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Le pulizie all'Unical in mano alla 'ndrangheta

unical 500di Angela Panzera - Le pulizie all'Unical erano in mano alla 'ndrangheta. Di questo sono convinti i pm antimafia di Reggio Calabria, Giulia Pantano e Roberto Di Palma, che nei giorni scorsi hanno chiesto e ottenuto dal gip Barbara Bennato, un'ordinanza di custodia cautlare che ha fatto finire dietro le sbarre 36 persone mentre 6 ai domiciliari. E tra le quasi 2 mila pagine dell'ordinanza spuntano gli interessi della cosca Gagliostro-Parrello, attiva a Palmi, ma con ramificazioni in Liguria, Piemonte e Lazio, sull'appalto dell'università della Calabria. " L'indagine ha poi permesso di accertare- scrive il gip- che tra il febbraio ed il marzo del 2012, Candeloro Cagliostro ( arrestato nel blitz dell'operazione Alchemia ndr) , con la sua azienda Euroserivizi 2000 - per il tramite del Consorzio gestito da Giampaolo Sutto e Massimiliano Corsetti - fosse riuscito ad insinuarsi nell'appalto pubblico delle pulizie all'Università di Rende, in provincia di Cosenza. La Euroservizi infatti non era in possesso dei requisiti per partecipare a gare d'appalto, ma grazie al Consorzio di Sutto e Corsetti - e quindi allo schermo di altra struttura imprenditoriale - aveva potuto di fatto aggiudicarselo. Nel caso concreto, sono stati proprio Sutto e Corsetti a partecipare alla relativa gara di appalto, aggiudicandosi la commessa e facendola gestire al Gagliostro, che peraltro nelle sue aziende ricorreva al lavoro nero. Come detto, tale raffinato sistema era vantaggioso sia per la cosca Gagliostro-Parrello, che per i manager al vertice dei Consorzi, a scapito dei lavoratori".

Sarebbe stato Orlando Sofio a spiegare al presunto boss Carmelo Gullace il margine di guadagno della struttura consortile che sarebbe spettato al Consorzio per aver assunto l'appalto sulla base di requisiti "prestati". Questo era il meccanismo. L'intercettazione è del 24 gennaio del 2012 Sofio: "Lui che fa, lui li prende con il Consorzio i lavori, no, poi glieli passa alle aziende...inc...le aziende ci devono lasciare".

L'Università della Calabria ah bandito poi, il 28 novembre del 2012 la gara d'appalto per l'assegnazione dei servizi di pulizia, con durata triennale, individuata in tre lotti. Già dal 13 febbraio precedente " Orlando Sofio si interessava con Sutto affinché costui visionasse la gara d'appalto, cui la cosca Gagliostro-Parrello aveva mostrato interesse. Sutto, qualche giorno dopo ossia il 17 febbraio, avrebbe investito della questione tale "Riccardo", che per l'autorità giudiziaria sarà successivamente identificato in Riccardo Fagorzi, (all'epoca vice presidente del consiglio di amministrazione della

Cooperativa Italiana Servizi, C.I.S., una delle aziende consorziate in Prisma). Dai colloqui immediatamente successivi , si apprendeva che Fagorzi, accogliendo I'input del Sutto, avesse già interessato terze persone, senza neanche aver preso visione del bando di gara in tal modo avvalorando l'ipotesi degli Inquirenti sul ruolo di mera "mediazione" della Cooperativa Consorziata in Prisma - di cui l'uomo era rappresentante - nonché sulla totale assenza di interesse diretto di quell'Azienda nella partecipazione a quell'appalto pubblico. "Era evidente- chiosa il gup- che la gara «interessasse» al Consorzio solo perché effettivo interesse della cosca Gagliostro-Parrello. L'ausilio fornito da Fagorzi era chiaro, dal momento che il 21 febbraio 2012 costui aveva manifestato la sua disponibilità a partecipare alla gara con la propria ditta ma, volendo evitare di effettuare in loco il sopralluogo necessario, aveva chiesto all'interlocutore di incaricare qualcuno per l'incombente".

L'unico "fastidio" per l'azienda, in buona sostanza, consisteva nell'individuare una persona che effettuasse il sopralluogo per loro conto. La persona si trova e il sopralluogo si fa, tutto sotto l'egida di Gagliostro. " Il 6 marzo 2012- è scritto nelle carte dell'inchiesta- dall'invio di un sms e dalla localizzazione fornita dalla cella agganciata dal suo cellulare, si appurava che Pietro Pirrello si fosse recato a Cosenza per effettuare il sopralluogo presso l'Università della Calabria, sede di Rende, nell'interesse del Gagliostro: "sono all'università sto quasi per finire", dirà intercettato. Gli interessi della 'ndrina però si muovono anche su altri fronti. "Il 13 marzo 2012, Pietro Musacchio – continua il gip- forniva al Pirrello, su sua richiesta, il numero telefonico della responsabile del procedimento amministrativo relativo alla gara d'appalto, signora Loizzo al fine di concordare appuntamento per il sopralluogo concernente il lotto Il e III del bando(...) Deve evidenziarsi che il Musacchio avesse autonomamente contattato Pirrello per ottenere il nome della ditta che aveva richiesto di partecipare al bando dell'Università della Calabria(...) Il numero contattato da Pirrello non era corretto: tuttavia la conversazione scaturita era assai interessante poiché lo stesso si qualificava come persona che stava chiamando "per conto di ASG", ossia del consorzio riconducibile a Massimiliano Corsetti".

Via coi giochi. Il "16 marzo 2012, una dipendente del consorzio ASG, tale Barbara, chiamava Pirrello Pietro - il cui recapito telefonico era stato fornito da Massimiliano Corsetti"- riferendo che entro la mattinata avrebbe dovuto "chiudere quell'offerta per l'Università della Calabria" e chiedendo di sapere, su richiesta del Corsetti -con quale sconto si può uscire". Si trattava di stabilire quale percentuale di ribasso, rispetto alla base di gara, dovesse essere indicata nella proposta che la donna stava redigendo, percentuale che la dipendente di ASG aveva stimato

idonea intorno al 10% circa. Pirrello, non potendo prendere autonomamente decisioni del genere, aveva però necessità di comunicare con il suo "principale" (Candeloro Gagliostro), contattato pochi minuti dopo. Nella conversazione, Gagliostro dava disposizione affinché l'offerta del consorzio ASG presentasse un ribasso del 21/22 % rispetto alla base di gara. Tale valore - ben al di sotto di quello di mercato - poteva tuttavia suscitare interrogativi su come l'azienda avrebbe sostenuto i costi di gestione, a fronte di ricavi scarsamente significativi: i due interlocutori convenivano allora che la situazione economica globale non certo florida avrebbe potuto essere per loro una valida giustificazione in tal senso, per proporre importanti ribassi ed aggiudicarsi l'appalto. La percentuale al ribasso indicata da Gagliostro e comunicata da Pirrello alla dipendente di ASG suscitava in questa forti perplessità poichè l'offerta così pensata era "il doppio di quello che ho fatto adesso che è già tiratissimo!".

Per la Dda dello Stretto però la società di Gagliostro sarebbe riuscita comunque ad avere margini di profitto, in quanto "operava con dipendenti in posizione retributive e contributiva irregolare". Offerta più alta, tanto i lavoratori erano in nero.

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