Dossier
 

Il ruolo della 'ndrangheta nelle elezioni a Gioia Tauro del 2015

comunegioiatauro500 buonadi Claudio Cordova - La Edil Guerrisi è considerata dalla Dda di Reggio Calabria un'azienda della cosca Piromalli e la sede della stessa, a Gioia Tauro, uno dei centri nevralgici degli affari illeciti del clan. Lui, Pasquale Guerrisi, una promanazione diretta di Antonio Piromalli, figlio di Pino Piromalli "Facciazza" e capo dell'ala imprenditoriale del clan. La famiglia Guerrisi, dunque, sarebbe stata a disposizione dei Piromalli, sebbene da sempre lacerata da frizioni interne. La vicenda che ripropose l'ennesimo scontro nella famiglia Guerrisi è stata rappresentata dall'ultima competizione elettorale comunale svoltasi a Gioia Tauro, nel 2015, allorquando verrà eletto sindaco Giuseppe Pedà, sfiduciato dal consiglio comunale alla fine del 2016.

Pasquale Guerrisi sarebbe stato tacciato dallo zio Biagio Giuerrisi e da altri parenti di essere stato un "voltafaccia", per non aver prestato fede agli impegni contratti, facendo venire meno il suo supporto al alcuni candidati sostenuti invece dal resto della famiglia mafiosa Guerrisi. Le elezioni in seno al Comune che evidentemente furono "seguite" dalla 'ndrangheta pertanto rappresentarono un'ulteriore occasione di contrasti in seno alla ndrina dei Guerrisi. Dal complesso dell'attività tecnica messa insieme dal Ros dei Carabinieri si comprende che tra Biagio Guerrisi e Pasquale Guerrisi si registrò una lite sfociata per le vie di fatto, legata allo svolgimento della competizione elettorale.

In una prima conversazione del giugno 2015, Pasquale Guerrisi dialoga al telefono con Francesco Bagalà, cognato del futuro sindaco Pedà, in merito all'andamento delle votazioni, affermando di aver assistito allo spoglio in una delle sezioni interessate. Successivamente, lo stesso Pasquale Guerrisi contatta il cugino Cristian al quale, in evidente stato di agitazione, riferiva dei problemi venutisi a creare con lo zio Biagio Guerrisi, a causa dei risultati elettorali ritenuti non soddisfacenti e con il quale era finanche venuto alle mani. La causa del diverbio era da imputare a reciproche recriminazioni che zio e nipote si rivolgevano in merito al sostegno elettorale verso alcuni candidati. Sono ore intense, quelle dell'1 giugno 2015 e i telefoni sono incandescenti per la lite in casa Guerrisi. Evidentemente certo di poter dimostrare agli occhi della famiglia mafiosa Guerrisi la sua "lealtà" nel controllo del voto ed il sostegno ai candidati verso cui si era impegnato, Pasquale Guerrisi chiama il cugino-candidato Guerrisi Cristian, cui chiedeva la consegna della documentazione ufficiale relativa alle preferenze ottenute con l'evidente finalità di affrontare nuovamente, questa volta con dati fattuali, lo zio Biagio e dimostrare l'erroneità delle accuse rivoltegli. Peraltro anche il giorno successivo, in data 2 giugno 2015, Pasquale Guerrisi intavolava sull'argomento elezioni comunali una nuova conversazione telefonica con lo zio Rocco Saccà. Pasquale Guerrisirendicontava al parente l'andamento del primo turno elettorale, con particolare riferimento ai candidati sostenuti dalla famiglia mafiosa ("... È ARRIVATO IL PRIMO DI TUTTI MIO CUGINO CRISTIAN NEL... NELLA COSA DELLE VOTAZIONI... COME CONSIGLIERE...(...)...... ED È SALITA LORENA LA MOGLIE DI PASQUALE ... ARCORACI ...(...)... E GUERRISI... ...(INC.)... ABBIAMO FATTO... ABBIAMO APPOGGIATO A TUTTI E DUE NO?!...").

La campagna elettorale a Gioia Tauro è dura e si va al ballottaggio. E anche in quell'occasione, i Guerrisi si muovono. Il 15 giugno Pasquale Guerrisi ragguaglia un parente sulla vittoria elettorale del candidato a sindaco che la famiglia avrebbe sostenuto, Giuseppe Pedà, nonché su quella del cugino Cristian Guerrisi risultato il primo dei consiglieri eletti, all'esito del ballottaggio. Specifica che non era risultata invece eletta altra candidata appoggiata dalla famiglia Guerrisi ovvero Lorena Arcorace, che aveva riportato però una sconfitta di misura

Contrasti di vecchia data, quelli interni alla famiglia Guerrisi, che però riaffiorano con le elezioni. Al cugino Roberto Antonelli, al fratello Rocco e all'amico di nome Davide, partendo quindi nella descrizione di dinamiche familiari mafiose complesse e contrastate, Pasquale Guerrisi, in una conversazione narra dell'ultimo litigio con lo zio capo cosca Biagio Guerrisi, attribuendo delle responsabilità anche alla zia Caterina Guerrisi che, impegnata nel conteggio dei voti che avrebbero dovuto raccogliere in base alle aspettative, sezione per sezione, aveva instillato il dubbio nel fratello che il nipote non avesse fatto abbastanza, o peggio, avesse appoggiato altri candidati.

Ma delle dinamiche politiche all'ombra della 'ndrangheta parlano anche i collaboratori di giustizia. In primis il dottor Marcello Fondacaro, nel settembre 2015:

...omissis...

P.M.: Aspetti se le dico che c'è una foto, che è comparsa sui giornali dell'attuale sindaco Pedà con Pasquale Guerrisi la comprende?

FONDACARO: No, non mi meraviglia...

P.M.: Perché?

FONDACARO: Perché loro erano sempre stati, anche uno dei Guerrisi era stato candidato a fianco dei Peda già da allora per cui, figlio di? Se lei mi dice di chi è figlio questo Guerrisi, sarà giovane.

P.M.: Questo Pasquale

FONDACARO: Pasquale Guerrisi.

P.M.: E' quello dell' "EDIL Guerrisi"

FONDACARO: Ah! Eh sì, sì sì, non mi meraviglia, non mi meraviglia assolutamente.

P.M.: Lei lo conosce?

FONDACARO: Come no? Conosco Pasquale Guerrisi, il figlio di Guerrisi sempre della Marina che abitavano vicino alle scuole di cui stiamo parlando, quindi vicino a Villa Bianca, oltrettutto conoscevo il nonno di questo ragazzo perché era pastore di pecore che pascolavano nel terreno che aveva acquistato da mio padre e frazionato, per cui l'abbiamo avuto per un periodo come colono all'interno, lo conoscevo da quando era ragazzino è soprannominato "Biafra".

P.M.: Da quando era lei ragazzino?

FONDACARO: Lui. E' più piccolo di me.

P.M.: Ah Pasquale questo. Lo chiamavano "Biafra"?

FONDACARO: "Biafra" sì.

P.M.: Perché era molto magro?

FONDACARO: Molto magro, mi rimase impressa questa caratteristica, lui e il fratello quasi "biafrani", in questo senso. Non mi meraviglia assolutamente anche perché il Guerrisi ha sempre orbitato nell'ambito del gruppo Pedà, Comerci, Bagalà, quindi è sempre stato un ragazzo all'origine, adesso sarà un trentenne.

P.M.: Va bene,forse qualche cosa in più.

FONDACARO: Che poi è uno di quelli che mi ha praticato l'usura insieme al Rorò Modafferi.

P.M.: Lei ce l'ha già detto, quell'incontro proprio lì all'Edil Guerrisi.

...omissis...