Crotone
 

Sequestrate 80 villette abusive a Crotone

crotone alto600I carabinieri forestali della procura di Crotone, del comando provinciale e del gruppo forestale di Crotone insieme alla polizia locale di Crotone stanno effettuando in queste ore il sequestro di circa ottanta villette a ridosso della cosiddetta ''Canale 19'', in località Margherita di Crotone. Le villette, fa sapere la procura di Crotone in una nota, erano "edificate con permesso di costruire rilasciato dall'amministrazione comunale, sebbene l'area fosse classificata 'ad elevato rischio idrogeologico' e dunque con un vincolo assoluto di inedificabilità". Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal gip Michele Ciociola su richiesta del pm Alfredo Manca, titolare delle indagini. Maggiori dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa indetta per le ore 10,30 alla procura di Crotone.

Lì non dovrebbe esserci niente perché è una zona di espansione per eventuali piene. La Regione l'ha indicata come area assolutamente inedificabile". Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Crotone, Giuseppe Capoccia, durante la conferenza stampa convocata per illustrare i particolari dell'operazione che ha portato al sequestro di 84 villette costruite a nord dell'abitato di Crotone, in contrada Margherita, "edificate - è stato detto - vicino ad un canale".

Il reato contestato è quello di disastro ambientale colposo. "Se lì arriva un'alluvione - ha aggiunto Capoccia - finiscono sott'acqua 84 ville". Il sequestro, ha aggiunto Capoccia, "non tocca la vita delle persone" cui è stata accordata la facoltà d'uso delle case ed un dirigente del Comune di Crotone avrà il compito, in caso di allerta meteo, di emettere un'ordinanza di sgombero delle abitazioni. "La vicenda - ha sostenuto ancora il Procuratore - era nota, come risulta da un carteggio tra Comune e Regione, ma malgrado il no di quest'ultima, il Comune ha rilasciato le concessioni ugualmente. Siamo al paradosso. Le villette sono state tutte edificate con documentazione fasulla. Le perizie per chiedere l'autorizzazione dicono cose false". Il sostituto procuratore Alfredo Manca, titolare dell'inchiesta, ha rivelato che c'è un solo indagato. "Il provvedimento mette al sicuro - ha aggiunto Manca - chi sta in quei luoghi. Noi vogliamo che quelle zone siano messe in sicurezza, non lediamo il diritto all'abitazione. I proprietari delle case, infatti, non sono indagati".