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Dalla serie A alla galera: ecco tutte le accuse a Francesco Modesto

modestrofrancescoreggina 500di Claudio Cordova - Si sarebbero fatti promettere da Francesco Cannella di consegnare come corrispettivo di prestiti di denaro per 52mila euro circa, interessi usurari oscillanti tra il 10 e il 15% al mese. Il collaboratore di giustizia Roberto Violetta Calabrese, Luisiano Castiglia e il calciatore Francesco Modesto sono indagati dalla Dda di Catanzaro per usura nell'ambito dell'inchiesta "Lacqueo", che è andata a colpire le cosche federate Cicero-Lanzino e Rango-Zingari di Cosenza. Violetta Calabrese stipulava i mutui, consegnava il capitale, imponeva il tasso di interesse, le modalità e i tempi dell'esecuzione del rapporto usurario e riceveva dalla persona offesa rimesse di danaro imputate alla restituzione del capitale e alla corresponsione degli interessi. Luisiano Castiglia, suocero di Francesco Modesto, sarebbe intervenuto nel 2005, usufruendo, a parziale estinzione del debito usurario contratto da Cannella, lavorazioni edili presso la sede della società FILCA, corrispondente alla lavanderia da lui stesso gestita a Cosenza. Infine, proprio Francesco Modesto, che avrebbe usufruito come parziale estinzione del debito contratto da Cannella, lavorazioni edili presso la sua abitazione a Cosenza.

E' proprio il pentito Roberto Violetta Calabrese a metà 2013 a chiarire alcuni passaggi: "Conosco Francesco Cannella sin dagli anni del Cosenza Calcio, se non ricordo male dall'anno 2003. Mi recai nell'ufficio di Cannella per discutere del prestito e incontrai in quella occasione Maurizio Rango. Cannella mi chiese appunto la somma di 25mila euro e io, pur manifestando la mia disponibilità ad erogargliela, gli manifestai la riserva in ordine alla quale dissi se i denari che gli avrei erogato, anzi Cannella mi riferì che aveva bisogno, per concludere una sua operazione, della somma di 60mila euro, dei quali 25mila euro glieli avrei prestati io e la restante parte Rango. Gli prestai la somma richiesta unitamente a Castiglia Mimmo per un importo di 12mila e cinque 500 cadauno. Inizialmente Mimmo Castiglia non aveva rapporti con Cannella Francesco, Mimmo Castiglia si limitava a finanziare il debito. Io e Mimmo Castiglia chiedevamo quale corrispettivo la somma di 2500 euro al mese, che il Cannella ci corrispose per circa 12, 13 mesi. Il Cannella ebbe a riferirmi che anche il Rango gli mutuò la somma sopra indicata, sempre al tasso del 10% mensili".

Questo è solo il primo di una serie di episodi raccontati dal collaboratore che, secondo quanto riportato nell'ordinanza di custodia cautelare, avrebbero trovato puntuali riscontri in fase d'indagine.

Compresi quelli in cui emerge la figura di Francesco Modesto, fluidificante di fascia sinistra con un buon passato non solo in squadre calabresi come Crotone e Cosenza, ma anche nella massima serie con Reggina, Parma e Palermo: "Ulteriore episodio riconducibile all'anno 2007/2008 riguarda il prestito di 30mila euro sempre elargito da Mimmo Castiglia nei confronti di Cannella Franco. La somma indicata venne prelevata da un conto corrente acceso presso la Banca Popolare di Bari, filiale di Rende, intestato a Francesco Modesto, genero di Mimmo Castiglia. Tale prestito venne elargito con interessi del 10% e la durata fu di 13 mesi. La somma in contanti mi fu consegnata da Luca Castiglia, figlio di Mimmo e quindi cognato di Modesto, il quale aveva una procura per operare sui conti dello stesso Modesto". E, in effetti, alla fine del 2007 – scoprono gli inquirenti – dal conto di Modesto vengono prelevati 30mila euro.

Lo stesso Cannella, sentito dagli inquirenti, evidenzia che il primo prestito ricevuto da Violetta Calabrese sarebbe stato di 7mila euro corrisposto nel 2004, questi avrebbe finanziato i tre soci del Cosenza Calcio prestando loro l'importo di 21mila euro, da ripartire in tre parti uguali, pretendendo un tasso di interesse pari al 15% su base mensile, mentre ciascuno dei tre soci avrebbe rilasciato a Calabrese un assegno di 9mila euro postdatato a sessanta giorni. Al fine di estinguere parzialmente il capitale corrisposto aveva dovuto eseguire lavori presso l'abitazione di Violetta Calabrese, per un ammontare di circa 30mila euro, altri lavori per contro di Luisiano Castiglia (detto Mimmo), presso la lavanderia e presso l'appartamento in cui sarebbe andato ad abitare proprio Francesco Modesto, genero di Castiglia, per un importo complessivo di 250mila euro tra il 2008 e il 2008.

Una continua richiesta di denaro che Cannella descrive così: "Fra le minacce che mi infliggeva Calabrese, quella più ricorrente era che il denaro che mi aveva prestato proveniva dalla "bacinella", cioè dalle casse della criminalità organizzata, per cui mi diceva che, ove non avessi pagato, o comunque, non eseguito i lavori di cui ho riferito sopra 'mi sarebbero venuti a prendere a casa'. Per quanto concerne i lavori che eseguivo in favore di Mimmo Castiglia così per quanto concerne i lavori eseguiti in favore dello stesso Calabrese, egli mi diceva che dovevano mettere il controvalore in contanti in "bacinella"; e inoltre durante l'esecuzione dei lavori sono stato continuamente compulsato e minacciato da Roberto Violetta Calabrese che in un'occasione è venuto direttamente presso la mia abitazione di Taverna di Montalto Uffugo, terrorizzando mia moglie che ha assistito alle minacce infertemi".

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L'indagine: http://ildispaccio.it/primo-piano/119535-usura-e-ndrangheta-a-cosenza-14-arresti-anche-il-calciatore-francesco-modesto

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