggio Calabria e quelle di Trapani: due aree, il Reggino e il Trapanese, tra le più povere d'Italia, ma anche le più gravide di massoni: "Ho riferito appunto come dicevo di essere stato membro della massoneria, delle loggia Giustinianea già dal... fine '8O, inizio 90 ... su Roma, quindi ho avuto molti rapporti con la loggia di Piazza del Gesù di cui faceva parte anche Andreotti e altri uomini importanti". Molte informazioni Fondacaro le ricava da Luigi Emilio Sorridente, massone e uomo dei Piromalli, cui gli inquirenti ritroveranno materiale riferibile alla P2 di Licio Gelli: "Sorridente... mi dissero che dovevano (inc.) riunione presso l'Hotel Plaza, dove albergavano In quel periodo unitamente a Don Stilo, con Pietro Aranlti, che allora era onorevole nazionale, anche lui fratello massone ... e dovevano incontrare Matacena Amedeo. In quella occasione mi disse ... Luigi mi Invitò se volevo partecipare a questo convivio, in pratica avevano organizzato una cena sempre su Roma, al centro di Roma "Al faciolaro" si chiama così il ristorante, alla quale partecipai...".

Un incontro successivamente delineato così: "Si, allora in riferimento all'Incontro con l'onorevole Pietro Arariti in quell'occasione quando venne su a Roma, volevo precisare che il Pietro Araniti in quel periodo era onorevole del PSI quindi Partito Socialista Italiano e io frequentavo il Partito Socialista, la sede centrale, quindi con ... all'epoca di Craxi, il Martelli, Giacomo Mancini, Gaetano Mancini, i fratelli Gentile di Cosenza per cui Pietro mi invitò, prima di tutto dicendomi che era un Invito politico, con ... unitamente al placet del Gentile, dei fratelli Gentile con i quali io avevo rapporti in quel periodo e successivamente mi invitò a questo "Faciolilro", parlandomi poi del suo rapporto massonico come il mio in quel periodo, nella stessa occasione volevo puntualizzare che quando ci siamo incontrati su dal Barone Placido sulla Ionica era presente anche Don Stilo che non avevo precisato, Don Stilo, il prete di Africo, parente dei Morabito in parole... che poi era molto amico di Luigi Sorridenti, della famiglia Sorridenti e oltretutto era anche lui massone". Don Stilo, chiacchierato prete di Africo, oggi deceduto, non sarebbe l'unico prete massone: "Don Stilo lasciò la sua eredità a Don Stranglo di San Luca, la sua eredità intesa eredità di rapporti, di rapporti politici, di rapporti massonlcl e da quello che so io anche Don Stranglo fa parte di questa massoneria, di questa loggia massonica, anche lui...". E anche lui è imputato nel procedimento "Gotha", proprio per associazione segreta.

Un ambiente in cui sarebbero aggirati politici, preti e uomini di potere. Ancora dal racconto di Fondacaro: "[...] si, sapevo che lo ero uno dei fratelli e lo disse a Luigi Sorridente, e Luigi Sorridente mi avvicina dicendo "so che tu sei un fratello, se vuoi stasera abbiamo una cena con corregionali, conterranei, se vuoi partecipare ci farebbe piacere che ci fossi anche tu", io dico "va bene, perché no ..:'. A questa cena venne poi l'onorevole Meduri, non mi ricordo il nome, è di Reggio Calabria, basta vedere... anche lui mi fu presentato come fratello, questa è la prima volta che io incontro dei soggetti massoni che ... di altra loggia ... delta stessa loggia ma di altra regione ... mi ricordo perché... Luigi Meduri... quindi dicevo che è stata la prima volta ... prima che io scendessi giù in Calabria ad iniziare ad aprire quella struttura "Villa Bianca" di Gioia Tauro, come casa di riposo inizialmente, in cui incontro dei soggetti che mi furono presentati come fratelli massoni. Successivamente incontro Luigi Sorridente ... quindi scendendo giù in Calabria, mi stabilisco nella mia struttura, vado e vengo da Catanzaro per pratiche riferite alla ma struttura, quindi l'apertura dal punto di vista amministrativo, ed in un successivo incontro sempre che ho fatto, come sempre, quando... venendoimi a trovare questo Luigi Sorridente, mi invitava ad andare in questo tempio che si trovava tra Siderno e Gioiosa Ionica, più nel comune di Gioiosa Ionica, perché è sulla superstrada Ionica, diciamo la 106, superato l'albergo ... il "Parco dei Principi" mi pare che si chiami l'albergo dei Coluccio, sullo stesso lato andando in direzione nord, verso Gioiosa, c'era questo tempio di un certo barone Placido, il tempio•.. c'era una loggia coperta, per quello che mi fu accennato dallo stesso Luigi Sorridente. Ci siamo recati in questo tempio pomeriggio, insieme ci siamo incontrati li con...".

Inizialmente confuso sui nomi, Fondacaro chiarisce ben presto le idee, identificando la loggia coperta con quella di Pino Strangi e Luigi Emilio Sorridente, appunto: "Nella stessa occasione veniva pure Pino Strangi, ex sindaco di Gioia Tauro, unitamente al cugino Salvatore Strangi, di Gioia Tauro, ex dipendente Cassa di Risparmio, c'era anche Carlo De Luca di Cosenza...". Una loggia che sarebbe stata una deviazione della Loggia Giustinianea: "Ho saputo che era la P2, la ex P2 di Licio Gelll, perché Pino Strangi mi parlò proprio di questo, che lui era il gran maestro, diciamo a Gioia, e per il circondario, perché non era solo Gioia Tauro, rientrava anche Palmi, rientrava sotto la sua giurisdizione in questo senso ... della P2 ... si, anzi lui mi disse che fu pubblicato In quell'elenco di tutti quelli che appartenevano alla loggia P2, quando furono scoperti I registri del famoso Gelli, il gran maestro Gelli ... c'era anche il nome di Pino Strangi. So che si rivolgevano spesso anche ... di questa ne fa parte anche Vincenzo Ruggiero, il commercialista, man mano che parliamo mi vengono In mente... il figlio di Gianni Ruggiero .. che lui con ... anche lui con l'onorevole .. è stato sottosegretario all'ambiente ... adesso lui tramite questo ha avuto l'incarico prima in provincia di Reggio Calabria, alla provincia, è stato assessore... consigliere provinciale...".

Un sottosegretario che Fondacaro identifica come "vicino a Paolo Romeo" e che, con il passare del confronto con il pm Stefano Musolino riconosce in Elio Belcastro. Tutti uniti, a prescindere dalla formale appartenenza politica: "[...] e disse "no, diceva è tutta una cosa Marcello ...., non gli Interessava il colore politico ... io sapevo che non gli interessava il colore politico, nel senso che poteva anche essere anche di un partito di estrema destra o estrema sinistra, se sei fratello sei fratello ... fratello massone, in questo senso".

E tra i fratelli massoni vi sarebbe stato anche il giudice Giuseppe Tuccio, imputato nel procedimento "Gotha" per i suoi rapporti con Paolo Romeo. Ma non sarebbe stato l'unico togato: e allora ... si... ìo ho sentito parlare anche di magistrat, mi meravigliai tanto quando ne sentii parlare". Nomi fin qui coperti dagli "omissis".