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Sarra, bordate al “Modello Reggio”: “Nel 2002 Romeo scelse Scopelliti”

sarra alberto500di Claudio Cordova - I verbali sono recentissimi e sono quelli del 19 gennaio e del 10 febbraio. Alberto Sarra, ex sottosegretario regionale, compare, per l'ennesima volta, davanti al pm della Dda di Reggio Calabria, Giusepe Lombardo. Da diversi mesi, infatti, sta rendendo dichiarazioni, aprendo scenari inquietanti sui rapporti tra 'ndrangheta, politica e massoneria, soprattutto con riferimento agli anni del "Modello Reggio" del centrodestra di Giuseppe Scopelliti. Sarra è detenuto da diversi mesi, essendo ritenuto politico strumento della cupola massonica della 'ndrangheta, retta dagli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano: la sua posizione è confluita nel maxiprocesso "Gotha" i verbali sono stati depositati dalla Procura proprio nella prima udienza preliminare del procedimento.

"Senza Romeo le carriere politiche di Giuseppe Valentino, Giuseppe Scopelliti, Pietro Fuda, Antonio Caridi e Umberto Pirilli non si sarebbero sviluppate o non si sarebbero sviluppate allo stesso modo" afferma con nettezza Sarra. Di dinamiche politiche e personali, l'imputato Sarra sembra conoscerne molte, anche se difende con forza la propria integrità rispetto ai rapporti con la 'ndrangheta che gli vengono contestati, in primis quelli con il defunto boss Mario Audino. Difendendo sé stesso, però, Sarra lancia bordate ai suoi ex amici politici.

In primis Giuseppe Scopelliti che, a suo dire, sarebbe stato "inventato" da Paolo Romeo, con la nascita del "Modello Reggio": "Nel 2002 io non vengo candidato a sindaco perché Romeo preferisce Scopelliti" spiega Sarra al pm Lombardo. Scopelliti, inoltre, sarebbe stato sostenuto dalla cosca De Stefano, tramite quel Nino Fiume, un tempo cognato del boss Giuseppe De Stefano e poi divenuto collaboratore di giustizia: "Fiume era uno che conosceva l'ambiente di Scopelliti, cita tutte le persone che lo hanno aiutato. Sa chi era a favore di Scopelliti, sa chi non lo era...". Stando al racconto di Sarra, Scopelliti si sarebbe compromesso intorno al 2000 con i De Stefano: "Perché vuole in Giunta alle attività produttive Caridi? Cioè Caridi nel 2002 quando c'è l'accordo con... quando va a parlare con Romeo... Caridi non ha ancora il rapporto con Scopelliti forte". Sono gli anni della prima elezione alla carica di sindaco per l'ex governatore, condannato in appello a cinque anni di reclusione per il "Caso Fallara". Anni che Sarra sembra ricordare bene. Come quando racconta del litigio tra l'allora onnipotente dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune, Marcello Cammera, e l'assessore Franco Germanò, notoriamente vicino a Sarra. Una pesante divergenza di vedute, tra il dirigente considerato uomo di Paolo Romeo e l'assessore, che non avrebbe voluto invitare a un bando di gara la ditta di Matteo Alampi, imprenditore mafioso poi condannato nel procedimento "Rifiuti SpA". La vicenda si risolve con Germanò che, dopo essersi dimesso, viene estromesso dalla Giunta da Scopelliti. Chiede il pm Lombardo: "Nella consapevolezza di fare un qualcosa che avrebbe agevolato il gruppo Cammera-Romeo?" Risponde Sarra: "Eh, è una bella domanda questa..."

Quelli, comunque, non sono anni facili, dato che, almeno fino al 2004, il consenso per l'allora uomo forte della destra calabrese è in caduta libera. Fino, almeno, al tritolo ritrovato nei bagni di Palazzo San Giorgio. Uno dei fatti più oscuri degli ultimi anni della storia cittadina: "Nel 2004 io ho la sensazione netta che Scopelliti è all'interno di una co... di un... di un meccanismo" afferma Sarra. Solo una sensazione, perché Scopelliti non si confida. Eppure quelli sono anni intensi, gli anni delle elezioni europee, anch'esse, secondo l'accusa, pilotate da Paolo Romeo tramite Umberto Pirilli. Tutti strumenti dell'avvocato, già condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa nel procedimento "Olimpia". Anche Scopelliti e Sarra: "Con una differenza, che io non sono gestibile" tiene a precisare Sarra.

Scopelliti e Caridi, dunque, pedine nella mani del circuito di Paolo Romeo. Il senatore Caridi, anch'egli in carcere dopo l'autorizzazione del Parlamento dello scorso agosto, sarebbe stato supportato da uno degli esponenti della cupola massonica, quel Franco Chirico esponente del clan De Stefano, ma parimenti vicino all'ala dei Tegano tramite Orazio De Stefano: "Chirico sa perché ostenta il rapporto con me? Che non esiste! Perché ostenta il rapporto con me e si allontana da Caridi? Ostenta il rapporto con me per dare il segnale... a parte che gli conveniva perché ero l'assessore suo, il suo referente dal punto di vista amministrativo ero io che potevo fargli con una firma il provvedimento... ma perché ostenta Sarra e lì lo dice contro... per fare il dispetto a Caridi e Scopelliti".

Longa manus del gruppo di Paolo Romeo che si sarebbe allungata fino ad anni molto più recenti. Nel 2011, per esempio, la nomina a presidente del consiglio comunale del poliziotto Seby Vecchio, considerato vicino alla famiglia Serraino e già assessore di Scopelliti: "E' significativo valutare il fatto che lo Scopelliti non chiamò direttamente Vecchio per comunicargli la sua nomina ad assessore, cosa che a mio parere avvenne per celare il suo rapporto con questi, in quanto legato a persone di altri schieramenti politici che Scopelliti non poteva rendere pubblici. La designazione di Vecchio a presidente del Consiglio Comunale mi pare seguire la medesima strategia che il Romeo aveva utilizzato per la designazione dell'avvocato Chizzoniti nel 2002. Propendo, però, per una causale che inquadra il Vecchio in una logica politica trasversale" spiega Alberto Sarra.