Dossier
 

Il grande imbroglio della "banda Caridi" nelle elezioni della Casa delle Libertà

collagecaridicasalibertadi Claudio Cordova - Persino le elezioni del Coordinamento Provinciale e Grandi Città della Casa delle Libertà verranno truccate dal senatore Antonio Caridi e dai suoi più stretti scudieri. Alcuni nomi: il consigliere regionale Francesco Cannizzaro, il consigliere comunale di Reggio Calabria, Antonino Maiolino. Il dato emerge dalle carte dell'inchiesta "Mammasantissima", che ha scoperto la cupola segreta della 'ndrangheta, retta, tra gli altri dagli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano. Nell'inchiesta, Caridi è indagato per associazione mafiosa e sulla sua testa pende una richiesta d'arresto che ora dovrà essere valutata dal Parlamento. Ma nelle intercettazioni raccolte dalla Dda di Reggio Calabria c'è di tutto, compreso lo "Scopelliti boy", Daniele Romeo. Su tutto il territorio regionale calabrese, dal 17 Febbraio 2012, avevano inizio i congressi "Provinciali e Grande Città" del partito "Popolo della Libertà". Nell'area metropolitana di Reggio Calabria veniva avanzata l'unica candidatura di Daniele Romeo, già consigliere Comunale del Comune di Reggio Calabria che, effettivamente, il 18 Febbraio 2012 veniva eletto a capo del Coordinamento "Reggio Grande Città", unitamente ad Antonio Pizzimenti, in qualità di Vice coordinatore. Dagli accertamenti eseguiti dal Ros dei Carabinieri emergeva che oltre a Daniele Romeo erano entrati a far parte del coordinamento altri quindici rappresentanti della lista bloccata.

Oltre al risultato, però, ciò che è molto interessante è la parte antecedente alle consultazioni. Il 9 febbraioalle ore Caridicontatta Daniele Romeoil quale gli domandava se volesse che il suo vice vicario (di Daniele Romeo) fosse uno dei suoi, cioè legato politicamente a Caridi «Però insomma, parliamo prima io e te, ragioniamoci un attimo, se il mio vice vicario fosse uno tuo ... tu che dici?». Caridi risponde d'essere più interessato al Coordinamento Provinciale "allora, io ero interessato più al, al provinciale onestamente", aggiungendo "o uno o l'altro ... dico no? Se il Provinciale, dico, anche assai, mi interessa più a livello ... no?". A questo punto Daniele Romeo gli suggerisce che avrebbe potuto prendersi due persone del Coordinamento Provinciale anziché il vice "Magari tu ti pi, ti pigli due persone del provinciale invece che il vice ...". Caridi lascia intendere che in seguito avrebbero valutato la questione e chiedeva lumi sulle date di svolgimento dei congressi che avrebbero provveduto alla elezione del Coordinamento Provinciale e Coordinamento Grande città "Vabbè ... intanto ... incompr. ... comunque senti una ... quando è? Quando sono i congressi?". Daniele Romeo risponde che il congresso "Grande Città" si sarebbe svolto il 17 (Febbraio), precisando che era stato appena convocato "Il ... grande città il diciassette, è stato appena convocato", mentre il congresso "Provinciale" con molta probabilità avrebbe avuto inizio il 25 Febbraio su convocazione di Angelino Alfano in persona "Lo convocano ... no forse lo convocano fra tre quattro giorni perché dovrebbe essere il venticinque, solitamente li convocano otto giorni prima". Appreso ciò, Caridi asserisce che ne avrebbe discusso con il Governatore Giuseppe Scopelliti "Ho capito. Vabbè ce la ragioniamo con Peppe, dai quando viene non è un problema" ma Daniele Romeo ribatte sostenendo che la mattina successiva, entro le 12:00, doveva mandare la propria candidatura, corredata di proposta per la nomina del vice - coordinatore, invitandolo a rifletterci "Il problema è che io devo mandare la mia candidatura entro domani mattina a mezzogiorno e nella mia candidatura devo scrivere anche la ... la mia proposta di ... di vice ... Quindi magari pensaci in queste ore". I due quindi si accordano per sentirsi nel corso della serata. Contrariamente a quanto stabilito nel corso della conversazione poco dopo il termine della stessa, Daniele Romeo, con l'intento di suggerire ad Caridi un papabile candidato per ricoprire l'incarico di vice - coordinatore, gli invia il seguente sms "X esempio ciccio cannizzaro sarebbe una bella figura". Antonio Stefano Caridi approvava tale proposta, tant'è che risponde "Bella coppia".

Sul punto Caridi riceve un sms dal Governatore Giuseppe Scopelliti, "Parla con Daniele", ovviamente facendo riferimento a Daniele Romeo

Immediatamente dopo aver preso visione del messaggio del Governatore, Totò Caridi contatta Scopelliti, il quale senza esitazione gli domandava se avesse interloquito con Daniele Romeo "Hai parlato con Daniele?". L'Assessore Caridi risponde di aver parlato con l'interessato in mattinata relativamente al Coordinamento della Grande Città "Io ho parlato stamattina, lui diceva per ... il cittadino" e contestualmente chiede delucidazioni sulle eventuali possibili candidature al Coordinamento Provinciale "Ma sopra il provinciale non possiamo fare niente scusa?". Giuseppe Scopelliti esterna la propria perplessità al riguardo in virtù del rischio di non eleggibilità "Si rischia di non avere niente, quindi ... Perché se facciamo l'accordo rischia di, di saltare" e, tornando sull'argomento relativo al Coordinamento Grande Città, chiede a Caridi chi avesse intenzione di candidare "Chi volevi mettere eventualmente tu ... sul cittadino?". Caridi fa il nome di Francesco Cannizzaro "Cittadino metto a Ciccio Cannizzaro" ma Giuseppe Scopelliti insinuava dei dubbi circa il tesseramento dell'interessato che, a sua memoria, era al di fuori del comune di Reggio Calabria "E Ciccio non è tesserato su ... su ... su ... (... inc ...) San Coso?", intendendo Santo Stefano d'Aspromonte, località di residenza di Francesco Cannizzaro. Caridi rassicurava il Governatore sul fatto che Francesco Cannizzaro fosse tesserato su Reggio Calabria "No su Reggio e ... su Reggio è lui (...inc...)", ottenendo pieno assenso dal Governatore "Ah ... (...inc...) Ciccio ... buono, metti a Ciccio ... dai ... dai ...". Caridi incalza nuovamente Giuseppe Scopelliti sull'opportunità di candidare qualcuno al Coordinamento Provinciale "Quindi tu dici ... non ci conviene sopra il provinciale? No?" ma questi, fermo sulle proprie posizioni, ribadiva che sarebbe stato alto il rischio di non ottenere i risultati sperati "Sul, sul provinciale rischiamo di non avere nulla ... Perché ... se facciamo l'accordo salta il, il posto che c'è", aggiungendo che in quel caso, ne trarrebbero vantaggio Gigi Fedele o Sandro Nicolò "Se lo prende eventualmente di ... Gigi Fedele o sarà un ballottaggio tra Gigi e ovviamente Sandro Nicolò...". Caridi rinnova il suo interessamento per il Coordinamento Provinciale, osservando che, affiancando un soggetto valido a Giuseppe Pedà, avrà in mano il controllo dell'intero Coordinamento "A me, m'interessava più il provinciale onestamente perché con Peppe ... Con Peppe Pedà ... Se mettia..., se mettiamo uno sveglio con Pedà... facciamo quello che cazzo vogliamo noi al provinciale Peppe" ma Giuseppe Scopelliti non concorda, sostenendo che vi erano in atto accordi che non garantivano la sicura nomina di Pedà al Coordinamento Provinciale "Ma rischia di non essere lui, Totò stiamo cercando di fare l'accordo quindi potrebbe non essere lui, quindi automaticamente cerca di capire ... E ma ... non, non è ... rischi di non essere Pedà, se alla fine non è Pedà che facciamo?". Caridi lo invita ad aggiornalo in merito all'evoluzioni degli accordi in corso in seno al Coordinamento Provinciale "Vedi tu e fammi sapere allora dai... (...inc...) parla per bene tu, ciao"

Entra in ballo poi uno dei più fidi scudieri di Caridi, il consigliere regionale Ciccio Cannizzaro, raccontandogli che Daniele Romeo gli aveva proposto la candidatura alla carica di Vice Coordinatore del Coordinamento della Grande Città "avevo avuto piacere che lo facessi tu il vice coordinatore". Cannizzaro, pur lusingato della proposta, a suo dire, aveva riferito a Daniele Romeo che, di ciò, doveva darne conto a Caridied a questo riportava il contenuto del dialogo avuto «Gli ho detto, "Daniele mi prendi cosi ... alla sprovvista ... io devo parlare prima con Antonio" ... Gli ho detto, "quindi non ... non lo so ... io ti ringrazio per l'attenzione, mi farebbe piacere perché è una cosa che mi piacerebbe però ... Chiaramente devo parlarne con Antonio ... Per me decide Antonio", gli ho detto io, qua e là». Nel prosieguo Francesco Cannizzaro spiega a Totò Caridi che Daniele Romeo, il giorno dopo, si sarebbe recato a Roma per consegnare una lista di 15 nomi, di cui uno "bloccato" e cioè riservato a loro (uno per consigliere Regionale) "Bisogna portare una ... lista di quindici nomi a Roma ... Domani, parte lui ... perché si ricordano sempre all'ultimo minuto e ... e comunque tra i quindici un nome bloccato tocca a noi, toccherebbe, perchè uno ogni consigliere regionale no?", sostenendo che, non potendo assumere la veste di vice - coordinatore, dovevano fornire un ulteriore nominativo che, facendo parte del listino bloccato, sarà sicuramente eletto «allora lui aveva pensato me per fare poi il vice coordinatore, ora essendo che io non lo posso fare gli dobbiamo dare un nome perché poi quindici ... praticamente raccogliere ora ... cioè un nome per la "Grande Città", per il listino bloccato, cioè come ... praticamente come glielo diamo è già eletto perché sicuramente sarà ...». Caridi, a quel punto, chiede chi fosse il candidato proponibile "A chi mettiamo?" ma Cannizzaro, demandando la decisione all'Assessore Caridi, specifica che era opportuno ottenere il vice coordinamento a Reggio Calabria, in quanto, vista la scarsa presenza assicurata da Daniele Romeo, il partito sarebbe stato nelle loro mani "Eh ... Antonio questo me lo devi dire tu ... al vice, il vice coordinamento era ottimo, perché praticamente con lui che non c'è mai ci prendevamo praticamente in partito a Reggio nelle mani ... omissis ...". La conversazione verte ulteriormente sul nominativo da comunicare a Daniele Romeo ed in proposito l'assessore, affinché potesse usarlo come parametro di scelta, desiderava conoscere il numero dei tesseramenti effettuati da ognuno dei papabili candidati "E chi gli diamo, che so io... chi ha fatto tessere a Reggio? perché queste cose non le abbiamo guardate prima!". Non avendo il dato prontamente disponibile, Caridi invita Cannizzaro a recarsi da tale Bruno per decidere il nominativo da comunicare "Passa nello studio da Bruno e parla con Bruno un secondo, (...inc...) in un niente (...inc...) chi li ha fatti, che so ... Vedi uno e ... oh! A chi volete? Uno sveglio che so" e che, a dire di Francesco Cannizzaro, anche se non farà il vice coordinatore sarà inserito nei primi 15 del Consiglio "certo non va a fare il vice coordinatore però intanto è come componente nei primi quindici". Caridisu questo punto dissente, precisando che la persona da loro proposta doveva assumere il ruolo di Vice Coordinatore e quindi necessita essere di spiccata validità "Uno che può fare ... pure Luigi il coordinatore caso mai ... Ciccio mettiamolo sveglio (...inc...) si vede ... Non lo vuole ... o qui, o il vice qua o il vice là... ci tocca Ciccio e dobbiamo mettere uno sveglio". Cannizzaro si impegnaa recarsi dalla persona indicata a nome Bruno e successivamente a riferire quanto emerso da tale incontro.

Cannizzaro esegue l'ordine e comunica a caridi die di aver fornito i nominativi di Mimmo Gioffrè, Bruno Palmisano, Tonino Maiolino o Peppe Iero«E sono stato con Bruno, abbiamo parlato di tutte cose, gli ho detto Bruno ... c'è ... e ... questa cosa da nominare eccetera... e... mi ha detto... detto a chi possiamo fare... e gli ho detto "certo considera che deve essere uno che ha la tessera (...inc...)" ... Io gli ho detto "Bruno io non lo so, mi viene da pensare ... non lo so ... Mimmo GIOFFRE', Bruno PALMISANO, Tonino MAIOLINO, Peppe IERO questi qui della segreteria ..." I ... più intimi... ... perchè solitamente, voglio dire o ... si, si nominano questi dico... quelli più intimi in queste cose». Bruno aveva avuto qualche riserva solo per Iero poiché già Capostruttura "Mi ha detto... si... ma Peppe IERO non... e... nnacau a testa, gli ho detto io, <<vabbè sicuramente no perché e... è capo struttura>>". La cerchia si era, quindi ristretta a Gioffrè, Maiolino e Palmisano. Ma Caridi ha riserve su Gioffrè "Mimmo? Come lo vedi a Mimmo (...inc...) vedi un po' addormentatello a Mimmo io" ma Cannizzaro ribatte dicendo che Gioffrè era stato sempre fedele e che comunque il "componente del Coordinamento della Grande Città" non aveva avuto ruoli di rilievo "È, è uno di quelli che non ci, come dire, non, non è stato coinvolto per niente eccetera è sempre là! È stato sempre fedele ... Cioè alla fine Antonio parliamoci chiaro ... componente del grande città io l'ho fatto per due anni, è una cacata cioè non fai niente completamente". Caridi domanda ancora se la persona scelta era quindi destinata a ricoprire la carica di Vice - Coordinatore "Ma fa il vi, il vice, Non ho capito che fa? no" ma Francesco Cannizzaro escludeva tale ipotesi poiché questo si sarebbe verificato solo se l'incarico di "Vice" fosse stato ricoperto da lui "No, no, il vice Antonio escludilo punto, ce l'hanno tolto nel senso che... dice e ... io ti dico quello che mi, mi hanno detto loro ... sarebbe, se lo facevi tu Ciccio si..." Antonio Stefano Caridi, sentito questo, lo interrompe e gli riferisce che avrebbe subito chiamato Daniele Romeo "Aspetta che chiamo a Daniele io un minuto, aspetta, aspetta e ti chiamo". Effettivamente Francesco Cannizzaro non poteva ricoprire l'incarico di Vice al Coordinamento Grande Città "Senti una cosa, quindi com'è la situazione? Ciccio non lo può fare giusto?". Daniele Romeo conferma dicendo che Francesco Cannizzaro sarà candidato al "Provinciale" poiché iscritto all'anagrafe di Santo Stefano d'Aspromonte "Perché va al provinciale lui ... perché è scri, essendo iscritto là solo su Santo Stefano va sul provinciale". Caridi domanda ancora una volta se, comunque, gli spettasse un posto da vice"ma quindi ci tocca sempre il vice? Non ho capito, fatemi capire!". Romeo risponde che qualora avesse desiderato il ruolo di Vice Coordinatore, glielo avrebbe concesso, precisando però, che ciò non gli permetteva l'eventuale candidatura, in qualità di vice coordinatore provinciale, di un suo adepto "se tu lo vuoi si! Se no e ... glielo dico ad un altro ... come vuoi tu Totò, se tu mi dici che vuoi se ... però (...inc...) se lo prendi qua il vice non lo prenderai al provinciale". Ad esplicita richiesta "ma tu intanto hai pensato a chi, a chi mettere?" Caridi proponeva Mimmo Gioffrè, Bruno Palmisano e Tonino Maiolino "Mimmo GIOFFRE' che volevo coinvolge, quello che era vice presidente ... Bruno PALMISANO l'ingegnere, un ragazzo ... o Tonino MAIOLINO" nomi già emersi nel colloquio con Cannizzaro. I due si aggiornano al giorno dopo entro mezzogiorno

Cannizzaro e Caridi, quindi si incontrano il giorno dopo per concordare il nome del vice, che ora potrebbe davvero toccare alla loro cordata.

In una successiva intercettazione, Cannizzaroche riferisce di aver parlato con Daniele Romeo "Sono già andato da Daniele, abbiamo parlato un poco cose, chiacchiere" delle dinamiche afferenti il Coordinamento Provinciale "praticamente sul discorso del coordinamento provinciale che ... praticamente secondo Daniele va a finire a FOTI e il vice a tipo che non lo rivendica ... se no più che lo rivendica che esca FEDELE hai capito?". In serata Giuseppe Ieroviene contattato da Antonino Maiolino il quale riferiva che in sede di riunione Daniele Romeo aveva invitato i presenti a pubblicizzare le elezioni per il Coordinamento Grande Città che si sarebbero tenute il venerdì successivo "Daniele diceva un attimino di organizzarci a livello di ... di capire, di portare un po' di gente per venerdì", aggiungendo che Antonio Pizzimenti, il coordinatore, manderà via mail, la lista degli 8000 elettori in modo da poter fare le opportune verifiche e contattarli "Antonio PIZZIMENTI il coordinatore, che ha detto pure lui... di vedere un attimino... ci manda via e-mail l'elenco degli elettori, gli ottomila iscritti che si sono avuti là nel comune di Reggio ehm... gli ho dato l'e-mail così ce li manda in modo da poter fare le verifiche e poterli chiamare e contattare". I due commentano il fatto che si doveva raggiungere un quorum di almeno tremila votanti, pena il commissariamento "perché dobbiamo raggiungere un minimo di tremila votanti nel caso in cui vota, perché se no, altrimenti viene commissariato".

Siamo al giorno antecedente alle consultazioni. E i telefoni bollono.

Caridi contatta Romeo, il quale gli domanda cosa era stato stabilito alla riunione "Totò, ma come siete rimasti alla riunione oggi ...". Caridi risponde che era stato stabilito che lui (Caridi) avrebbe inserito due nominativi mentre gli altri ne avrebbero indicato solamente uno "che io ne mettevo due, poi gli altri uno". Poi parlano delle modalità di svolgimento delle votazioni ed, in proposito, Daniele Romeo, dicendo di averne parlato con Roma, riferisce che il sistema era basato su 15 nominativi bloccati più altri 15 con la preferenza "Si Totò è con la preferenza, quindici bloccati e gli altri quindici con la preferenza ... Si, si, si. Ho parlato con Roma!". Parlando poi con il fido Maiolino, Caridi specifica che, come da accordi con Peppe Scopelliti, sosterranno la candidatura di due persone "abbiamo parlato con SCOPELLITI, che me ne devo prendere due io". Antonino Maiolino, sentito questo, gli rappresenta una problematica relativa alla scheda da utilizzare per le votazioni, poiché precostituita da 15 nominativi di cui Daniele Romeo come coordinatore, il vice – coordinatore ed altri tredici "Eh, però il problema che la scheda lo sai come sarà? Sarà fatta di quindici già

stampati che sono i quindici che già vanno mandati a Roma. Sono Daniele Daniele Romeo, coordinatore e vice coordinatore ...incompr... di tredici" ma Caridi lo interrompe demandando la questione interamente al suo gruppo, il quale doveva solamente raggiungere l'obiettivo prefissato "Tonino, Tonino ho capito, non vi devo spiegare io, a me mi dovete raggiungere l'obiettivo, io ho parlato con SCOPELLITI, ho parlato con Daniele, ve la dovete vedere voi. Fatti vostri sono!".

Il giorno delle elezioni, Caridi contatta ancora Maiolino il quale gli riferiva che le elezioni stavano procedendo regolarmente, spiegando che la lista era composta dai 15 nominativi già prestampati e da uno spazio libero dove poter inserire la preferenza "Tutto a posto. Stiamo procedendo ... la lista è quella là. Che è stata presentata. I quindici nominativi, giusto? ... Poi c'è uno spazio sotto e va inserito ... E vanno votati. Si sta votando. Ognuno inserisce il suo nominativo". Maiolino chiede e ottiene conferma da Caridi, se dovevano dirottare i voti su Maria Nucera e Mimmo, come precedentemente accordato "E dobbiamo distribuire i voti come abbiamo detto su Maria e su Mimmo, giusto?". Nel particolare domanda se i voti, da subito, andassero distribuiti equamente o canalizzati a favore di uno dei due "Eh, vuoi che li iniziamo a distribuire ora o dobbiamo caricare tutto su uno?". Caridi, in merito, gli lasciava libero arbitrio e chiedeva conferme sull'ottenimento dei voti utili per entrambi i candidati "E regolatevi, secondo te perché due non ... incompr. ... Cioè, ma si riesce hai capito, no? Si!". Maiolino si mostra fiducioso in virtù del fatto che: tali Peppe e Tonino Catanese erano presidenti di seggio "penso di si. penso di si. Ci sono Peppe e Tonino che sono... hanno due, due seggi. Sono presidenti di due seggi" – "Tonino CATANESE" e che tali Maurizio e Domenico Federico, entrambi n.m.i., erano scrutatori "Poi c'è Maurizio scrutatore con Domenico FEDERICO che sono scrutatori. Vabbò?".

Maiolino è un fedelissimo, d'accordo. Ma "Ciccio" Cannizzaro è altra cosa. Caridi chiede subito di lui e gli viene passato al telefono. Questi ironicamente subito afferma "mi fa male la mano Antonio ... Mi fa male la mano" aggiungendo, ad esplicita richiesta "sto scrivendo assai". Caridi gli domanda se fossero riusciti a farli eleggere entrambi "Quindi riusciamo a tirarcene due? Si!" e Cannizzaro confermando, chiede l'autorizzazione di procedere alla manipolazione delle schede elettorali "Si, posso procedere vero? Vedi che mi stai autorizzando", aggiungendo, una volta ottenuto il benestare da Caridi "Si", che se la sarebbe vista lui "Tu fatti i cazzi tuoi, me la vedo io, vabbò? ... Stiamo procedendo noi e basta. Me ne fotto. Fatto traffico qua, vedo traffico qua ma non mi interessa niente. Noi procediamo, vabbo'?".

In politica, però, tutto cambia velocemente. E così Caridi spiega a Cannizzaro che Scopelliti, che era insieme a Daniele Romeo, gli aveva chiesto quante persone stavano sostenendo alle elezioni "Senti, vedi che è venuto il presidente qua ... E mi hanno chiamato con Daniele ... Dicendomi <<Quante ne state face... portando voi? >>". Cannizzaro gli risponde che si stava attenendo alle indicazioni da lui fissate con Antonio Caridi "Due ... incompr. ... per quanto ho indicazioni tue da Antonio!". Precisa che, tuttavia, il Presidente si era raccomandato di provvedere all'elezione di un solo soggetto in considerazione degli spazi ridotti "Mi ha detto, <<Si, no, figlioli fatene uno per ora perché gli spazi sono questi, abbiamo difficoltà, fatene solo uno e poi, e poi si vede dopo >>". Nella stessa occasione Daniele Romeo era intervenuto aggiungendo che eventualmente, qualora la ragazza non fosse stata eletta, sarebbe stata accontentata mediante l'assegnazione di altro incarico "Eventualmente per la ragazza, gli diamo poi un Dipartimento, me la metto io da qualche parte, la accontentiamo, gli diamo il femminile". Caridi chiede ulteriore conferma su quanto asserito da Francesco Cannizzaro "E scusa, noi che dobbiamo votare, solo il nostro in poche parole, uno?" e questi gli ribadiva il concetto, precisando che Scopelliti aveva sottolineato che tutti quanti, compreso Nicolò, stavano sostenendo una sola persona "Antonio mi ha chiamato di fronte ... mi ha chiamato SCOPELLITI, mi ha detto, <<Ciccio, fatene uno>>, gli ho detto, <<Però tu avevi detto due, noi abbiamo cominciato, ormai glielo abbiamo detto>>, gli ho detto, <<Che figura facciamo con questa ragazza?>> Gli ho detto io, <<Scusa!>> Mi ha detto, <<Lo so, ma tutti quanti pure Nicolò, tutti, tutti quanti uno ne ... figlioli perché gli spazi ...>>". Caridi riferisce che non gli importava nulla di Nicolò e degli altri "E che cazzo me ne fotte di NICOLÒ e di quegli altri a me?" e dispone a Cannizzaro di fare le cose in maniera intelligente per eleggere entrambi i candidati "Tu fai una cosa, senti a me. Fai Mimmo, poi ogni tanto prendo, cioè, dobbiamo fare intelligentemente, no?". Cannizzaro, concorda con le parole di Caridi, dissentendo con quelle di Scopelliti "Antonio, se tu mi dici di procedere io procedo e me ne fotto. Sai quanto sto a fottermene. Non me ne fotto un cazzo ... Ah! Antonio vedi però ... io sto facendo quello che mi dici tu, io non ho problemi". Cannizzaro, dando per certa, con tali modalità, l'elezione di entrambi i candidati, si preoccupava degli eventuali risvolti negativi che avrebbe potuto avere Caridi con Scopelliti, rimettendosi sempre e comunque alla volontà dell'Assessore "Il problema è uno Antonio, che se noi procediamo così, eleggiamo a tutti e due, senza problemi okay? Però poi non vorrei che tu abbia problemi con lui, hai capito? Questo me mi interessa, poi, se tu mi dici di procedere io procedo. Non me ne fotte un cazzo". Prima di chiudere la conversazione, Caridi invita comunque Cannizzaro a confrontarsi sia con Giuseppe Iero "Parla con Peppe pure, che ti dice Peppe IERO, vedi che dice!" che con Daniele Romeo "Tu, un'altra mezz'ora parla con Daniele. << Daniele, allora? >> No? Fagli capire a Daniele ... cioè, è dei nostri il cretino dico, no? ... omissis ... Fai una cosa, tu con Daniele un altro poco regolati, buttagli la battuta gli dici << Daniele, cha facciamo ma... sembra che ... dico, no?>>".

Cannizzaro, Maiolino e altri, dunque, seguendo le disposizioni impartite da Caridi stavano effettuando la manipolazione delle schede elettorali al fine di far eleggere i loro candidati. Cosa questa chiaramente emersa dalle conversazioni di seguito indicate poiché l'attuale senatore puntava a fare eleggere due persone del suo entourage "E regolatevi, secondo te perché due non ... incompr. ... Cioè, ma si riesce hai capito, no? Si!". Sai quanto sto a fottermene. Non me ne fotto un cazzo ... Ah! Antonio vedi però ... io sto facendo quello che mi dici tu, io non ho problemi". Ecco il compito assegnato da Caridi a Cannizzaro, ovvero di inserire negli spazi liberi per la preferenza, il nome di Maria Nucera e quello di Mimmo Gioffrè. I voti, poi, saranno dirottati tutti sulla Maria Nucera, che verrà eletta.

Maiolino e gli altri verranno guidati passo passo dal senatore. L'attuale consigliere comunale di Forza Italia chiama Caridi riferendogli quanto detto dal Governatore Scopelliti circa l'elezione di un solo candidato "Senti, mi diceva Ciccio sta' cosa, qua, ora ... è venuto SCOPELLITI. Ci siamo salutati, ci siamo fatti. Niente, però poi dice che Daniele l'ha chiamato a parte a Daniele ehm ... a Ciccio, Daniele a Ciccio e gli ha detto in quella maniera di portarne avanti uno solo" ma sottolineando che i voti, fino ad allora, erano stati dirottati su Maria Nucera, specificando che quest'ultima, a differenza di Mimmo Gioffrè, era presente in loco "Si pe ... però, però, ti voglio dire, a Maria, ormai già l'ho caricata. Cioè stia ... stiamo votando tutti a Maria all'inizio. E ... e poi lei è presente a ... cioè è qua. Mimmo manco è venuto. Cioè ti voglio dire!". Caridi rinnova quindi la fiducia nell'operato di Maiolino, Cannizzaro e Iero, aggiungendo che comunque avrebbe contattato Daniele Romeo per ulteriori aggiornamenti "Coordinatevi tra voi, vedete figlioli, che so! Aspetta che chiamo a Daniele ...".

A Daniele Romeo, invece, Caridi chiede lumi sulle nuove disposizioni "Senti, quindi che diceva Peppe? Uno no..." ed avuta risposta affermativa "Si, di fare uno si, di fare uno", aggiunge che così facendo, avrebbe fatto una cattiva figura con Maria Nucera "Però glielo abbiamo detto a quella, facciamo una figura di merda!" ma Daniele Romeo interviene rassicurando l'Assessore sull'eventuale ed adeguata sistemazione della donna in un dipartimento a seguito dell'eventuale risultato negativo della competizione "La donna me la vedo io, me la ficco in un Dipartimento io Totò, ... incompr. ... che me la ficco io, tranquillo". Caridi non convinto delle parole di Daniele Romeo, gli chiede di coordinarsi con Cannizzaro "Ma tu, ti posso dire una cosa, tu? ... Parla con Ciccio, ti coordini all'ultimo. Dico, no, in qualche maniera entra, dico"affinchè venisse eletta anche la Nucera. Daniele Romeo non è d'accordo con l'idea di Caridi di portare avanti entrambe le candidature, perché Scopelliti aveva fatto degli accordi a Roma che avrebbero garantito l'elezioni di altri candidati, ribadendo, che per Maria Nucera, se la sarebbe vista lui "Ma non può ... Totò non può infilare, perché Peppe ha fatto un accordo a Roma, gli deve garantire dei posti agli altri. Non ... non riusciamo altrimenti, capito? ... Per favore me la ve ... ti dico che me la vedo io, me la vedo io, tranquillo". Caridi, rammaricato per come stavano procedendo le elezioni "Minchia devo fare sempre figura di merda io, parola mia d'onore, guarda", esorta Daniele Romeo a confrontarsi con Maria NUCERA, che si trovava ai seggi, per prospettarle la questione "E parlatene con lei che è là pure però Daniele, prendetela con Ciccio e con Peppe e chiamatela."

"Ho parlato con Daniele, dice guarda (...inc...) gli ho detto << vabbè chiamate >>, gli ho detto a Daniele di parlare con te, con Ciccio e con Peppe ... Se dobbiamo fare a meno di Maria, però che la chiami ora davanti a voi ... E che si impegni che gli dà un dipartimento dico ... no?" dice Caridi ai suoi. Maiolino concorda ma sottolinea che il giorno precedente gli accordi erano diversi "Si! Però ... ieri aveva detto diversamente ti voglio dire, non è che possono fare ... vabbò ciao ... (...inc...)" ma Caridi gli faceva capire che la soluzione di ripiego per la Nucera era ottimale "Vabbò, se gli dà il Dipartimento che cazzo ce ne fottiamo". Maiolino assentendo "è perfetto è perfetto", puntualizza che era opportuno parlarne chiaramente con la donna, sottolineando, ancora una volta, che la stessa, a differenza di Mimmo Gioffrè, era presente in loco "basta parlare chiaro però ... Con tu, con, con lei che qua da stamattina Mimmo non è venuto manco ti voglio dire... vabbò... ciao... ciao... (...inc...)". Caridi, ancora una volta, lascia libera scelta all'entourage su come procedere "Non mi hai capito, vi voglio dire, se poi tutti e tre decidete di fare a lei, basta (...inc...) ... Ma vedetevi, siete là tutti e tre, coordinatevi, dico no? ... (...inc...) parlate tutti e tre un minuto... ciao". Cannizzaro chiede comunque indicazioni definitive su chi dirottare i voti ai fini dell'elezione "senti tu mi devi dire, allora procediamo su uno come abbiamo, perché ce l'ha detto un'altra volta ora ... dimmi tra i due ... a sto punto possiamo pure ... (...inc...) puntare sopra a lei ... e dimmi tu ... dammi solo il nome, dammi l'indicazione e poi te ne devi fregare ... però voglio che me lo dici tu, non me lo devo dire nè Tonino nè nessuno ... u ... pe ... perché Tonino mi pare confuso (...inc...) mi dice (...inc...) non è giusto perché ... perché lui vuole (...inc...) << sacci i cazzi >> non lo so. Me lo devi dire tu!" prospettando, finanche, la possibilità di proporre a Mimmo Gioffrè l'incarico presso il Dipartimento, al posto della sua elezione al Coordinamento "Eventualmente lo stesso discorso glielo possiamo fare a Mimmo GIOFFRE' per il dipartimento esterno ah ..." ovvero di demandare la decisione, per il tramite di Daniele Romeo, direttamente a Maria Nucera "o se no, chiamo a Daniele ora e glielo dice, gli faccio dire a ... Maria NUCERA, di, dimmi tu?".

A un certo punto, quindi, i voti vanno sulla Nucera: "tutto a posto, stiamo votando ... stiamo procedendo ...,stiamo votando a Maria" e, su esplicita richiesta "come, come avete deciso?", i Caridi boys spiegano che a Mimmo Gioffrè gli sarà prospettata la possibilità di assumere un incarico in un Dipartimento "Votiamo a Maria e poi quando viene Mimmo, se viene ... perché ancora non è venuto gli diciamo in quella maniera". Ancora una volta, Caridi, puntava il proprio interesse affinché le scelte fossero state prese di comune accordo dai componenti dell'entourage "va bene ... ma hai parlato con Peppe, con Ciccio ... si! Vi siete coordinati tutti e tre ... tutti, tutti e tre d'accordo?". Caridi, inoltre, si preoccupa che gli altri gruppi del PdL di corrente diversa rispetto alla suastessero sostenendo più candidati "Quegli altri stanno facendo come a noi... non è che fanno giochetti? Guardate dico, no? ... Gli altri gruppi, no? Gli altri gruppi", ma Maiolino lo tranquillizza lasciando intendere che, qualora avessero riscontrato una situazione del genere, l'ultima mezz'ora sarebbero stati in grado di veicolare i voti in maniera tale da avere anche loro due candidati eletti "Vabbè ma non, non ti preoccupare che alla fine poi vediamo ... l'ultima mezz'ora poi vediamo ... intanto ora portiamo a Maria, poi l'ultima mezz'ora ci regoliamo".

Inizia lo spoglio e Caridi si sincera passo dopo passo sulla posizione di Maria Nucera. Dai suoi ragazzotti, Caridi riceve informazioni sull'affermazione della donna, ma non sulle preferenze. Nel corso dello stesso colloquio emerge chiaramente il significato delle parole precedentemente espresse da Giuseppe Iero. Infatti, nel passaggio successivo, spiegava a chiare lettere che le preferenze non erano state affatto prese in considerazione e che, in base ai preventivi accordi che stabilivano a priori la lista definitiva dei candidati che sarebbero stati eletti, si sarebbero sistemate le preferenze, affinché fossero coincise con le liste in argomento. Quindi, nel particolare, ad ulteriore conferma, specificava che alcuni candidati, pur avendo ottenuto maggior numero di

preferenze rispetto ad altri, non erano stati eletti "scusami, non le hanno guardate le preferenze, hanno fatto la lista in base agli accordi che avevano fatto, no? Ed ora ... sistemano le preferenze. C'è gente che ha preso più preferenze ma non è stata eletta". Caridi insiste, perplesso, sul motivo per il quale non venissero fornite pubblicamente le preferenze "Mah! Una cosa..., cioè anche per ..., per la stampa dico no? Giusto?" e Giuseppe Iero, pur se in maniera implicita, ribadiva il concetto che aveva espresso in precedenza "Eh ... vabbò allora non capisci!".

I candidati vincenti erano quindi preventivamente scelti già dai propri gruppi di riferimento ancora prima delle elezioni. Ne erano chiara testimonianza le parole pronunciate da Iero "scusami, non le hanno guardate le preferenze, hanno fatto la lista in base agli accordi che avevano fatto, no?"; il candidato "prescelto", qualora non avesse ottenuto un congruo numero di preferenze ai fini delle elezione, sarebbe stato comunque fatto risultare vincente tramite la manipolazione delle schede elettorali per ottenere il quorun dei voti necessari "Ed ora sistemano le preferenze. C'è gente che ha preso più preferenze ma non è stata eletta".

"Devo firmare dei verbali. No ..., quello ..., come ... è andato, poi alla fine abbiamo sistemato tutto ..., per come doveva andare" dice in una conversazione Peppe Iero. Quest'ultimi messaggi palesano ulteriormente il sistema utilizzato per condizionare le elezioni in argomento; infatti, nonostante Maria Nucera, avesse totalizzato 490 preferenze, risultando il candidato con il maggior numero di voti, stando a quanto comunicato da Giuseppe Iero, in fase di redazione del verbale, era risultata invece quinta. Antonio Stefano CARIDI, sorpreso negativamente dalla posizione che occuperà Maria NUCERA, chiede spiegazioni in merito "Xche?"3592 e Giuseppe Iero si limitava a rispondergli che ciò era riconducibile alla sua mancata presenza nei seggi all'atto della redazione dei verbali "Perche tu eri a casa quando hanno fatto l'elenco", lasciando chiaramente intendere che altri, approfittando di tale situazione, avevano preso il sopravvento redigendo i verbali a favore dei propri candidati.

"Avevi dubbi? ... Quando ci mettiamo, cerchiamo di non fare brutte figure, dico no?" dirà il galletto Caridi, all'incredula Maria Nucera. "Senza offesa quando si mette la banda ... la banda Antonio Stefano CARIDI dico (ride)" dice ancora congratulandosi con Daniele Romeo. Nel prosieguo Caridi precisa che, secondo lui, era stato commesso un errore nel non comunicare le preferenze "Ti posso dire una cosa? Abbiamo sbagliato ... incompr. ... secondo me. Anche per una questione politica ... A non dare le preferenze, fare uscire. Anche per un discorso politico" ma Daniele Romeo liquidava l'argomento con un secco "Eh ... poi ti spiego che non si può", lasciando intendere che vi fosse qualcosa di poco limpido. Antonio Stefano Caridi risponde di conoscerne le motivazioni "L'ho capito. Non c'è bisogno che me lo spieghi", ma esternava l'esigenza che Giuseppe Scopelliti fosse messo a conoscenza di chi avesse sponsorizzato i vari candidati "Però il Presidente che sappia, dico, no, chi ha portato le persone". sottintendendo di volerlo rendere edotto dei reali risultati.

Caridi (par di capire assieme ad altri esponenti politici della stessa area) non si faceva scrupolo di far manipolare i risultati, ciò cui provvedevano i suoi fedeli collaboratori, da Cannizzaro a Iero.

Segnali inequivoci della manipolazione si hanno quando Cannizzaro chiedeva l'autorizzazione a procedere in tal senso: "Si, posso procedere vero? Vedi che mi stai autorizzando". Ottenuto il placet da Caridi "Si", indicava che se la sarebbe vista lui "Tu fatti i cazzi tuoi, me la vedo io, vabbò? ... Stiamo procedendo noi e basta. Me ne fotto. Fatto traffico qua, vedo traffico qua ma non mi interessa niente. Noi procediamo, vabbo'?". Emerge, quindi, che Cannizzaro, Maiolino ed altri, seguendo le disposizioni impartite da Caridi, stavano effettuando la manipolazione delle schede elettorali al fine di far eleggere i loro candidati. Il tutto avveniva, seguendo il compito assegnato da Caridi a Cannizzaro, inserendo negli spazi liberi per la preferenza il nome di Maria NUCERA e quello di Mimmo Gioffrè. I voti, poi, sarebbero andati tutti alla Maria Nucera, che, appreso il risultato, sarebbe rimasta quasi esterrefatta.

Si comprende come i candidati vincenti fossero stati preventivamente scelti dai propri gruppi di riferimento ancor prima delle elezioni, come si intende dalle parole pronunciate, in una delle conversazioni, da Iero "scusami, non le hanno guardate le preferenze, hanno fatto la lista in base agli accordi che avevano fatto, no?". Qualora si nutrissero dei dubbi, infine, emergeva che, se il candidato "prescelto" non avesse ottenuto un congruo numero di preferenze ai fini dell'elezione, sarebbe stato comunque fatto risultare vincente tramite la manipolazione delle schede elettorali per ottenere il quorum dei voti necessari: "Ed ora sistemano le preferenze. C'è gente che ha preso più preferenze ma non è stata eletta".