Dossier
 
 
 
 

I pentiti Virgiglio e Lo Giudice: “Ecco massoni e logge che governano in Calabria”

massoneria 500di Claudio Cordova - Squarci di luce sui livelli più altri della 'ndrangheta. Quelli dei Paolo Romeo, dei Giorgio De Stefano, soggetti in grado di stringere rapporti con mondi apparentemente inaccessibili già a partire dagli anni '70 e capaci di tenerli vivi, anzi, di riattualizzarli e potenziarli nel corso di vari lustri. Uno dei recenti collaboratori di giustizia della 'ndrangheta è Cosimo Virgiglio, soggetto che ha avviato il proprio percorso collaborativo nell'ambito del procedimento "Maestro", curata dal pm Roberto Di Palma, nel quale era stato tratto in arresto per la partecipazione all'associazione mafiosa cosca Molè, si rammenti federata ai Piromalli sino al 2008. Uomo di fiducia di Rocco Molè, reggente della cosca nell'arco temporale antecedente la sua uccisione, avvenuta il primo febbraio 2008, Virgiglio curava per conto di costui diversi investimenti economici, specie nell'ambito del porto di Gioia Tauro:

"...OMISSIS...

VC.\ Chi era OMISSIS? OMISSIS è stato il primo "trait d'union", il primo in assoluto che tra il potere, chiamiamolo politico, però non mi fraintenda quando io dico politico colore di partito...

PM1.\ Sì, sì, sì, ho capito, ho capito

VC.\ E la criminalità organizzata calabrese, che lei definisce 'ndrangheta, io non la definisco così

PM1.\ No, io non la definisco 'ndrangheta

VC.\ Come?

PM1.\ Io la definisco 'ndrangheta per capirci

VC.\ Sì, okay, comunque la criminalità organizzata calabrese

PM1.\ Il sistema criminale calabrese, diciamo

VC.\ Calabrese

PM1.\ Uhm

VC.\ Ed era uno solo che all'epoca nella Piana reggeva questo, negli altri posti non lo so chi era, ma nella Piana era NINO GANGEMI...

PM1.\ Uhm

VC.\ NINO...

PM1.\ OMISSIS

VC.\ OMISSIS

PM1.\ Cioè "trait d'union" tra, quindi, quel sistema criminale di tipo mafioso rappresentato da NINO GANGEMI e quale... VC.\ Perché NINO GANGEMI era un uomo... magari non aveva studiato, però nel parlare li ammaliava, perché aveva fatto una cultura propria, non lo so...

PM1.\ Quindi per capire, mi faccia capire una cosa, quindi NINO GANGEMI era un uomo, voglio dire, collegato a quel sistema criminale di tipo mafioso...

VC.\ Alla grande

PM1.\ Anzi, era il soggetto che...

VC.\ Il consigliore forse, chiamiamolo

PM1.\ Ecco, quindi però formalmente nella 'ndrangheta comunemente intesa non appariva?

VC.\ Com'è, è anche... lui è andato... lui è morto in carcere

PM1.\ Sì, sì, ma aveva, voglio dire, una carica formale in ambito di 'ndrangheta o aveva un ruolo di rilievo ma non...

VC.\ Lui... guardi, le dico solo una cosa semplice...

PM1.\ Non noto, diciamo, agli altri appartenenti, questo voglio capire

VC.\ No, no, no, lui era noto, lui era noto agli altri appartenenti...

PM1.\ Uhm VC.\ Lui era stato compare di anello, una volta si faceva il compare di anello, a NINO PESCE

PM1.\ Sì

VC.\ Lui era, e, e, e... lui è stata la... l'ideatore dei MOLE'

PM1.\ Uhm, sì, ma, voglio dire, nella struttura criminale... nei PIROMALLI – MOLE', lui aveva un, una carica formale, cioè rivestiva un ruolo nell'ambito del locale, nell'ambito del mandamento o no? Cioè perché lei lo definisce consigliore, sembra, diciamo, uno che sta dietro le quinte

VC.\ Allora, non... allora, se lei mi parla di mandamento, di locale e cose...

PM1.\ Cioè era capo locale, era capo società, era contabile?

VC.\ Non... su questo non le posso rispondere perché io non le so queste cose...

PM1.\ Eh

VC.\ Io le posso dire che NINO GANGEMI era un leader...

PM1.\ Uhm, quindi aveva un potere reale...

VC.\ Aveva un potere reale...

PM1.\ Però non sappiamo che tipo di, di collocazione avesse...

VC.\ Ma io personalmente posso dire che, secondo me, NINO GANGEMI era alla stregua di... MOMMO PIROMALLI, non PEPPINO...

PM1.\ Ho capito

VC.\ MOMMO PIROMALLI PM1.\ Ho capito; e comunque poi aveva un ruolo specifico

VC.\ Anche perché lui crea la struttura, chiamiamolo sistema, Isola Capo Rizzuto...

PM1.\ Uhm, comunque quello che lei ci può dire con certezza è che NINO GANGEMI aveva un ruolo specifico... che lo collegava poi ad altri ambienti...

PM2.\ Che significa creò il sistema Isola...

VC.\ Sì, arrivo a dirglielo subito, soltanto per concludere il fatto di NINO GANGEMI...

PM1.\ Esatto

VC.\ Su suggerimento sempre del vecchio OMISSIS...

PM1.\ Sì

VC.\ OMISSIS, e, e, e, è lui l'ideatore delle prime logge deviate...

PM1.\ In Calabria

VC.\ E' lui che in Calabria crea la prima ETTORE FERRARI coperta a Palmi, è lui che prende due avvocaticchi dell'epoca...

PM1.\ Uhm

VC.\ Uno era OMISSIS e l'altro era – inc.-

PM1.\ E quindi è lui che per primo crea questo connubio criminalità organizzata di tipo mafioso e ambienti massonici...

VC.\ E politica...

PM1.\ Uhm

VC.\ Politica, massone, criminalità... PM1.\ E' lui

VC.\ E' lui che ha creato questo

PM1.\ E questo avviene in quali anni? VC.\ Già dagli anni '70 lui creò questo...

PM1.\ Uhm

VC.\ Tanto che, e, e, e, come le dissi la volta scorsa, duecento milioni di vecchie lire, del vecchio, e, e, e... coso, qui, rapimento PAUL GETTY...

PM1.\ Sì

VC.\ E, e, e, furono dati a NINO...

PM1.\ Uhm

VC.\ E, e, e...

PM1.\ Per riciclarli?

VC.\ No, regalati

...OMISSIS...

PM1\ Vorrei, vorrei capire una cosa, perché ovviamente il discorso è particolarmente rilevante, nel contatto tra queste componenti tipicamente mafiose, no, quindi parliamo delle famiglie principali, voglio dire, che operano su quei territori, e soggetti come OMISSIS o altri...

VC.\ Uhm

PM1\ Noi stiamo parlando, poi, di un qualcosa, voglio dire, che diventa una struttura unica o ognuno mantiene, voglio dire, la sua individualità e comunque, voglio dire, risponde a logiche diverse? Non so se sono stato chiaro

VC.\ Ognuno mantiene la sua... e questo è stato il problema della Calabria, che ha creato tanti focolai... PM1\ Eh, perché se noi... bravo, perché se noi non chiariamo fino in fondo di... diciamo, quali sono le caratteristiche del fenomeno di cui noi ci occupiamo, che cerchiamo di ricostruire, rischiamo, capito, di fare un'operazione a metà; cioè la famiglia di 'ndrangheta rispetto a quello che era il ruolo di OMISSIS che tipo di posizione aveva? Nel senso che si rivolgeva al OMISSIS e OMISSIS poi, sto facendo l'esempio del OMISSIS, possono essere anche altri come abbiamo indicato prima, no, cioè tutti quei soggetti che avevano la responsabilità della componente riservata, diciamo così, cioè si rivolgevano al vertice della componente riservata per ot... per ottenere da quel vertice delle indicazioni che loro eseguivano o si rapportavano alla pari?

VC.\ Allora, la...

PM1\ Perché, ad esempio, i PIROMALLI non potevano gestire da soli le assunzioni quando il porto di Gioia diventa operativo e hanno bisogno di OMISSIS? Non so se...

VC.\ Perché OMISSIS...

PM1\ Questo ci serve per capire...

VC.\ Sì, perché OMISSIS arriva a Reggio...

...OMISSIS...

PM1\ Uhm

VC.\ Lì OMISSIS viene invitato... cioè com'è che viene invitato? Cioè PIROMALLI si rivolge a DE STEFANO, DE STEFANO chiama OMISSIS e gli dice: avvicina a questo...

PM1\ OMISSIS...

VC.\ Perché OMISSIS...

PM1\ Quindi avvicinalo tu non con un approccio tipicamente mafioso

VC.\ Perfetto, no, infatti non si, non si avvicina con un approccio mafioso, tant'è che poi OMISSIS inizia, dice: senti, mi interessa anche a me e lui si crea una sua società per la manutenzione dei containers della – inc.-, all'epoca era un'altra società, faceva le riparazioni, cioè un OMISSIS diventa imprenditore portuale... PM1\ Uhm

VC.\ Quindi questo è stato il, il passaggio... principale

PM1\ Quindi sostanzialmente si avvicina attraverso questa componente riservata, che è tipicamente di massoneria, il soggetto di interesse...

VC.\ Sì

PM1\ Chi fa da tramite non si presenta ovviamente come espressione di 'ndrangheta...

VC.\ No

PM1\ Ma poi crea le condizioni perché la 'ndrangheta entri...

VC.\ Perfetto

PM1\ In determinati affari e, quindi, ottenga tutta una serie di vantaggi

VC.\ Perché poi la 'ndrangheta...

PM1\ Quindi, per capirci, un OMISSIS, poi, alla fine si è reso conto che dietro OMISSIS c'erano i PIROMALLI e i DE STEFANO?

VC.\ Hai voglia, se poi continuò con OMISSIS a gestire le assunzioni...

PM1\ Uhm

VC.\ OMISSIS era quel famoso sindacalista...

PM1\ Quindi, diciamo, che è soltanto un approccio iniziale, ma poi il discorso viene gestito in maniera, in forma unitaria, voglio dire, nel momento in cui poi il tutto deve essere realizzato

VC.\I soldi, i soldi, i soldi fanno gola... a chi ripete il verbo avere...

PM1\ Perfetto

VC.\ Chi ripete il verbo essere no

Dichiarazioni già in prima battuta prorompenti, quelle di Virgiglio, che vanno ad avvalorare quanto già si conosce dell'evoluzione della 'ndrangheta: il ruolo svolto da importanti famiglie come i De Stefano e i Piromalli nel permettere alla 'ndrangheta il salto di qualità nei rapporti inconfessabili all'interno di oscure camere di compensazione. Virgiglio viene sentito dalla Dda anche sulla scorta di uno dei memoriali del collaboratore di giustizia Nino Lo Giudice. Personaggio controverso, Lo Giudice, ritratterà le accuse e in uno dei suoi scritti indicherà diversi personaggi come uomini forti all'interno della massoneria. Un dato che, a suo dire, avrebbe ricavato dalla conoscenza in carcere con Cosimo Virgiglio. La conferma dell'esistenza di un tale "segreto organismo" proviene proprio da quest'ultimo, la fonte della conoscenza di Lo Giudice. Dal verbale dell'aprile 2015:

"ADR : Sono entrato o meglio mi sono avvicinato alla massoneria per il tramite del messinese ...OMISSIS..., nobile messinese, intorno alla fine degli anni 80'. Io frequentavo l'università di Messina. Per la verità iniziai a frequentare il Rotary. Il Rotary era una trampolino di lancio per entrare nei GOI. Il tempio di Messina che si trovava nella zona del Papardo. Ricordo che fra gli altri frequentatori di questo ambienti massonici di Messina vi era ...OMISSIS.... Nel 92/93 arrivò a Messina, da Reggio Calabria, la soffiata su di una indagine sulla massoneria. In quello stesso periodo ...OMISSIS... mi fece entrare nell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, che è un sodalizio organico al Vaticano. A capo di tale Ordine vi era ...OMISSIS.... La cerimonia di iniziazione si celebra in chiesa. All'interno dell'Ordine vi era ...OMISSIS....

In particolare il collaboratore riferisce del mercato degli esami gestito dalla massoneria deviata di Messina; dei collegamenti fra tali ambienti e i Piromalli, che la presenza di avvocati serviva principalmente per svolgere una funzione di tramite con gli apparati giudiziari, in particolare al fine di aggiustare i processi che riguardavano i principali esponenti della 'ndrangheta reggina; che il ...OMISSIS... svolgeva anche il fondamentale compito di gestire le relazioni tra Pino Piromalli e la famiglia De Stefano di Reggio Calabria; che quando il porto di Gioia Tauro diventò operativo, le assunzioni delle maestranze vennero gestite dai Piromalli e De Stefano, che operavano attraverso il ...OMISSIS... ed il ...OMISSIS...; che la componente riservata ha un ruolo indispensabile nelle logiche criminali della 'ndrangheta, le quali in un sistema criminale integrato si avvale dei soggetti riservati, quale il ...OMISSIS..., per gestire gli affari di maggior rilievo; della disponibilità della carta coranica di Maometto, del Cristo ligneo di Michelangelo e della stella ebraica a sei, il quale era il simbolo vivente della unitarietà delle religioni; dell'ingresso diretto di appartenenti a famiglie di 'ndrangheta in altre logge coperte".

Conferme, poi, offriva Virgiglio in relazione alle caratteristiche del rito di iniziazione di cui parlava Lo Giudice, obiettivamente non ricavabili da altre fonti di conoscenza:

"PM1.\ La proposta OMISSIS ed essere entrato nel, nel Gotha, chiamiamolo così, uhm

VC.\ Praticamente dobbiamo prese... eh, presenziare ad un penta, il penta che cos'era? Il penta era e, e, e, l'inizia... il rito di iniziazione...

PM1.\ Uhm

VC.\ Molto duro, per cinque persone...

PM1.\ Uhm

VC.\ Rare volte si faceva, perché di solito si faceva uno, tre massimo, e per cinque, mai numero pari... il cinque... noi del novanta, eh, del '93 dovevamo presenziare solo in buffe, cioè con il cappuccio...

PM1.\ Sì

VC.\ E lui iniziava, lui... era gran maestro del Goi di San Marino...

PM1.\ Sì

VC.\ Il gran maestro della Loggia Titano...

PM1.\ Sì

VC.\ Gran maestro dell'antica, vecchia, indiscussa e pericolosissima Montecarlo...

PM1.\ Uhm, il gran committe... come si chiamava? E' quello?

VC.\ Sì

PM1.\ OMISSIS

VC.\ E non solo

PM1.\ OMISSIS

VC.\ In quella serata doveva iniziare...

PM1.\ Uhm

VC.\ Allora c'era... i tre solo – inc.-...

PM1.\ Uhm

VC.\ Perché gli altri due neanche li ho riconosciuti, uno era OMISSIS...

PM1.\ OMISSIS, uhm

VC.\ Era della dogana...

PM2.\ Uhm

VC.\ L'altro era un medico OMISSIS di Reggio, della costa...

PM1.\ Di Africo

VC.\ Di Africo... e il terzo era il figlio di OMISSIS... il famoso...

...OMISSIS...

PM1.\ Quindi questi cinque che cosa...

VC.\ Questi cinque, allora, succede così...

PM1.\ Uhm, a che cosa andavano incontro?

VC.\ Vengono arrestati all'ingresso della dogana... si chiama così il sistema, no, cioè praticamente loro arrivano, no...

PM1.\ Vengono fermati

VC.\ Tutti belli, pimpanti... ridono, eh, arriva di colpo, "pum", vengono bloccati e messi nella... nel furgone... al buio... lui si permetteva il lusso di farli morire al mondo profano... perché il rito di iniziazione è molto duro, per noi era... per me è stato...

PM1.\ Ma perché lei questo rito lo aveva vissuto?

VC.\ Io l'ho vissuto, non lì, io l'ho vissuto a Vibo e io l'ho fatto sette ore, e, e, e... seminudo con lo scheletro a fianco... una luce...

PM1.\ Solo?

VC.\ Sì, lì fai il testamento...

PM1.\ Uno scheletro vero intende?

VC.\ Sì

PM2.\ Il rito come si chiama, penta?

VC.\ Questo era il penta, questo era ancora più... PM1.\ Uhm

VC.\ Lui si permetteva il lusso di farli morire al mondo profano nella Rocca di San Leo, la Rocca di San Marino che aveva..."

E' circa quattro mesi fa, però, che il collaboratore ampia il proprio discorso: "È importante chiarire ancora meglio la figura di Nino Gangemi, parte della componente riservata di cui ho parlato nel verbale del 25.04.2015, per comprendere come questa figura nasce e si sviluppa nel corso degli anni: la figura di Nino Gangemi va oltre la semplice appartenenza alla cosca Piromalli, in quanto, in realtà svolge le mansioni di catalizzatore e mente del sistema riservato di cui ho già parlato nei precedenti verbali. Per fa comprendere appieno l'ampiezza dei suoi rapporti, le dico che Nino Gangemi era legato a Pippo Calò, come ho avuto modo di constatare personalmente vedendo la sorella del Calò (arrivata a bordo di una Lancia Delta integrale di colore bianco), in Gioia Tauro, per un incontro con i Gangemi, in particolare con Mimmo Gangemi, che allora era latitante, per proseguire le relazioni in precedenza gestite da Nino Gangemi. Ricordo che la visita della sorella di Pippo Calò avvenne di domenica mattina e che quella mattina mi chiamò Pino Speranza per dirmi che c'era in programma l'incontro con la Calò e chiedermi di accompagnarlo. Mimmo Gangemi aveva preso il posto di Nino Gangemi, dopo la morte di quest'ultimo. Mi viene chiesto di precisare ancor meglio quale fosse il ruolo di Nino Gangemi, le dico a questo proposito, che tale figura, di raccordo in relazione ad affari di particolare rilievo, era nata contestualmente alla gestione del sequestro Paul Getty III. Nino Gangemi, come ho già detto, gestiva i rapporti con Cosa Nostra ed era stato il consigliere ufficiale di Mommo Piromalli, oltre che l'ideatore delle figure degli avvocati ...OMISSIS... e ...OMISSIS..., che avevano cominciato ad operare in questo contesto massonico per volere del GANGEMI: il ...OMISSIS... in particolare si occupava della zona di Milano ed era stato inserito direttamente nella massoneria milanese, mentre il ....OMISSIS... non venne mai collocato nella massoneria direttamente ma venne associato ai Lions, tanto per controllare il Dott. Cordova, che ne faceva parte, che per gestire le relazioni con gli ambienti politici di centro-sinistra e raccordare tutto il sistema politico nazionale, visto che i rapporti con la destra erano già garantiti dalle obbedienze massoniche. Nino Gangemi venne scelto in questo ruolo perché nipote di Nino Molè: tale scelta avvenne nel momento in cui, a metà anni 70, fu necessario raccordare le espressioni più evolute della criminalità organizzata di tipo mafioso con la partitocrazia corrotta, che all'epoca era rappresentata dall'avv. Leone Mario, figlio dell'allora Presidente della Repubblica. Tale sistema aveva in un'altra figura politica un soggetto cardine: parlo del ruolo operativo affidato all'On. ...OMISSIS..., il quale si occupava di canalizzare i contributi a favore del sistema criminale che ho appena descritto. Parte di questi contributi, non spesi e trasformati in fondi neri, tornavano indietro e venivano riciclati attraverso vari soggetti finanziari, tra i quali la Fingest (o Fingestum) di San Marino, di cui mi parlò Giacomo Maria UGOLINI (che aveva rapporti con il Ministro STOLFI). Conferma di questi rapporti si può trovare tra i documenti da me rinvenuti nella sala Parisi di Villa Vecchia. Voglio precisare di aver inserito tale documentazione, alla presenza dell'avv. Greco, all'interno di una busta di carta di colore bianco: ricordo che la busta era grande di quelle usate per conservare gli abiti. Il peso criminale di Nino Gangemi col tempo aumentò notevolmente vista la sua capacità di operare al servizio del più ampio sistema criminale masso-mafioso".

Virgiglio dimostra di essere molto ferrato in maniera e fornisce alla Dda una serie di elementi molto interessanti: "È importante sottolineare, per farle capire come materialmente è avvenuta l'interrelazione tra la componente massonica e quella tipicamente criminale, che il "varco", che nel gergo massonico è riferito alla "breccia di Porta Pia", è costituito da quella nuova figura criminale che è identificata con la Santa. È importante precisare che, attraverso quel "varco" costituito dai Santisti (che sono rappresentati da soggetti insospettabili), il mondo massonico entra nella 'Ndrangheta e non viceversa, per quello che io ho vissuto e percepito. Devo precisare ancora che il ruolo di Santista all'interno della 'Ndrangheta non consente in automatico il contatto con la massoneria: è necessario invece, perché questo contatto avvenga, che si individuino ulteriori soggetti "cerniera", che noi definivamo soggetti in giacca, cravatta e laurea, che fossero in grado di curare queste relazioni senza che fossero direttamente individuabili.

Ribadisco che il sistema allargato, composto tanto dagli elementi massonici che da quelli tipicamente di 'Ndrangheta, aveva come obiettivo finale quello di garantire alla componente massonica, fortemente politicizzata, la gestione dei flussi elettorali. La componente di 'Ndrangheta mirava al consolidamento degli ingenti capitali sporchi, già formati, che andavano ricollocati sul mercato, anche estero, mediante strumenti finanziari evoluti, gestiti attraverso gli appartenenti alla massoneria".

Al collaboratore viene chiesto di chiarire una serie di passaggi relativi alla struttura massonica calabrese. E' proprio a questo punto che, finalmente, spunta il nome di Paolo Romeo: "È questo un argomento sul quale posso essere chiaro e fornire numerosi dettagli visto che il mio ruolo qualificato all'interno della Loggia dei Due Mondi di Reggio Calabria di cui detenevo il maglietto pulito che rappresenta la "luce lucente". Accanto al "maglietto pulito" esiste il così detto "maglietto sporco o occulto" che costituisce quell'ambito riservato o invisibile della stessa componente massonica. Ciò in Reggio Calabria era riferibile alla loggia "La Fenice", di cui ho già parlato, al cui vertice, per molto tempo c'è stato ...OMISSIS..., il cui posto è stato poi preso da ...OMISSIS.... Di tale contesto occulto facevano parte numerosi soggetti collegati all'ambiente criminale di tipo mafioso, che per evidenti ragioni non potevano essere inseriti nelle logge regolari, ovvero nella parte visibile. Tra questi soggetti, inseriti nella componente occulta, ricordo tale avvocato Romeo che, se non sbaglio, si chiama Paolo, ...OMISSIS..., l'On. Pietro Araniti, tale ...OMISSIS.... Confermo che la componente occulta era retta direttamente dalla Gran Loggia del Principe ALLIATA".

Virgiglio, peraltro, riscontra quanto affermato dal "Nano" nel proprio memoriale, ampliando ulteriormente le informazioni apprese durante quella che fu la comune detenzione: "Quando entrai in contatto con Nino LO GIUDICE nel carcere di Rebibbia, il predetto LO GIUDICE mi disse di essere molto interessato agli argomenti legati alla massoneria e mi disse anche di essere entrato in contatto con le obbedienze massoniche di Reggio Calabria: mi disse in particolare che di quel mondo facevano parte una serie di avvocati ed imprenditori di cui non mi fece i nomi. Il LO GIUDICE mi disse che tali soggetti svolgevano il ruolo di interfaccia stabile tra il mondo politico-sociale e la criminalità organizzata di tipo mafioso. Mi disse anche che la sua famiglia aveva sempre beneficiato da tali rapporti, parlandomi soprattutto del ruolo di suo fratello Luciano che era legato a tale mondo. Mi ricordo che quando affrontammo tali argomenti il LO GIUDICE fece riferimento a tale CONDELLO: in particolare mi disse che la latitanza di questi era stata favorita da numerose talpe che facevano parte di tali contesti masso-mafiosi, facendo riferimento al capitano SPADARO TRACUZZI. Ricordo anche che l'occasione che diede avvio ai nostri discorsi fu la lettura della rivista S Calabria che parlava della mia collaborazione con la giustizia e della mia appartenenza alla massoneria: il LO GIUDICE aveva ricevuto tale rivista nel corso di un colloquio con i suoi familiari".

Sollecitato dalla Dda, Virgiglio consegna ulteriori passaggi sul ruolo di Paolo Romeo: "Confermo che l'Avv. Paolo ROMEO faceva parte della Gran Loggia del Principe Alliata insieme a ...OMISSIS....Tutti tali soggetti sono sussurrati all'orecchio, proprio per garantire la loro riservatezza.

Ribadisco che la loro funzione è quella di consentire i rapporti, rendendoli invisibili, tra la componente tipicamente mafiosa e le ulteriori componenti del circuito di potere massonico di cui ho parlato nei precedenti verbali. In relazione al ruolo di ...OMISSIS..., confermo che lo stesso opera per conto della famiglia DE STEFANO, nella esatta veste che ho attribuito al predetto nei precedenti verbali, quando ho spiegato che lo stesso svolge il ruolo di interfaccia per conto della predetta famiglia di 'Ndrangheta con i contesti massonici di cui ho appena parlato, di cui faceva parte anche l'Avv. Paolo ROMEO. Intendo aggiungere che quando Rocco MOLE' ha avuto necessità di aggiustare il suo processo, mi venne chiesto di accompagnare Mimmo TEDESCHI a Reggio Calabria presso uno studio legale, ubicato nella zona di viale Calabria. All'incontro erano presenti oltre a me ed al TEDESCHI anche due avvocati, uno dei quali era soprannominato da TEDESCHI "parrucca bianca": si trattava di una persona più bassa di me, dell'età apparente di 50 anni nel 1999, con una folta capigliatura bianca, abbastanza lunga. L'altro avvocato era molto robusto, un po' rozzo nei modi e fumava il sigaro. In quella occasione di parlò anche della misura di prevenzione di Pino SPERANZA, che volevano aggiustare. Penso di essere in grado di riconoscere in fotografia i due legali di cui ho appena parlato. Il TEDESCHI mi disse che i due avvocati erano amici dell'amico di Pino SERANZA, che posso identificare senza ombra di dubbio nel comandante dei vigili urbani di Reggio Calabria. ...OMISSIS... Tra i soggetti di cui parla LO GIUDICE nel suo memoriale confermo l'appartenenza alla massoneria del proprietario del ristorante BAYLIK di Reggio Calabria. Effettivamente ho sentito parlare dai MOLE' anche della famiglia FRASCATI che gestiva la concessionaria BMW di Reggio Calabria: ricordo che i MOLE' dissero con chiarezza che i FRASCATI erano legati alla 'Ndrangheta reggina, tanto che anche in questo caso si fece riferimento alla necessità di un intervento di ...OMISSIS..., quale interfaccia della famiglia DE STEFANO, nel momento in cui i FRASCATI avevano deciso di aprire una concessionaria nella zona di Gioia Tauro. Ricordo anche che nel 2008, quando fu ucciso Rocco MOLE', Mimmo GANGEMI e Pino SPERANZA parlarono di CONDELLO "il supremo" nel contesto dei discorsi legati al loro desiderio di organizzare la vendetta dell'omicidio del MOLE'. Ricordo che in quella occasione il riferimento al CONDELLO era stato fatto per la particolare caratura criminale che gli era riconosciuta anche dai MOLE'". ...OMISSIS...

Viriglio, poi, conferma lo spessore criminale di Nino lo Giudice: "Sono convinto che Nino LO GIUDICE abbia informazioni dirette sui soggetti che fanno parte della massoneria, visto che nei discorsi che abbiamo fatto il LO GIUDICE ha dimostrato di conoscere molti particolari di quel mondo. Il fatto che alcuni nomi che LO GIUDICE scrive nel memoriale coincidano con quelli di cui ho parlato io è la conferma che gli elementi di conoscenza del LO GIUDICE sono di spessore: non si può spiegare in altro modo la sua capacità di riferire fatti e nominativi di soggetti che anche io individuo come appartenenti a contesti massonici di alto livello. Ribadisco che Nino LO GIUDICE mi disse che il fratello Luciano aveva agganci tanto con la massoneria che con ambienti politici e giudiziari".

Onde verificare quanto dichiarato da Virgiglio, specie con riguardo alla conoscenza diretta, da parte di Lo Giudice, di argomenti riferibili al contesto masso-mafioso riferito nel memoriale del 9 agosto 2013 e, quindi, attraverso fonti di conoscenza diverse ed ulteriori rispetto a quelle dello stesso Virgiglio, nemmeno un mese fa è stato nuovamente escusso Nino Lo Giudiceche ha fornito ulteriori elementi di valutazione in ordine al contesto masso-mafioso oggetto di ricostruzione, confermando il suo diretto collegamento con soggetti di altissimo profilo criminale che indica essere inseriti in quel mondo ed introducendo riferimenti inediti alle confidenze ricevute dai predetti in ordine a numerosi soggetti appartenenti a quella struttura. Ecco le sue dichiarazioni:

"Ricordo che quando è arrivato a Rebibbia Cosimo VIRGIGLIO mi trovavo in compagnia di Alessandro MONTELLA, che svolgeva le mansioni di spesino. Il VIRGIGLIO mi disse salutandomi che entrambi avevamo reso dichiarazioni a carico del capitano SPADARO TRACUZZI. A distanza di circa una settimana da tale primo incontro ho avuto modo di parlare lungamente con il VIRGIGLIO: in quella occasione mi parlò di argomenti connessi al capitano SPADARO TRACUZZI, dicendomi che quest'ultimo e tale ...OMISSIS... si recavano al porto di Gioia Tauro per collaborare con la CIA, che aveva un ufficio presso quella struttura. Il VIRGIGLIO mi disse anche che gestiva un albergo in Aprila con un tale BALESTRIERI ed un tale UGOLINI. Sostanzialmente mi disse tutto quello che ho indicato nel memoriale del 9 agosto 2013, di cui mi ha dato lettura parziale qualche minuto fa, con riferimento alla società segreta di cui faceva parte. Voglio chiarire che alcuni dei nomi che ho inserito nel predetto memoriale erano già da me conosciuti come appartenenti al contesto masso-mafioso di cui parlo nel documento prima richiamato.

In particolare una serie di nomi li ho appresi direttamente da Pasquale CONDELLO che mi disse di far parte lui stesso di quel mondo. Il CONDELLO mi disse anche dell'appartenenzadell'Avv. MARRA, di Alberto SARRA, di Pasquale RAPPOCCIO, dell'Avv. Giorgio DE STEFANO, di Giovanni ZUMBO il commercialista, dell'Avv. BUCCA, di CHIRICO Francesco cognato di Paolo, Giorgio ed Orazio DE STEFANO e zio di Giuseppe DE STEFANO, di tale MANDAGLIO titolare di un negozio di elettrodomestici in via Possidonea, dell'Avv. Paolo ROMEO - di cui mi aveva parlato anche Cosimo MOSCHERA, che era legato ad Avanguardia Nazionale insieme al ROMEO ed al marchese ZERBI -, di LIBRI Pasquale, di SCOPELLITI Giuseppe – e dei suoi fratelli Fortunato e Francesco che vive a Como di cui -, di DE STEFANO Giuseppe, dei MAMMOLITI, dell'Avv. SCALFARI, dell'Avv. CALABRESE – che il CONDELLO accostava anche ai servizi di sicurezza. Altri nomi li avevo appresi da Giovanni CHILA': Giovanni ZUMBO Parmalat,i fratelli FRASCATI, lo stesso Avv. ROMEO, lo stesso Avv. MARRA, Antonino LATELLA, IAMONTE Carmelo, LIBRI Domenico, LIBRI Pasquale, MUSOLINO Rocco, ALAMPI Giovanni, il notaio MARRAPODI, lo stesso DE STEFANO Giuseppe, l'Avv. POLITI Corrado – che veniva accostato ai TEGANO -, Rocco AQUINO. Altri nomi mi sono stati fatti dall'Avv. GATTO, nel 2007 dopo l'operazione BLESS: mi disse della sua appartenenza a quel mondo e mi parlò anche del m.llo SPANO', di LOGOTETA e della omonima loggia, di Giovanni ZUMBO il commercialista, dell'Avv. Giorgio DE STEFANO, di Giuseppe PELLE di San Luca, di Giuseppe LIBRI, dell'Avv. CHIZZONITI, dello stesso DE STEFANO Giuseppe; ricordo che mi fece anche ascoltare una registrazione tra Ugo MARINO ed altro soggetto che GATTO diceva essere legati alla massoneria. Da Giovanni CHILA' e Pasquale CONDELLO ho appreso che l'Avv. GATTO è un Santista, per essere stato affiliato dallo tesso Domenico LIBRI. Anche CONDELLO Domenico, alias gingomma, mi parlò di Giuseppe LIBRI, di Alberto SARRA e del dott. CELLINI (di cui avevo sentito parlare anche Paolo SCHIMIZZI).

Ricordo anche che MOSCHERA Cosimo mi parlò dell'Avv. TOMMASINI – di cui mi aveva parlato anche mio padre – e dei MAMMOLITI. Tale GANGEMI Domenico, affiliato ai LO GIUDICE, mi disse dell'appartenenza a tale società segreta anche del dott. GIGLIO e dell'Avv. GIGLIO, che abitano o hanno uno studio in via Melacrinò; gli stessi GIGLIO hanno una abitazione anche di fronte alla Regione Calabria. Lo stesso Giovanni FONTANA mi disse della sua appartenenza alla massoneria: ricordo che sia lui che Pasquale CONDELLO mi parlarono di tale DE CARIA, come soggetto a sua volta legato a quel mondo.

Alcune confidenze le ho ricevute da FRASCATI Angelo, FRASCATI Demetrio e FRASCATI Nino, che mi parlarono del Gen. PELLEGRINI, del prof. CARATOZZOLO e di tale SINICROPI. Mi dissero i FRASCATI che con tali soggetti si svolgevano incontri nella villa di Gambarie di Angelo FRASCATI. Mio padre mi disse anche che il Gen. PELLEGRINI si era impegnato ad aggiustare la procedura di sequestro degli immobili ai FRASCATI. Mio zio Francesco FICARA è parente di Angelo FRASCATI, in quanto il fratello di questi ha sposato la figlia del FICARA. Dell'appartenenza a tale contesto massonico di Paolo MARTINO sapevo già, come sapevo del ruolo di Mario MESIANI MAZZACUVA, che aveva parlato con mio padre in mia presenza. Lo stesso Cosimo VIRGIGLIO mi ha parlato di BELLOCCO Umberto, di PESCE Giuseppe e Marcello, dell'imprenditore MUCCIOLA, dei PIROMALLI, di MORELLI, di QUATTRONE, di Pietro TRIPODI – collegato al CHIRICO ed al MANDAGLIO –, di Pietro FUDA, dei CEDRO, dell'Avv. POLITI Corrado, di tale MARRARA, di tale MARRARI, dei fratelli LABATE, del dott. PULITANO', del notaio POGGIO, di Angelo BARILLA' dirigente della Sisa di Melicucco, nipote di Natale IAMONTE.

Anche SPANO' Antonino mi disse che conosceva appartenenti alla massoneria: mi parlò certamente di SICLARI Pietro, che chiamava zio Pietro, che mi disse essere un uomo di ...OMISSIS...; questa circostanza mi è stata confermata anche da mio fratello Luciano e dal capitano SPADARO TRACUZZI. Sempre mio fratello Luciano mi ha parlato dell'appartenenza a tale mondo di ...OMISSIS...; sempre mio fratello mi ha detto che tali soggetti si riunivano spesso nel palazzo Upim di Reggio Calabria".

Si parla di soggetti di caratura altissima: " Voglio chiarire che una parte di tale struttura massonica è particolarmente riservata: ovviamente è questa la parte che gestisce il potere reale. Gli appartenenti alla parte meno importante in realtà sono solo figure di facciata che si occupano di rituali senza avere grande peso decisionale. Ricordo anche che l'Avv. GATTO mi disse che su viale Aldo Moro, vicino ad una palestra, vi era una sala riunioni di questa superloggia massonica. Non sono in grado di indicare, però, il luogo esatto in quanto il GATTO non mi ha fornito indicazioni precise. Ricordo che nei pressi si trova un cinema.

Vorrei che fosse chiaro che questa è la nuova 'Ndrangheta, che nasce dalla commistione tra la vecchia struttura criminale di tipo mafioso e la massoneria. In questa nuova organizzazione, la parte identificabile con la vecchia 'Ndrangheta è incaricata di gestire i rituali e di svolgere una funzione di parafulmine rispetto alla componente più importante e riservata, che attraverso i rapporti con ulteriori apparati massonici gestisce un enorme potere anche in campo politico ed economico.

Preciso che vi sono ancora molti nomi da inserire in tale società segreta: al fine di non disperdere le mie conoscenze ho iniziato a scrivere un nuovo memoriale che ho intenzione di consegnarle appena sarò riuscito a completarlo". ...OMISSIS... "Confermo quanto le ho appena dichiarato, riservandomi di aggiungere ulteriori nominativi di soggetti inseriti nella predetta struttura massonica e mafiosa. ...OMISSIS... Anche il dott. CROCE' e tale Dominque SURACI fanno parte del medesimo contesto massonico: sono soggetti anche questo vicini a Pasquale CONDELLO".

Notizie Flash

quadrante amaranto 185x80px