Crotone
 

Traffico di beni archeologici, il procuratore Capoccia: “Appetiti illegali su un tesoro dimenticato, denunciare chi impoverisce territorio”

Capoccia Giuseppe 500nuova"Crotone deve rendersi conto che e' al centro di interessi internazionali e custodisce un tesoro, spesso i crotonesi se lo dimenticano, che accende gli appetiti illegali di mezzo mondo: per questo servono segnalazioni da parte di tutti che denuncino chi impoverisce questo territorio". Lo ha detto il Procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia nel corso della conferenza stampa per illustrare gli esiti dell'operazione "Achei" che ha smantellato una rete di trafficanti di beni archeologici. Il Procuratore ha poi sottolineato "l'efficacissima collaborazione in ambito europeo, per questa attivita' che apre scenari mai abbastanza indagati, di Europol ed Eurojust che hanno permesso perquisizioni in quattro stati Europei".

"Qui la ricchezza - ha sottolineato il tenente colonnello Valerio Marra, comandante Gruppo carabinieri Tpc di Roma - sta sotto il terreno. Ricchezza che qualcuno ha cercato di violentare e di cancellare per sempre per farne un mercato illecito. Partiamo da questa premessa per capire la dinamica criminale di un'organizzazione strutturata e organizzata".


Alla conferenza ha partecipato, in collegamento dalla sede di Eurojust de L'Aia, il magistrato Teresa Magno, mentre a Crotone era presente Miguele Villanueva, di Europol. "Questa di Crotone - ha detto Villanueva - e' la piu' grande operazione di supporto investigativo in corso in Europa in materia di contrasto al traffico di beni culturali. Attivita' importante per la qualita' dell'indagine, oltre che per il numero di persone arrestate".

Quattro perquisizioni sono state eseguite nella città di Siena, nei confronti di altrettanti indagati per ricettazione, nell'ambito della vasta operazione dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, diretti dalla Procura di Crotone, che ha smantellato un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di reperti archeologici. In casa di un medico, molto conosciuto in città, è stato rinvenuto vasellame verosimilmente di epoca etrusca che è stato sequestrato in attesa di ulteriori accertamenti tecnici volti a definirne l'origine. Le altre tre perquisizioni non avrebbero portato risultati.