Crotone
 

Crotone, il comitato “Vogliamo il Marrelli Hospital”: “In Italia la tutela della salute è un diritto, ma non per tutti”

"Come volevasi dimostrare", potremmo definirlo così l'epilogo del Marrelli Hospital, che ad oggi dopo ben 2 mesi dall'ultimo incontro convocato dal Prefetto di Crotone, a cui era presente anche il Commissario ad acta, Massimo Scura, nulla è cambiato.

La struttura rimane ferma, le maestranze rimangono fuori, in mezzo ad una strada a raccogliere adesioni per cercare nei cittadini un aiuto che altrove non hanno purtroppo trovato.

Insieme con i dipendenti, gli unici ad aver voce sono i cittadini, i pazienti che hanno bisogno delle cure del Marrelli Hospital e che purtroppo devono, inesorabilmente, prendere le valigie e partire e continuare a farsi curare altrove.

L'attesa distrugge, logora e fa arrabbiare perché nonostante gli enormi sforzi messi insieme dalla proprietà, in un ambito quale quello sanitario che in questa regione ha enormi difficoltà, nulla si muove. Non si hanno risposte, se non promesse non mantenute dagli uffici del Commissario che un giorno promette e l'altro disattende. Quello che si sta facendo in Calabria, a Crotone con questa struttura è vergognoso, inammissibile.

"Il problema è molto serio. La radioterapia dei nostri vicini di casa è satura di pazienti. Ci sono protocolli che prevedono l'effetto sandwich. Per i non addetti ai lavori sarebbe: chemio-radio-chemio. Spesso non si può fare, sconvolgendo il protocollo, per mancanza di posti. Chi si assume la responsabilità di una cura giusta? Di un effetto sbagliato? Di cancro si MUORE se non si seguono determinati standard", scrive così su un social una paziente oncologica che da anni cerca di portare avanti una battaglia senza fine.

Noi di certo non ci fermeremo, continueremo a lottare perché oramai abbiamo la certezza che siamo nati in una terra in cui perderemo ogni cosa che non difenderemo, anche se in questo caso si parla di sanità e di diritto alla salute.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività, recita l'art.32 della Costituzione, ma potremmo dire che i diritti sono garantiti a tutti i cittadini, ma non ai calabresi, anzi ci viene da dire non ai crotonesi. Perché altrimenti non ci spieghiamo come si può tenere chiusa una struttura sanitaria eccellente dotata di macchinari all'avanguardia, e di contro lasciare morire la gente.

Non più tardi di qualche giorno fa, abbiamo letto sbigottiti la lettera del Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin inviata al sottosegretario all'economia, nonché Senatore calabrese Tonino Gentile, con la quale di fatto informava quest'ultimo che quanto ha sollecitato a proposito della riapertura dell'ospedale di Praia a Mare, sarà realizzato a stretto giro.

Sorpresi perché un Ministro si preoccupa di "soddisfare" le sollecitazioni politiche di un territorio specifico e poi ignora completamente 21 sindaci del Crotonese e relativi rappresentanti istituzionali, e soprattutto si mostra indifferente di fronte a ben cinque imponenti manifestazioni e oltre 15.000 firme raccolte dove tutti insieme chiedevano un tavolo di confronto per l'apertura di una struttura sanitaria tra le più importanti del Sud Italia, che a regime potrebbe occupare fino a 180 unità lavorative.

Una struttura che peraltro ospita, ad oggi, le migliori tecnologie presenti sul mercato internazionale. Ma forse sono state sbagliate forma e strategia, o forse è arrivata qualche sollecitazione politica "contraria" da parte di chi comunque con il Ministro ha dimostrato di dialogarci". Lo afferma il Comitato "Vogliamo il Marrelli Hospital".