Dossier
 
 
 
 

Ecco la “bacinella” per l’usura dei clan di Siderno

toga15aprdi Angela Panzera - È una «cassa associativa comune di finanziamento, frutto dei proventi illeciti della cosca in esame, la cui gestione viene affidata al sodale Infusini che ha appunto il compito di "investire" il danaro "comune" nell'esercizio abusivo del credito e/o dell'usura i cui proventi illeciti saranno distribuiti in favore dei sodali di spicco». A scrivere così è il gup Antonino Laganà nelle quasi mille pagine delle motivazioni con cui nel gennaio scorso ha condannato i dieci imputati del processo abbreviato scaturito dall'inchiesta "Bacinella". Il gup infatti non ha fatto sconti ai presunti usurai di Siderno e ha inflitto pene che oscillano dai 12 anni all'anno e 4 mesi di carcere. Sposando l'impianto accusatorio sostenuto dal pm antimafia Antonio De Bernardo, la condanna più "dura", 12 anni di reclusione e 30 mila euro di multa, è stata rimediata da Domenico Infusini, ritenuto responsabile di associazione mafiosa, estorsione, esercizio abusivo del credito aggravato agevolazione mafiosa e usura, tutti reati aggravati dall'aver agevolato la 'ndrangheta. Il presunto boss Riccardo Rumbo si è visto infliggere invece, 4 anni, 8 mesi e 9 mila euro di multa per il reato di esercizio abusivo del credito aggravato agevolazione mafiosa. Rumbo, soltanto nel luglio scorso anno, si è visto confermare in appello i 17 anni di detenzione rimediati all'esito del processo , celebrato con rito ordinario "Bene Comune- Recupero" che ha seppellito sono decenni di carcere le cosche della Ionica. Nel processo abbreviato inoltre, era imputato anche il figlio, Santo Rumbo, condannato a 5 anni, 8 mesi e 15 mila euro di multa per esercizio abusivo del credito e usure aggravate dall'agevolazione mafiosa. Santo Rumbo però è stato assolto dal reato di associazione mafiosa. Per lui l'accusa aveva invocato 10 anni di carcere. Il gup Laganà ha infine condannato Francesco Prochilo a 3 anni e 5 mila euro di multa, Cosimo Vincenzo Albanese e Vincenzo Figliomeni a 3 anni, 4 mesi e 8 mila euro di multa per il reato esercizio abusivo del credito aggravato agevolazione mafiosa. Figliomeni però, è stato assolto dal reato di usura. È di 4 anni, 6 mesi e 8 mila euro di multa la condanna rimediata da Isidoro Marando, ritenuto responsabile di esercizio abusivo e usura aggravata; per lui il gup ha ravvisato di concedere le attenuanti generiche. Massimiliano Minnella e Daria Piscioneri sono stati condannati a 1 anno e 4 mesi di detenzione ciascuno per il reato di favoreggiamento. Nei loro confronti è stata esclusa l'aggravante dell'aver agevolato la ''ndrangheta. Infine ammonta a 7 anni la condanna inflitta a Davide Gattuso. Per lui la Dda aveva richiesto una condanna a 12 anni. Il 39enne è stato ritenuto colpevole di esercizio abusivo del credito e usura aggravata e della tentata violenza privata ai danni di Teresa Figliomeni. Assolto però dal reato di estorsione ai danni della donna. Ha superato con questo esito il primo scoglio processuale l'inchiesta "Bacinella". Secondo l'accusa , e adesso secondo il gup, è stato squarciato il velo su «una pericolosa organizzazione criminale di usurai», com'è stata definita nel corso della conferenza stampa tenuta dopo gli arresti, legata secondo la Dda alla 'ndrangheta di Siderno. La base operativa era un distributore Esso all'uscita nord della città, di proprietà di Infusini, dove i presunti cravattari si riunivano con la benedizione dei "cristiani". Era lì che la banda della "bacinella" – dal nome della cassa comune – organizzava le proprie attività, pensando come strozzare con tassi da paura, che arrivavano al 500% annuo, le proprie vittime e come distribuire le legnate in caso di resistenza. La testa di tutto, secondo il procuratore aggiunto Nicola Gratteri e il sostituto De Bernardo, era Riccardo Rumbo, che anche dal carcere, tramite il figlio Santo, avrebbe continuato a gestire tutti gli affari.

«Naturalmente- scrive proprio il gup nelle motivazioni- la "bacinella", intesa come appunto cassa dedita al finanziamento illecito-usura, assume tutti i tratti tipici del sistema organizzato "illecito":

È anzitutto gestita in modo aperto e pubblico, con un riconoscimento, nella zona d'interesse, pressoché "assoluto e notorio" da parte di tutti i consociati "bisognosi" di danaro, con la pratica di un interesse predefinito (nella misura tendenziale del 10% mensile).

Si caratterizza poi per la richiesta di tassi d'interesse assolutamente esorbitanti ( nell'orbita del 10% mensile del danaro prestato), risultando il sistema "sorretto" da una precisa "scala gerarchica" di ruoli laddove al vertice vi è il "trio associativo" indicato che si interfaccia poi con il centro "operativo" quale ruolo assunto da Infusini Domenico che poi si avvale, nell'esercizio concreto del credito illecito, di ulteriori "complici" (Marando/Figliomeni) in origine solo debitori di prestiti concessi e poi divenuti corresponsabili del sistema illecito ricercando sempre nuovi clienti e attuando le direttive esecutive impartite da Infusini.

Il tutto corredato dalla "nota finale" di violenza e minaccia che contrassegna sempre l'operato mafioso nel senso che quando i debitori vessati, per l'esosità degli interessi, non riescono a fronteggiare il pagamento neppure "della rata mensile", vengono brutalmente malmenati e percossi dal centro "operativo" impersonato dal citato Infusini che, come detto, "risponde direttamente" al vertice della 'ndrina indicata da cui "assume consigli, disposizioni e ordini" oltre che il materiale danaro "da investire".

Per comprendere poi il livello di "pubblicità" –chiosa il gup Lagnà e il grado di "livello organizzativo assunto" dalla "bacinella" basta qui ricordare, quanto rivelato a riguardo da uno sconosciuto soggetto che, temendo di essere "considerato" un usurario "non autorizzato" dalla 'ndrina in esame, "chiede aiuto" ad Infusini pregandolo di "fare sapere a chi di dovere" di non praticare "l'usura" nel timore di essere giustappunto "ripreso" dalla cosca che non ammette "concorrenza" nel predetto settore illecito. Tutto ciò rende in sintesi l'idea dell'ampiezza e del livello organizzativo del sistema di finanziamento illegale di totale appannaggio della cosca».

Articoli correlati

Le condanne: http://ildispaccio.it/reggio-calabria/97964-solo-condanne-per-la-bacinella-della-ndrangheta-di-siderno

Notizie Flash

quadrante amaranto 185x80px