Crotone
 

Marrelli Hospital, Cisal Sanità: "E' una situazione imbarazzante che offende i cittadini di Crotone"

Sono giorni che sostiamo davanti alla struttura, in cui dovremmo lavorare e svolgere la nostra mansione per raccogliere adesioni da parte dei cittadini. Gli stessi che dovrebbero poter entrare al Marrelli Hospital e poter ricevere le cure di cui hanno bisogno e non trovare, invece, le porte chiuse per colpa di una burocrazia lenta e ingiusta che offende Crotone e tutto il territorio calabrese a dire il vero, per dirla con le stesse parole di Federico Guido, segretario provinciale Cisal Sanità.

"Io non parteggio per l'imprenditore, ma parteggio per questa città – ha dichiarato Federico Guido, segretario provinciale Cisal Sanità – non ci siamo mai messi in evidenza, perché abbiamo ritenuto che le violazioni presso l'azienda sanitaria e presso la Regione, andavano discussi in tribunale a seguito di querele. Lo abbiamo fatto, ma ancora stiamo aspettando che il tribunale si determini per rinvio a giudizio o per un eventuale archiviazione, ma credo che l'archiviazione non sarà possibile perché non ci fermeremo lì. La cosa che dispiace è che quasi quasi, dopo tutte queste vicende, sembra che il nemico numero uno di questa città è Massimo Marrelli ed a me viene quasi da ridere perché basta pensare che questa mattina, come tutte le mattine, davanti al bar di fronte l'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, si intraprendono i viaggi della speranza di gente che dignitosamente deve recarsi a Catanzaro per fare pochi minuti di radioterapia. Partono la mattina alle 7 e tornano il pomeriggio alle 16, tutto questo è di una gravità inaudita".

Non possiamo che rimanere sbigottiti davanti a queste dichiarazioni ulteriori che ci giungono e che ci inducono a continuare nella nostra battaglia, perché altrimenti non potremmo definirla.

"Dobbiamo renderci conto che non possiamo andare avanti con le solidarietà – ha continuato Federico Guido – perché non serve a nulla. Dobbiamo altresì ricordare che il potere di un sindaco e quello di un parlamentare hanno un peso di non poco conto. Non è Massimo Marrelli che deve difendere il Marrelli Hospital, ma i crotonesi. Se non ci rendiamo conto noi di quello che sta succedendo allora vuol dire che siamo succubi, un popolo di terzo livello".

"La vera verità è che non abbiamo politici ad altissimi livelli. Non abbiamo i fratelli Gentile come a Cosenza, perché se avessimo avuto due politici di quella portata, non ci troveremmo in questa situazione. Abbiamo una struttura che non ha nessuno in tutto il territorio calabrese. Ma dove vogliamo andare a finire? Io al posto della sottosegretaria avrei messo a ferro e fuoco la Regione Calabria, avrei messo il Governo in crisi. Ma la verità è che qui non si muove mai nulla e chi ci rimette sono i cittadini – ha concluso il segretario - e gli imprenditori come Marrelli che hanno deciso di offrire un servizio di eccellenza in questa città. Ci vogliono azioni di forza. È arrivato il momento di intervenire seriamente perché questi viaggi della speranza non devono più esserci. Quello che sta accadendo è una mancanza di rispetto nei confronti dei crotonesi. A me dispiace per l'imprenditore, per i lavoratori ma soprattutto per gli ammalati che anche oggi si sono recati a Catanzaro perché qui a Crotone potrebbero curarsi, ma non possono farlo".

Siamo fermamente convinti che il Marrelli Hospital sia una struttura necessaria e indispensabile per questo territorio e continueremo a lottare per noi, per il nostro territorio e per il futuro dei nostri figli, che di sicuro meritano una città con una sanità migliore.