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Voti e odio nelle parole dei mafiosi su Lanzetta: le controverse intercettazioni

lanzettamariacarmela500di Claudio Cordova - Le indagini non sono riuscite, al momento, a identificare gli autori delle intimidazioni ai danni dell'allora sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta, poi divenuta ministro per gli Affari Regionali. L'inchiesta "Confine 2", che ha portato all'arresto di 14 persone legate alla 'ndrangheta di Monasterace (tra cui il boss Giuseppe Cosimo Ruga) prendono spunto proprio dalle intimidazioni subite dalla Lanzetta negli scorsi anni. Il primo di tali avvenimenti si è verificato nella notte del 26.6.2011, allorquando ignoti hanno appiccato un incendio alla Farmacia "Mazzone", a lei

riconducibile, causandone ingenti danni che hanno interessato anche l'abitazione sovrastante, abitata sempre dalla famiglia di Maria Carmela Lanzetta. Successivamente, il 28.3.2012 sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco all'indirizzo dell'autovettura fiat Panda targata CY57511 di proprietà della Lanzetta. A seguito del sopralluogo di P.G. è stato accertato che anche la serranda della farmacia "Mazzone", innanzi alla quale l'auto era parcheggiata al momento della commissione del reato, è stata attinta da un colpo d'arma da fuoco.

Le indagini, che si sono giovate anche di diverse intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero permesso di acquisire elementi in ordine ai possibili moventi degli atti delittuosi commessi in pregiudizio del Sindaco Lanzetta, concentrando in particolare l'attenzione investigativa sulla pressione- esercitata nei confronti dei concittadini al fine della regolarizzazione del pagamento delle bollette per le forniture del servizio idrico, con il conseguente distacco di alcune utenze dei cittadini morosi. Così come l'interessamento da parte del comune circa la situazione di alcune dipendenti della Jonica Plant, società che opera nel settore florivivaistico e che gestisce delle serre ubicate nella contrada Campomarzo del Comune di Monasterace, le quali non risultavano percepire regolare retribuzione.

Ma le intercettazioni consegnano anche dati piuttosto contrastanti sul contesto politico-mafioso del luogo. Gli inquirenti, infatti, registrano alcuni pesanti apprezzamenti del boss Giuseppe Cosimo Ruga sul sindaco Lanzetta, ma anche le campagne diffamatorie tramite web messe in atto da alcuni sodali del clan.

Sono interessanti, per esempio, dei commenti registrati all'indomani della pubblicazione di un libro di Goffredo Buccini nel 2013 che ha descritto il percorso politico, nelle difficoltà ambientali, di Carmela Lanzetta. libro nel quale venivano raccolte dichiarazioni della stessa che descriveva la situazione all'interno del territorio di Monasterace. Anche questo libro era occasione di attacchi su internet.

Molto importante e, appunto, controversa, è la conversazione del 3 febbraio 2013, quando il boss Giuseppe Cosimo Ruga parla in questi termini della Lanzetta con la moglie Rosa Piromalli: "...Inc... o sei sbirra o sei...inc... Allora! ...inc...inc...."guarda questa puttana cosa dice".... Cosimo Ruga è uscito da lunghi anni di galera, ...inc...secondo alcuni faldoni giudiziari, guidava con suo fratello Andrea...inc...la ndrina inc...della zona e specializzati, in sequestri di persona ...inc....la sessantina, e chiuso i conti con i processi se ne sta tranquillo a godersi gli amici, ritrovati, in giro con la sua auto elettrica, azzurra ...". A un certo punto, la Piromalli, visibilmente infastidita dai giudizi che la Lanzetta avrebbe espresso al riguardo anche sulla Piromalli medesima, così aggiungeva "Anche di me ha parlato la "puttana".... inc... ma che cazzo, doveva parlare di me sta scema cretina, per quando veniva a cercare voti.... che veniva a cercare voti, non lo dice però..." ribadendo in un passaggio successivo "Eh...che andava a cercare i voti, non lo dice ...".

Di voti, però, i coniugi Ruga-Piromalli avevano parlato già alcuni mesi prima, a metà 2012, con il nipote Giuseppe Cosimo Ruga (classe 1982): "Vuole diventare come la Bindi, a Rosy Bindi. Quello è il suo obiettivo" dice Rosa Piromalli. E il marito risponde: "Noi l'abbiamo anche votata, noi l'abbiamo votata altrimenti non vinceva se non gli davamo i voti nostri". Anche al nipote, il gran parlare della Lanzetta non piace: "L'altra volta ha detto che l'80% tutti mafiosi sono" e trova terreno fertile con la zia Rosa "Vuole che gli raccolgono i voti ma dice che non vuole niente dai mafiosi, però i mafiosi la tengono". E alla fine i presenti auspicano una candidatura al Parlamento, così che la donna si allontanasse da Monasterace: "Ma noi glielo raccogliamo lo stesso il voto, siamo amici". Ancora, i conversanti continuano sul conto della Lanzetta: "Quando incomprensibile e io la salutavo davanti a tutti...cercava i voti a tutti...incomprensibile strada salutando a tutti incomprensibile poi siamo diventati mafiosi ...incomprensibile... prima quando ha avuto bisogno non c'era nessuno delinquente ...incomprensibile... si cerca....si fa la vittima...la vittima che non è...secondo te è una vittima...")".

Ruga, poi, commentava la pubblicazione del libro di Buccini menzionando, evidentemente, un articolo di giornale che recensiva il volume e che registrava le reazioni del comune (così testualmente il Ruga che chiaramente stava leggendo l'articolo "Sindaco di Monasterace che ha subito gli attentati incomprensibile per il solo azzardo di aver riportato legalità...la legalità nel piccolo Comune del reggino che governa dal 2006 un libro che per certi versi sta scatenando un mezzo putiferio c'è chi non riesce più a digerire certe etichettature e a...e a...e a testa bassa passa all'attacco attraverso le pagine del solito social network... "incomprensibile che...incomprensibile parla lui va...social network c'è chi ha pensato persino di lanciare una sorta di campagna contro... contro... appellandosi per il boicottaggio del lavoro di chi ancora insiste sulla via o meno da prendere.... quale sindaca anti 'ndrangheta... Lanzetta... quale sindaco anti 'ndrangheta... a lanciare questa campagna l'ex tecn.... tecnico comunale di Monasterace...incomprensibile..."). Gli interlocutori commentano poi il comportamento asseritamente incoerente della Lanzetta che, in occasione della raccolta dei voti, secondo l'assunto della Piromalli "si è seduta a tutte le case... Se ne é andata alle casa di tutti quanti ...pure alla figlia di incomprensibile se n'é andata casa per casa per cercare i voti... come adesso sono diventati tutti mafiosi qua a Monasterace quando tu te ne andavi e hai bussato a tutte le porte... ah... e poi quello là si è ritirato se né andato incomprensibile... questi erano... la... poi dice che sono incomprensibile...incomprensibile mangiava alla terrazza incomprensibile allora... e poi lo sa la gente tutte queste cose...".

Conversazioni equivoche quelle sul conto della Lanzetta, che, tuttavia, gli inquirenti delineano così: "Le conversazioni sopra riportate danno conto di un atteggiamento asseritamente incoerente della Lanzetta che, da una parte, avrebbe chiesto i voti, salvo, poi, assumere un contegno severo rispetto alla situazione familiare di alcuni cittadini, tra cui, evidentemente i Ruga. Deve osservarsi che la cennata menzionata richiesta di voti, per come rappresentata nelle conversazioni, non pare essere inquadrata in un ben più grave patto scellerato tra politici e mafiosi. Sembrerebbe al contrario una forma di campagna elettorale porta a porta che ha ricompreso anche i familiari di Ruga Cosimo. Per cui il forte astio manifestato sarebbe semplicemente dovuto a una presa di distanza del Sindaco dopo la campagna elettorale".

Parimenti interessante è la consapevolezza da parte di Ruga di avere un peso specifico importante, posto che, seppur con una dose d'ironia, Cosimo Giuseppe ha evidenziato che senza i "loro" voti la Lanzetta non avrebbe vinto la campagna elettorale.

Fatto sta che l'8 luglio 2013, la dr.ssa Lanzetta rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco di Monasterace, per motivazioni afferenti l'Amministrazione Comunale ed interne alla maggioranza; in particolare, l'Assessore Clelia Raspa, esprimeva voto contrario alla costituzione di parte civile, da parte del Comune, nel processo in corso scaturito dalla già richiamata operazione c.d. "Village", in cui erano imputati Vito Micelotta, Benito Vincenzo Antonio Ruga e Aladino Grupillo.

Anche le dimissioni della Lanzetta hanno costituito oggetto di discussione presso il supermercato gestito dal boss Ruga. E' il 9 luglio del 2013 quando Ruga parla col proprio prestanome, Antonio Franco. In primo luogo interessanti sono i ragionamenti in ordine ai futuri scenari politici, posto che a seguito di domanda rivolta da Franco a uno dei due ignoti uomini "Non lo puoi fare tu l'assessore all'urbanistica?", domanda cui il predetto rispondeva in questi termini "Eh infatti stavo cercando! ", interveniva il Ruga che, dopo avere detto "Non lo puoi fare c'è già" aggiungeva dicendo "Facciamo che ti raccomandino". I soggetti, dopo avere fatto altri commenti su possibili scenari, commentavano sul comportamento della Raspa che non avrebbe manifestato il suo assenso alla costituzione di parte civile del comune contro gli imputati del processo Village (così l'ignoto interlocutore "Chi! No loro, poi gli domanderanno come mai gli ha votato contro, come mai tu, tu hai avuto l'attentato, dice, come mai tu hai avuto l'attentato ...(viene interrotto)"). Anche l'esito delle elezioni amministrative nel comune di Monasterace del 28.05.2014, infine, è stato oggetto di commento presso il supermercato del boss Ruga. Nel giorno delle elezioni, parlando con Maurizio Sorgiovanni, Francesco Anania e un soggetto non identificato, Ruga commenta la vittoria a Monasterace del "nemico storico del ministro e la clamorosa sconfitta del segretario", Teodoro Buccino, appoggiato dal ministro Lanzetta. I presenti rendevano commenti poco ragguardevoli sulla Lanzetta che avrebbe "infangato" Monasterace che, secondo il non meglio generalizzato uomo "meritava sotterrata viva".