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‘Ndrangheta e strutture turistiche: ecco perché è crollata l’inchiesta “Metropolis”

operazionemetropolisdi Angela Panzera - Per la Dda reggina il processo Metropolis era uno dei più importanti degli ultimi tempi. Sul banco degli imputati presunti esponenti delle cosche Morabito e Aquino erano accusati di essersi arricchiti infiltrandosi nelle società che costruivano villaggi turistici nella costa dei Gelsomini, quella che va da Africo fino a dove termina il mare calabrese. Il 29 gennaio scorso però il Tribunale di Locri, presieduto da Fulvio Accurso, lascia tutti di sasso: su 23 imputati sono solo tre le condanne. Un buco nell'acqua per l'allora procuratore aggiunto Nicola Gratteri e i pm antimafia Annamaria Frustaci e Simona Ferraiuolo che rappresentano l'accusa in giudizio. È crollato così il processo Metropolis e adesso il Collegio ci spiega il perché nelle oltre 300 pagine di motivazioni. L'operazione condotta anni fa aveva creato grande scalpore per il coinvolgimento, tra gli altri, dell'ex terrorista dell'IRA, Henry James Fitzsimons. A essere condannati alla fine sono stati "solo" Rocco Morabito (7 anni), Sebastiano Vottari (3 anni) e Antonio Cuppari (10 anni). Per il resto pioggia di assoluzioni. E d'altra parte erano stati i sostituti procuratori della Dda di Reggio Calabria a chiedere l'assoluzione nei confronti di Henry James Fitzsimons, irlandese con un passato nelle cellule terroristiche dell'IRA, coinvolto nell'inchiesta "Metropolis", sugli affari imprenditoriali delle cosche della fascia jonica reggina. I pm Frustaci e Ferraiuolo hanno chiesto l'assoluzione anche nei confronti di un altro imputato eccellente, Antonio Velardo. Per il resto, però, la Dda aveva richiesto dure condanne per gli altri imputati.

L'inchiesta "Metropolis" verrà condotta contro un'associazione internazionale attiva nel settore dell'edilizia per la realizzazione e lo sfruttamento di impianti turistici. L'indagine fece emergere, oltre che la figura di boss quali Rocco Morabito e Rocco Aquino, ritenuti esponenti di spicco delle omonime cosche, anche quella dell'irlandede Fitzsimons, nato Belfast nel 1949. Inizialmente i pm credevano che questi fosse l'uomo che l'IRA, l'organizzazione terroristica irlandese, utilizzerebbe come testa di ponte per i propri affari economici. Fitzsimons, in passato condannato comunque per un attentato dinamitardo in Irlanda, sarebbe il cassiere dell'organizzazione terroristica. In Calabria, invece, avrebbe stretto un rapporto con Antonio Cuppari e Antonio Velardo, un uomo con precedenti per traffico internazionale di stupefacenti, impiegando, almeno dal luglio 2007, somme di denaro nella costruzione del complesso turistico denominato "Gioiello del mare" sito in Frazione Galati del Comune di Brancaleone.

Un'idea che il Tribunale di Locri ha cancellato assolvendo i seguenti imputati: Rocco Aquino, Francesco Arcadi, Domingo Diaz Bernal, Alessandro Cirillo, Jorge Pablo Sagredo Lamberti, Domenico Antonio Mirarchi, Domenico Antonio Muccari, Jonathan Posca, Antonio Raimondo, Generoso Scoppa, Maria Rosa Sculli, Fausto Ottavio Strangio, Sebastiano Sisto Strangio, Domenico Vallone, Bruno Verdiglione, Domenico Vitale, Carmelo Borrello, Francesco Iofrida, Antonino Iriti, Antonino Sebastiano Toscano.

Adesso i giudici spiegano il perché di tale decisione e la parte più importante è quella che ha riguardato l'assoluzione di Aquino.

"L'ipotesi investiva- spiega il Tribunale- che la Bella Calabria 2005 srl fosse effettivamente una società schermo dietro cui si celava la criminalità organizzata, Sebbene prefigurata anche da chi vi ha lavorato a stretto contatto come l'imputato Bruno Verdiglione, non si è tradotta in prova della titolarità effettiva delle quote sociale in capo rispettivamente a Rocco Aquino e a Rocco Morabito, nonostante sia emersa l'inesperienza dei soci "formali", la mancanza di utili sino al 2010 e la registrazioni di consistenti flussi di denaro sul conto corrente della società. Ed infatti, sebbene sussistano elementi indiziari a carico soprattutto dell'Aquino, gli stessi sono stati valutati dal Tribunale in maniera differente rispetto a quanto dedotto dall'Ufficio di Procura".

Stessa cosa per quanto riguarda le presunte intestazioni fittizie di Rocco Acquino, classe '60 e Nicola Rocco Acquino (per il quale si è proceduto separatamente") ritenuti dalla Dda i "soci occulti e amministratori di fatto sia della Lagano Costruzioni srl che della Isca Dream srl. Le prove acquisite nel corso dell'istruttoria dibattimentale-bacchetta il Collegio- non consentono di pervenire ad un'affermazione di responsabilità nei confronti degli imputati a giudizio nel presente procedimento(..) il quadro istruttorio si presenta oltremodo lacunoso in forza della inutilizzabilità delle intercettazioni compiute da altra autorità inquirente in altro procedimento e dalla debolezza degli indizi a carico di Rocco Aquino cl.60".

Per il Tribunale Acquino non "aveva interesse ad intestarsi fittiziamente alcune società di costruzione, in quanto i propri utili venivano già garantiti mediante la richiesta di materiale edilizio alla sua ditta. In questo modo egli esercitava comunque un controllo sul territorio di sua incidenza". Insomma non voleva entrare nella compagine societaria bensì si sarebbe accontentato di imporre i propri materiali da costruzione, come un boss da quartierino.

Anche per la "Ict srl" stessa musica. " è illogico pensare che la titolarità effettiva- chiosano i giudici- dei complessi immobiliari fosse in capo a Rocco Aquino, classe '60, e Nicola Rocco Aquino, nei cui confronti si è proceduto speratamene,. A tale affermazione si aggiunge sulla scorta delle seguenti considerazioni: innanzitutto i trerreni su cui sono stati realizzati i complessi immobiliari risultano essere stati acquistati in temi non sospetti, così come la costruzione della societa Ict; in secondo luogo entrambi i soci della Ict srl all'atto dell'investimento immobiliare vantavano una consolidata storia imprenditoriale nel settore dell'edilizia, in terzo luogo gli imputati non solo hanno dimostrato di essere nelle condizioni reddituali per affrontare l'operazione immobiliare, ma addirittura hanno contratto una forte esposizione debitoria con gli istituti di credito, costituendo ipoteche anche su beni immobili personali quali l'abitazione o lo studio professionale, al fine di portare a compimento i lavori di costruzione anche dopo il rapporto con la Bella Calabria 2005n srl; la Ict srl ha addirittura concluso alcuni contrati senza la mediazione id Bella Calabria 2005, una volta risolto il contratto di mandato".

Secondo la Procura tutto sarebbe stato in mano alle 'ndrine della Jonica, secondo il Tribunale le società non solo erano pulite, ma avrebbero agito secondo la legge. Quel che certo adesso è che la Dda tenterà di ribaltare questo mega tonfo processuale nel giudizio d'Appello che scaturirà dalle varie impugnazioni che l'ufficio guidato da Federico Cafiero De Raho sicuramente prospetterà ai giudici di Piazza Castello.

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La sentenza: http://ildispaccio.it/reggio-calabria/98050-locri-rc-crolla-l-inchiesta-metropolis-solo-tre-condanne