Cultura
 

“Un'uscita d'emergenza”, arriva in libreria il nuovo saggio di Ferdinando Paviglianiti

In occasione della terza edizione del concorso letterario nazionale "l'Italia che vorrei" l'autore reggino Ferdinando Paviglianiti pubblica il secondo saggio con la casa editrice Marino editore di Firenze. Il titolo è "Un'uscita d'emergenza"; il libro analizza il declino della nostra società nel contesto globale, dove tutto scorre, scappa via ed è impossibile avere certezze basate su idee e principi fissi, immutabili, come nel passato: non c'è più la certezza delle radici, usi e costumi non sono più vincolati alla tradizione, alla religione ed alla famiglia. Niente è più certo e soprattutto anche quello che lo sembra, cambia in continuazione. Una fragilità dei rapporti umani costruita con scientificità dal capitalismo. L'ulteriore step è rendere le persone insoddisfatte anche dei beni materiali spingendole continuamente verso altri beni che a loro volta spingeranno verso altri. Una inutile corsa verso il consumo, dove i rapporti umani sono esclusi. L'uomo in un modo sovraffollato è, per assurdo, sempre più solo.

Nonostante ciò il nostro paese si trova coinvolto in quello che risulterebbe il più grande accordo commerciale della storia italiana: "La Nuova Via della Seta". La grande iniziativa annunciata cinque anni fa dal Presidente Xi Jinping, sta diventando realtà, coinvolge 68 nazioni e prevede finanziamenti (quasi un trilione di dollari) che potrebbero superare di 12 volte quelli del celebre Piano Marshall attraverso investimenti infrastrutturali in strade e porti per costruire nuove vie commerciali terrestri e marittime. L'Italia e il suo governo, fermo restando alcuni principi come il controllo sul nostro sistema economico, se vuole ottenere benefici tangibili per il proprio export, deve assolutamente partecipare a questa iniziativa e attirare investimenti che ricadranno positivamente sull'occupazione e contribuirebbe fortemente alla coesione sociale e, infine, alla riconciliazione del paese in questo momento chiaramente disunito.