Cultura
 

Allo scrittore cosentino Francesco Testa il “Premio Internazionale per la Letteratura” dello “Spoleto MenottiartFestival"

Inarrestabili sono le soddisfazioni ed i successi che "Indelebile come un tatuaggio" di Francesco Testa, scrittore introspettivo, riscuote in giro per l'Italia. Già vincitore di diversi premi Letterari, reduce del recente "Premio Borgo Albori XV EDIZIONE" a Vietri, si appresta a ricevere un altro riconoscimento, "Premio Internazionale per la Letteratura", il prossimo 28 p.v. allo "Spoleto MenottiartFestival". Indelebile come un tatuaggio è un romanzo dai "Sentimenti Nobili", che narra di Uccio Festa, del pesante sconvolgimento di una guerra e della sua famiglia, in fuga per l'occupazione Jugoslava dell'Istria del 1954.

Racconta il dramma umano, del doversi misurare con nuove realtà, una vita alla ricerca del riscatto sociale e di un luogo accogliente cui mettere radici. Il testo è un viaggio alla ricerca di una maggiore tranquillità verso Napoli. Uccio e i suoi cari, ospiti a casa di parenti facoltosi che si dimostreranno respingenti. La famiglia Festa amareggiata, si trasferisce, con grandi difficoltà, in un piccolo alloggio di ringhiera, nel centro storico e Uccio si ritrova a vivere in un quartiere degradato, dove la povertà e la precarietà materiale mettono a dura prova tutta la famiglia. Una dimora, che in seguito, verrà tanta amata da Uccio, in quanto custode di tutti i suoi giochi proibiti, come il sottrarre dal pianerottolo i fumetti d'avventura, tipici dell'epoca, di John, un giovane disertore americano, suo vicino, che ben presto diventerà il suo mentore - cicerone, un grande amico prezioso. Il misterioso soldato dal passato tormentato, sarà un punto fermo di riferimento, il compagno da cui trarre insegnamenti di vita, indispensabili per la sua crescita. Durante il percorso evolutivo Uccio, incontra l'emarginazione in quanto "straniero". La sua esistenza si intreccia con quella di Tommaso, un ragazzino di colore, un neretto figlio della guerra, il quale condividerà con Uccio le gioie e i dolori di una vita non agiata e ingiustamente crudele e con Elvira una ragazza che ben presto a causa del suo vivere "diverso l'amore" si rivelerà, per il candido Uccio, una totale delusione che segnerà nel cuore di Uccio l'"indelebile tatuaggio". Insomma, tutto il suo mondo che a fatica cerca di costruire crolla. L'emancipazione sociale è lenta, Tommaso è "diverso" per il colore della pelle e Uccio ne prende le difese: con lui condivide le ingiustizie sociali, quotidianamente e fra i banchi di scuola. Sarà l'amico del cuore, compagno di esplorazioni, dei pomeriggi da trascorrere a spasso per le vie di una pulsante Napoli, tra la Chiesa delle Capuzzelle, alla Basilica di Santa Chiara e i vicoli ai Tribunali. L'autore mirabilmente racconta una Napoli chiaroscurale, in tutta la sua bellezza che si mescola con la brutalità sociale, tra il clima post bellico e la criminalità organizzata. Eppure tra i vicoli, tra la fame si respira il clima della generosità tra gli umili. Sono proprio gli ultimi, la gente buona e le prostitute di zona i soli detentori del bene e dal facile "malinconico sorriso" che nonostante ciò rallegra le "viuzzelle". Uccio sembra incurante della "dura" vita condotta fra le affannose lotte sociali. I fimminielli partecipano attivamente alle "Quattro Giornate di Napoli" nelle quali si distingue il vero senso dei valori. Non manca nel mondo descritto da Testa, il sentimento patriottico di chi è armato di "Cuore" contro le truppe Tedesche. Ben descritto Uccio un ragazzo in crescita, tra gli sconvolgimenti adolescenziali, le gite, in motorino verso la spiaggia di Coroglio, con i suoi compagni e il fedele amico Tommaso e con Elvira che segnerà il destino e il cuore tormentato del ragazzo. "Indelebile come un tatuaggio" è un tripudio di emozioni, che sconvolge e stupisce il lettore, che a tratti è anche ironico. L'autore con dovizia di particolari, ha narrato i tratti più nascosti e sinceri dell'anima di un bambino diventato adulto. Ha descritto mirabilmente la psicologia dei personaggi, donando ai lettori con il suo "Indelebile come un tatuaggio" uno spaccato di vita realistica seppur romanzata. Una descrizione di Napoli tanto amata, viva e pulsante, ricca di arte, di piazze e monumenti, dove non ha tralasciato i problemi sociali, gli ultimi alla stazione e il grande cuore che ti prende e ti affascina. Una città, tra mille contraddizioni e colori, negli angoli splendidi e a tratti più duri, insidiati dai "guappi" e dall'abile camorra, pronta a trarre profitto dalla necessità dettata dalla miseria, dalla cattiva coscienza e dalla povertà intellettuale e d'animo. Alte le vette che ha toccato l'autore, per raccontare il dolore umano che porterà Uccio a rimanerne segnato per sempre. Ma da quel dolore saranno nobili le sue scelte. Un Dolore trattato dallo scrittore, con un'"inchiostro delicato", utilizzando una semantica d'élite comprensibile a tutta l'umanità, lontana dal solo fine della spettacolarizzazione, che avrebbe potuto smarrire il senso della critica e della stessa realtà. L'autore abilmente porta alla luce i mali che attanagliano il territorio senza scadere nel patetico. È consapevole e cerca di elevare con semplicità le scelte dell'individuo alla ricerca di cose positive e di responsabilità sociali. L'autore Testa insomma, ha saputo rispondere positivamente alla tanta agognata ricerca della felicità, ha dato un volto alla curiosità infantile e ingenua di un bambino alla scoperta di grandi e piccole "cose", al rifugio e al percorso verso la fede e verso Dio. "Sentiti" sentimenti, dolori e descrizioni che resteranno, per sempre, "indelebili" nei nostri cuori.