Dossier
 

Il rapporto semestrale DIA. La ‘ndrangheta: mille componenti e sfaccettature

dia2 500di Pasquale Cotroneo - Arcaica, organizzata in cosche, 'ndrine e locali, ed al tempo stesso moderna, che si avvale di sofisticati sistemi finanziari per aumentare il proprio potere e per aumentare i propri capitali, reinvestendo e riciclando tutto quello che proviene da attività illecite.

E' la prima fotografia scattata relativamente al fenomeno criminale calabrese, nel rapporto semestrale stilato dalla Direzione Investigativa Antimafia.

Una organizzazione forte che si coniuga con una spiccata autonomia dei suoi gruppi di 'ndrangheta disseminati su tutto il territorio mondiale, rispetto alla casa madre, che si poggia su una sorta di "patrimonio identitario" o "grammatica 'ndranghetista" che appartiene ad ogni affiliato.

Una holding spregiudicata, insomma, che non disprezza pratiche arcaiche e medievali, come quella delle "spose bambine", messa in evidenza nell'operazione "Acero Connection".

Capace di dialogare creando affari criminali in tutto il mondo, consolidandosi all'interno di nuovi territori.

LA "COLONIZZAZIONE" – Frequente, sempre di più è la ricerca di nuovi spazi da "invadere", in Italia presenti rami di cosche e affiliati praticamente in tutte le regioni ad esclusione di Abruzzo e Molise, dove non si registrano presenze strutturate di organizzazioni criminali, anche se viene ipotizzato che via sia stata capacità di infiltrazione nelle attività legate alla ricostruzione post terremoto del 2009. E sempre maggiori i contatti con Cosa Nostra ad esempio, in Canada e Usa, nonché coi Narcos sudamericani, per organizzare il traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Una 'ndrangheta che, per curare i suoi interessi economici, si spinge in tutto il mondo, in maniera sempre più penetrante all'estero, riuscendo in tal modo ad imprimere una grande spinta ai propri affari.

Una sorta di multinazionale che con grandi capacità imprenditoriali e un grande fiuto finanziario diversifica i suoi interessi con flessibilità e con perfetta scelta di tempo.

Droga, armi e prostituzione, ma anche l'estorsione in forme sempre più sofisticate.

Ma sempre più riciclaggio, appalti pubblici, attività economiche talvolta specchiate di legalità.

Ma anche il gioco online, altro settore modello per gli affari della 'ndrangheta, come dimostrato dall'operazione "Gambling", e tutta una serie di nuovi business ancora in parte sconosciuti e sviluppati grazie all'utilizzo di massa di nuovi sistemi informatici e nuove tecnologie.

Con internet, poi, i clan sono sempre più globalizzati. I nuovi canali passano attraverso il deep web, la parte più nascosta della rete. Basta un clic, per spostare capitali.
In una sorta di "corsa all'estero", che mostra connessioni con manager spesso insospettabili.

La 'ndrangheta che tenta di riprodurre strutture criminali analoghe a quelle calabresi in Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Olanda, Penisola iberica e Austria, oltre che su fasce territoriali ormai note e consolidate come il sud America, e la Colombia in particolare.
E in generale in tutto il globo, persino negli Emirati Arabi o in Africa, dove non esiste il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e dove molti soggetti scappano per la cattura, o, relativamente al continente africano, dove molti porti diventano centri di stoccaggio lungo le rotte del traffico di stupefacenti, o dove le cosche investono per riciclare il denaro sporco.

Proiezioni territoriali

REGGIO CALABRIA

La vita sociale ed economica della provincia reggina continua ad essere condizionata pesantemente dall'interferenza della 'ndrangheta. Al vertice di tale struttura si pone Il Crimine o la Provincia dove operano famiglie, 'ndrine e locali secondo la ripartizione: Reggio Calabria città, Fascia Ionica, Fascia Tirrenica.

Le diverse aggregazioni criminali tendono a condizionare pesantemente le iniziative imprenditoriali della Regione, favorite dalla connivenza di segmenti tra le istituzioni pubbliche, che contribuiscono ad affermare l'illegalità.

Una interferenza che non si limita a procedimenti amministrativi, ma si espone e si esplicita sempre più a livello elettorale, e che viene confermata con lo scioglimento di numerose amministrazioni comunali nel 2015.

Reggio città

A Reggio perdurano le linee 'ndranghetiste decise dai De Stefano, dai Condello, Libri, e Tegano, con una città divisa per zone di appartenenza in cui ogni cosca operativa nel capoluogo esercita il controllo.
Tutte accomunate da continua innovazione che le porta ad investire ogni giorno in nuovi settori economici, in una "strategia di impresa" che non disdegna la collaborazione con organizzazioni ed aziende legate alla Camorra ed alla Mafia.

Si parla, per certi versi, di "diffusione del brand" con cui l'organizzazione ha operato, che dal territorio reggino diventa in grado di controllare società in Austria, Spagna, Romania. O ancora Malta, Panama, Antille Olandesi (caso Gambling).

Fascia Tirrenica

I Piromalli-Molè continuano ad essere re indiscussi della Piana di Gioia Tauro, nelle zone di Rosarno si segnala l'operatività dei Pesce-Bellocco, a Palmi invece i Gallico e i Parrello-Bruzzese, i Crea a Rizziconi.

Numerose inchieste e attività hanno interessato le attività criminali delle cosche del luogo, tra tutte l'operazione "Columbus 2" che aveva dimostrato l'operatività del cartello criminale facente capo agli Alvaro di Sinopoli, partecipato da soggetti criminali provenienti dal resto della regione, e legato alla parte statunitense di Cosa Nostra, che ha confermato la leadership della 'ndrangheta nel traffico di sostanze stupefacenti.

Significativa anche l'operazione "Atlandide" che ha svelato la capacità delle cosche di sfruttare le risorse economiche del territorio, acquisendo, con armi e violenza, il controllo di molte attività imprenditoriali.

Fascia Ionica

Non muta, rispetto a quella individuata in passato, la geografia criminale della 'ndrangheta nella fascia Ionica, con manifestazioni 'ndranghetiste di assoluto rilievo a San Luca (Pelle – Vottari e Nirta – Strangio), Platì (Barbaro – Trimboli), Africo (Morabito – Palamara – Bruzzaniti), Cirella di Platì (Fabiano), Siderno (Commisso – Costa – Curciariello) Marina di Gioiosa Ionica (Aquino – Coluccio e Mazzaferro) Gioiosa Ionica (Scali – Ursino – Jerinò).
Le analisi delle dinamiche criminali di questa zona mostra la capacità delle cosche di collegarsi ed espandersi in Canada e nel Nord Europa, e di interessarsi tanto al traffico degli stupefacenti quanto ad altri settori, come ad esempio quello florovivaistico.

Emblematiche diventano in questo senso le operazioni "Acero Connection" e "Krupy".

CATANZARO

Gli assetti criminali della Provincia risentono dell'osmosi continua tra le cosche catanzaresi e famiglie reggine da una parte, della pressione che la cosca "Grande Aracri" di Cutro (Kr) esercita nella città capoluogo dall'altra.
Di estremo interesse la città di Lamezia Terme, dove l'area urbana, grazie alle indagini degli ultimi anni, può essere divisa in tre macroaree specifiche: Cosca Iannazzo, operante nella zona Lamezia- Sambiase- Santa Eufemia; i Giampà operanti a Nicastro; i Torcasio-Cerra- Gualtieri nel centro storico di Nicastro e Capizzaglie.

VIBO VALENTIA E CROTONE

Il vibonese continua ad essere nelle mani della potente cosca dei Mancuso di Limbadi, che negli ultimi anni si sono proiettati nel centro-nord ed all'estero, come dimostrato dalle investigazioni che, a più riprese, hanno colpito i loro interessi.

A Crotone invece sono i Grande Aracri a continuare a far sentire la loro influenza, che nel recente passato ha tentato di espandere il proprio predominio anche sulla zona catanzarese, cercando di creare una struttura paritetica alla Provincia reggina, prospettiva latente per la detenzione del capo cosca.
Particolarmente rilevante risulta la mira espansionistica del Locale di Cutro in Emilia Romagna, che ha dato origine all'operazione ed al successivo procedimento dal nome "Aemilia" che ha svelato gli affari e le insistenze della 'ndrangheta al Nord.

COSENZA

Nel cosentino si registra l'operatività del clan Rango-Zingari, sorto in recente passato, dopo la fusione tra i Bella - Bella e gli Zingari. La formazione criminale del gruppo è stata al centro delle investigazioni della Direzione soprattutto con l'operazione "Job Center", che ha tratto in arresto diversi affiliati. Nel territorio cosentino permane, però, anche il cosiddetto "Patto federativo" tra i gruppi mafiosi Perna- Cicero – e Lanzino – Ruà, quest'ultimi colpiti dall'indagine "Acherunthia" che ha offerto uno spaccato importante sui rapporti tra la politica locale e la criminalità organizzata cosentina.

I DATI

Nel secondo semestre del 2015 è aumentato il numero di reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere e omicidio. Calano invece le denunce per rapina, estorsione, usura, delitti in materia di sostanze stupefacenti.

L'applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale è diventato uno degli obiettivi strategici della Dia, che vuole aggredire il patrimonio illecito delle cosche. In tal senso si registrano i seguenti dati:
Sequestro di beni su proposta del Direttore Dia - 104.375.000 Euro
Sequestro di beni su proposta Procuratori della Repubblica sulla base di indagini Dia - 5.315.000 Euro
Confische conseguenti ai sequestri proposti dal direttore Dia – 30.714.500 Euro
Confische conseguenti ai sequestri proposti da AG su base indagini Dia – 368.290.000 Euro