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Imprenditrice svela la scalata della ‘ndrangheta a grande distribuzione reggina

reggiocalabriaquiiper 500di Claudio Cordova - Agli atti dell'inchiesta "Fata Morgana" vi sono anche le dichiarazioni rese agli inquirenti dall'imprenditrice Brunella Latella, per anni attiva nel settore della grande distribuzione reggina con la "Doc Market". Dopo il fallimento della stessa, la Latella verrà inquisita dalla Procura di Reggio Calabria: da alcuni mesi, la donna sta però rendendo dichiarazioni al pubblico ministero Stefano Musolino. Le sue dichiarazioni, infatti, sono state utilizzate già in alcuni procedimenti , precedenti all'esecuzione dell'operazione "Fata Morgana", che ha portato in carcere, tra gli altri, gli avvocati Paolo Romeo e Antonio Marra, ritenuti elementi di vertice della cupola segreta della 'ndrangheta, svelando inoltre le infiltrazioni della 'ndrangheta nel lucroso settore della grande distribuzione cittadina.

Nell'inchiesta, infatti, vi è anche l'ex presidente della Reggina, Pino Benedetto, sospettato dalla Dda di Reggio Calabria di turbativa d'asta aggravata dalle modalità mafiose. Benedetto è indagato in concorso con l'imprenditore Angelo Emilio Frascati, arrestato alcuni mesi fa proprio per il tentativo di scalata dopo il fallimento della GDM, l'azienda di Carlo Montesano, egemone nel settore cittadino. Frascati quale soggetto avente la disponibilità sostanziale di imprese attive nella grande distribuzione alimentare, Benedetto quale titolare sostanziale dell'immobile di via De Nava n. 1, nell'ambito delle procedure di pubblico incanto avviate dal Commissario Straordinario della GDM Spa. in amministrazione straordinaria, aventi ad oggetto la selezione dei migliori offerenti per la cessione dei rami d'azienda, turbavano il regolare svolgimento delle gare, tramite collusioni e mezzi fraudolenti, volti a manipolare l'orientamento delle organizzazioni sindacali la cui opposizione determinava la revoca dell 'aggiudicazione provvisoria di alcuni dei predetti rami d'azienda alla Bonina Group S.p.a .. Fatti aggravati in quanto consumati al fine di agevolare l'infiltrazione della 'ndrangheta reggina nel settore della grande distribuzione alimentare; ed in particolare, di consentire a Frascati di potere restare baricentrico nelle future assegnazioni dei citati rami d'azienda, così da potere meglio garantire gli interessi delle imprese di fornitura di beni e servizi riferibili alla 'ndrangheta e l'assunzione dei dipendenti dalla stessa sponsorizzati, alle imprese che, acquisendo tali rami d'azienda, dovevano accettare d'inserirsi nel sistema criminale governato dalla predetta associazione.

Una vicenda in cui avrebbero svolto un ruolo fondamentale proprio gli avvocati Paolo Romeo e Antonio Marra, in virtù del ruolo di promotori e dirigenti di un'associazione massonica segreta collegata con la ndrangheta: da qui la ragione fondante del loro intervento nelle vicende e, soprattutto, dell'autorevolezza grazie alla quale sovrintendono agli interessi di imprenditori schietta espressione della porzione dell' associazione criminale, dedita all' infiltrazione nell' economia.

La GDM S.p.a. era stata dichiarata in stato di insolvenza e sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi dal Tribunale di Milano. Quindi, il Ministero dello Sviluppo Economico aveva nominato il prof. Marcello Parrinello, Commissario Straordinario dell'impresa, al fine di gestire il programma di vendita del complesso aziendale. Quest'ultimo, era stato autorizzato - dopo un procedura di vendita all'asta senza esito - a procedere alla cessione anche frazionata dei numerosi rami d'azienda (corrispondenti ai vari punti vendita) della S.p.a.,a trattativa privata.

La gestione di tale procedura si rivelerà particolarmente complessa, anche per la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori che, tramite le organizzazioni sindacali, avevano promosso varie iniziative pubbliche ed indotto la Prefettura a farsi carico di un ruolo di mediazione tra i vari interessi coinvolti. Molti rami d'azienda non erano titolari dell'immobile in cui si svolgeva l'attività commerciale; sicchè, la trattativa coinvolgeva, direttamente o indirettamente, anche i proprietari o coloro che avevano la disponibilità giuridicadegli immobili in questione, la famiglia Benedetto, appunto.

Una procedura d'asta che Frascati – ritenuto dagli inquirenti imprenditore vicino alla 'ndrangheta e, nello specifico, alla cosca Libri – vuole vincere. Nonostante gli altri interessati siano due colossi come Immacolato Bonina di Barcellona Pozzo di Gotto e Floriano Noto, imprenditore catanzarese da anni nel settore. E' proprio Bonina a delineare per primo alcune strane manovre: "Sia io che i miei rappresentanti abbiamo provato a contrattare con i rappresentanti sindacali, appreso della loro opposizione alla nostra aggiudicazione dei rami d'azienda GDM, ma il loro ostruzionismo è stato irremovibile. Questo {attore è stato determinante per la revoca della nostra aggiudicazione della citata gara. La mia sensazione è stata che i sindacati avessero voluto indirizzare l'esito della gara, a favore di altri concorrenti" L'intuizione, anzi la " ... sensazione ... " del Bonina sarebbe stata corretta. Infatti, l'imprenditore Giuseppe Benedetto, avente la disponibilità dell'immobile nei pressi del Ponte della Libertà, su cui insisteva il ramo d'azienda ex GDM S.p.a., acquisito dalla AZ S.p.a. dei fratelli Noto, così riferiva, in proposito, ad un suo conversante: "Noi abbiamo utilizzato i sindacati per cappottare Bonina". La famiglia Benedetto, in quella contesa, si sarebbe attivata per favorire l'alleanza Frascati-Noto. Una consapevolezza espressa nelle conversazioni intercettate anche dallo stesso Parrinello: "I sindacati sono dei cessi perché si erano già venduti l'accordo".

Dati che emergerebbero anche dalle intercettazioni a carico di Francesco Benedetto, avvocato e figlio di Pino. Questa la sintesi operata dagli inquirenti: "Avv. Francesco Benedetto chiama Emilio Frascati, al quale chiede se ci sono novità, Angelo dice che ancora non ci sono novità poi domani in caso gli farà sapere , Francesco dice che scende venerdì per poter decidere perchè deve incontrare Euro investimenti ecc. Angelo dice che bisogna capire cosa vogliono o non vogliono fare, Angelo dice che all'amico suo glielo ha spiegato chiaro per come gli ha spiegato il professore Parrinello, dopo di che se loro vogliono continuare per la loro strada che continuassero, Francesco dice che il problema è di non mettere in difficoltà il professore con la società di investimenti, poi dice che giovedì c'è l'appuntamento in Prefettura, Francesco parla del personale che devono assumere, Angelo dice che si adegua a quello che fa l'ingegnere Noto, continua la conversazione in merito al personale da assumere, Francesco dice che le sue perplessità aumentano sul perchè lui faccia una cosa del genere,Angelo dice che ormai sono in carreggiata, poi Francesco dice che il suo è un " CHI TE LO FA FARE DI STIMA" PERCHè LUI NON LO FAREBBE MAI, poi dice che lui può capire la contesa GROSS 106- FRASCATI perchè tutto ha una logica, ci sono due interessi e ognuno vuole gestirla autonomamente, poi parlano della riunione in Prefettura, Francesco racconta delle 40 persone che hanno occupato il "SUO QUIPER" e sono entrati dentro e la Polizia gli ha risposto che possono manifestare, ma Francesco dice che quelli sono entrati dentro casa sua, e per questo ha dovuto buttare fuori le maestranze ed ha perso una giornata di lavoro, in ragione del fatto dell'occupazione, Floriano Noto è stato chiamato, (perchè le maestranze erano dell'AZ la maggior parte), è stato chiamato dal Prefetto ed il Prefetto lo ha invitato a fare la riunione in Prefettura a Reggio Calabria, poi Francesco dice ad Angelo di fargli sapere quell'altra cosa che è più importante, si salutano".

Proprio a questo punto intervengono le dichiarazioni di Brunella Latella.

La donna aveva una conoscenza professionale di Frascati che, durante la preparazione della procedura concordataria della DOC Market S.r.l. aveva avviato una trattativa con lei per la cessione di alcuni rami d'azienda. Orbene, proprio nell'ambito di tali rapporti era stato lo stesso Frascati a riferirle di avere suoi fidatissimi sodali tra gli ex dipendenti GDM S.p.a. che erano interventi per spingere a suo favore l'aggiudicazione dei rami d'azienda della citata S.p.a. Queste le sue dichiarazioni rese alla fine del 2015 al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino:

P. M.- Dott. Stefano Musolino: no, okay. Stavamo dicendo, al netto di questa vicenda, oltre a PARMAREGGIO San Gregorio, sa se aveva, con Tortorella, mi pare che aveva accennato, avviato un altro CEDI?

Latella Brunella: allora, lui, all'epoca dei fatti, aveva fatto la richiesta, ma che io sappia, all'epoca con Crocè del periodo che sto parlando io per rilevare i punti vendita DI PER DI. Aveva fatto la richiesta preso il Tribunale, avevano presentato la documentazione,però, come...

P. M.- Dott. Stefano Musolino: come è andata a finire non lo sa?

Latella Brunella: assolutamente no.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: va bene.

Latella Brunella: poi so che hanno aperto a Campo Calabro però lui e Tortorella perché si sono acquisiti quella situazione.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: e io quello dicevo.

Latella Brunella: sì, sì, Ma ultimamente che io sappia.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: però lei non ha avuto a che fare con lui? Non ha fatto queste richieste già quando aveva aperto suo marito...

Latella Brunella: no, no, ancora non aveva ancora aperto. Fermo restando che una cosa sì, questo mi è dato saperlo, che il signor Frascati aveva, tra virgolette, in mano quelli che erano i dipendenti, invece, del DI PER DI, infatti gli scioperi e via raccontando, del DI PER DI, erano un attimo, come dire, gestiti da questi soggetti che erano dipendenti...

P. M.- Dott. Stefano Musolino: c'era Frascati?

Latella Brunella: erano, diciamo pure, che il signor Frascati aveva rapporti con i dipendenti del DI PER DI. Che, poi, non lo so se sono rimasti a lavorare. I nomi In questo momento non me li ricordo.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: come lo sa?

Latella Brunella: lo so perché me lo aveva detto lui direttamente.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: quindi non eravate in così cattivissimi rapporti? Qualche scambio di cose...

Latella Brunella: lo scambio...di quello che a lui gli interessava assolutamente sì.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: e perché in questo caso gli interessava coinvolgerla in questa iniziativa?

Latella Brunella: no, no, non gli interessava coinvolgermi, gli interessava semplicemente cogliere tutto ciò che poteva interessargli. Quello che gli poteva...

P. M.- Dott. Stefano Musolino: era un tentativo di avere informazioni da parte sua?

Latella Brunella: esatto. Di avere informazioni e di sapere come si doveva muovere in questo ambito.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: quindi capisco bene se lei dice lui aveva dei rapporti privilegiati con dei soggetti che erano dei leader o comunque...

Latella Brunella: sì, che erano dei leader assolutamente del gruppo DI PER DI.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: dei dipendenti del DI PER DI?

Latella Brunella: dei dipendenti del CEDI DI PER DI.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: In particolare del CEDI?

Latella Brunella: sì.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: che perciò nel loro relazionarsi con gli organi della curatela del fallimento Montesano,del fallimento QUIPER per intenderci...

Latella Brunella: sì.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: giusto?

Latella Brunella: gli crearono problemi.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: agli organi per favorire Frascati, nell'interesse di Frascati ...

Latella Brunella: sì.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: e questa la logica?

Latella Brunella: sì. Quello che ho percepito era questo.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: e no, però, per questo mi dica che cosa le ha detto e che cosa lei ha percepito, cosi distinguiamo.

Latella Brunella: mi ha detto che questi due signori...

P. M.- Dott. Stefano Musolino: due, quindi, in particolare?

Latella Brunella: erano due però non mi ricordo i nomi.

P. M.- Dott. Stefano Musolino: sì.

Latella Brunella: erano persone di cui si fidava ciecamente e quello che io ho percepito è che, ovviamente, questi due signori riuscivano a gestire il personale che faceva sciopero e che creava le situazioni.

Per la magistratura è evidente, perciò, come Frascati abbia avuto un ruolo determinante nell'ambito della manipolazione degli interventi sindacali, volti ad alterare l'esito dell'aggiudicazione provvisoria al Bonina di alcuni rami d'azienda della GDM S.p.a .. Ma per la Dda emerge anche come Benedetto ritenesse economicamente sconveniente l'operazione per Frascati. Ed effettivamente, era proprio quest'ultimo ad evidenziare le perdite finanziarie a cui sarebbe andato incontro. Ed infatti due ore prima della conversazione tra Francesco Benedetto ed Emilio Angelo Frascati, se ne registrava un'altra tra il padre del primo, Pino Benedetto, e Floriano Noto che dei due fratelli titolari della AZ S.p.a., era quello che seguiva più direttamente le vicende legate all'espansione commerciale dell'impresa a Reggio Calabria. Nella conversazione emergerebbe come Noto incominciasse a prendere consapevolezza della qualità criminale di Frascati e, comunque, della difficile gestione di un rapporto di alleanza con l'ingombrante (su un piano criminale) imprenditore reggino. La sintesi degli inquirenti: Floriano dice che deve risalire urgentemente perchè a causa di un incidente è morto il nipote di un amico, poi dice che giovedi pomeriggio sarà di nuovo qua (REGGIO), Pino chiede se hanno già fatto un incontro con i sindacati, Floriano risponde di no e dice che giovedi verrà prima quindi Pino risponde che pensa sia il caso e si accordano per vedersi a casa di pino. Poi Pino dice di aver gia consegnato a Cristofaro il certificato di prevenzione incendi e domani mattina consegneranno l'agibilità quindi dice a Pino con tono marcato che lui non ha vincoli, poi dice che senza arroganza ma con decisione ...perchè ci sono dei movimenti che non gli stanno piacendo perche pensa che Frascati stia giocando nel torbido parecchio, poi Pino chiede se vuole che invita qualche altro e invita Floriano a ragionare, quindi quest'ultimo risponde che ci pensa e gli fa sapere".

L'invito a ragionare rivolto da Benedetto a Noto è per la Dda un chiaro stimolo a considerare le problematiche connesse a sciogliersi da un legame che gli poteva garantire la tranquillità operativa territoriale. D'altronde, quanto questa fosse rilevante, Noto lo avrebbe da subito percepito tramite la sequela di atti intimidatori che avevano segnato l'avvio della sua esperienza imprenditoriale reggina. E gli eventi successivi confermeranno in pieno quelle originarie preoccupazioni; sebbene la sequenza degli accadimenti non consentirà ali' imprenditore catanzarese di recedere da quello che gli inquirenti definiscono il "pactum sceleris" con l'imprenditore ndranghetista, ma lo obbligasse ad accettare i suoi ricatti. Dalle intercettazioni emergerebbe infatti come Frascati - probabilmente in cambio dell'appoggio "territoriale" garantito al Noto - pretendesse fosse la sua impresa a fornire taluni prodotti ai punti vendita Auchan, aperti a Reggio Calabria, negli ex rami d'azienda GDM S.p.a .. E, benchè ciò comportasse un aggravio di costi pari al 5% su tali prodotti per la AZ S.p.a. che li gestiva, Floriano Noto spiegava al fratello Gino che non era possibile scegliere diversamente. Insomma, il Frascati passava a riscuotere il peso della sua alleanza, imponendo ai fratelli Noto di rifornirsi da lui: i fratelli Noto dovevano pagare il pegno conseguente alla qualità criminale del loro alleato, accettando l'imposizione delle sue forniture.

Peraltro, la rinuncia da parte dei fratelli Noto ad utilizzare il loro centro di distribuzione all'ingrosso di Catanzaro (che serve l'intera regione, per il marchio Smply, Auchan e Sidis), per rifornirsi dal Frascati, costituiva un'anomalia economica evidente anche per gli operatori del settore.

Da qui la frase, già riportata dal Dispaccio nelle scorse settimane (LEGGI IL LINK SOTTOSTANTE) di Immacolato Bonina: " ... in effetti il territorio reggino è: "...una "repubblica" a parte che "cammina" per i fatti suoi... "..." e la conversazione tra Pino Benedetto e Carlo Montesano in cui il primo dice quando ormai l'economia è azzerata. Carlo" ...(incomprensibile.) ...è come quando si salinizzano le falde acquifere, se entra il sale non lo cacci più".

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