Crotone
 

Ecco il Comitato Scifo e promontorio Lacinio: “Dalla parte della bellezza”

Il comitato Scifo e promontorio Lacinio: "dalla parte della bellezza" è nato dall' idea - sorta a sua volta dalla necessità- di unire singoli cittadini e associazioni della comunità civile, a prescindere da bandiere e simpatie politiche, per favorire un processo di sensibilizzazione e responsabilizzazione della società, convogliando più soggetti verso l' unica direzione possibile: "dalla parte della bellezza", quella bellezza non solo estetica, ma anche morale, civile e legale, dalla parte della tutela dei nostri patrimoni culturali, naturalistici e paesaggistici, come punta Scifo ed il promontorio di Capo Colonna, aggrediti a causa della continua mancanza da parte dello Stato e delle Istituzioni, troppo spesso accomodanti, se non del tutto conniventi con speculatori che portano avanti, indisturbati, i loro progetti criminosi, devastando il nostro territorio. Tale processo di aggressione e svilimento del promontorio (principale patrimonio naturalistico e culturale del crotonese) si è avviato già diversi anni fa, attraverso più piccole realtà abusive, e non "ufficialmente" abusive ma contrastanti con il buon senso e con la bellezza dei luoghi. Con il complesso Marine Park Village, però, abbiamo toccato il fondo, il processo di deturpamento è arrivato all' apice del suo percorso e la società tutta, oltre che le istituzioni, oggi più che mai, sono chiamate a responsabilizzarsi per prevenire questi scempi immani.

Tanti sono gli elementi che hanno dimostrato in questi anni il proliferare di pericolosi interessi sul promontorio lacinio, diverse le mancanze da parte di amministratori e funzionari, oggi infatti indagati, ma allo stesso tempo, grave è stata l' inerzia dell' attuale Sindaco di Crotone che, nonostante le nostre richieste, per via dell' urgenza di fermare i lavori che continuavano a provocare ingenti danni, ha solo fatto proclami per tenerci buoni, senza concretamente opporsi in modo legittimo e responsabile con lo strumento dell' autotutela.

Più azioni sono state portate avanti su questa specifica vicenda, a cominciare dagli appelli sugli abusi del Marine Park Village di 4 anni fa da parte di soggetti della comunità locale supportati anche da interrogazioni parlamentari, tra cui la prima del Deputato Paolo Parentela (M5S) di 2 anni fa, proseguendo con quella del senatore Nicola Morra, che ci è stato costantemente vicino, a cui si sono aggiunti i consiglieri comunali crotonesi Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia (sempre M5S) che hanno accettato di eseguire accesso agli atti al Comune di Crotone, interpellando il Sindaco Ugo Pugliese e permettendo di avviare altri dossier e denunce di ulteriori associazioni, per continuare con l' interrogazione alla Commissione Europea dell' europarlamentare Laura Ferrara (M5S) relativa ai vincoli imposti dal programma comunitario di tutela della natura, della flora e della fauna dei SIC e la recente interrogazione al Ministro dei Beni culturali del deputato Pippo Civati (Possibile).

"Il 19 gennaio 2017 abbiamo anche ricevuto una risposta da parte del Ministero dell' Ambiente, interpellato da alcuni di noi cittadini, che riferiva di aver richiesto informazioni ai vari uffici degli enti locali. Alcuni di questi enti, tra cui la Regione, non hanno ancora risposto al Ministero suddetto, mentre l' ente gestore dell' Area Marina Protetta Capo Rizzuto ha dato una risposta ambigua e non esatta, un pò alla "ponzio pilato", sostenendo che l' area su cui è stato costruito il villaggio e dove sono stati permessi enormi sbancamenti non rientra nel perimetro dell' Area Marina Protetta.

Proprio per questo abbandono e questa inerzia da parte delle istituzioni competenti abbiamo dovuto condividere più esposti, sottoscritti da vari cittadini, associazioni e dal M5S.

E solo adesso i lavori di notevole portata (oltrettutto) sono stati bloccati di nuovo dalla Procura di Crotone, ma quella meravigliosa macchia verde che faceva da sfondo alla costa è stata ricoperta da un' enorme piscina in cemento con terrazzamenti che paradossalmente sono stati approvati, con parere favorevole della soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, da una postuma determina del dipartimento Ambiente della Regione Calabria e ferite probabilmente irreversibili sono state inferte nel luogo più sacro della nostra terra, dove l' immensa bellezza della natura si incontra con l' antica storia della Magna Grecia.

Ci si chiede, dunque, quale valore abbiano le leggi ed i vincoli imposti anche da fonti del diritto nazionale e comunitario oltre che da fonti regionali e quale tutela dei patrimoni paesaggistici, naturalistici e culturali venga realmente perseguita dalla soprintendenza e dal dipartimento Ambiente della Regione Calabria. A tal proposito speriamo che lo stesso Assessore all' Ambiente, Antonella Rizzo ( già in carica all' epoca di questa assurda sanatoria postuma della Regione) possa darci una risposta.

Ma visti i precedenti ed il continuo tradimento degli enti territoriali, non ci rimane che vigilare uniti, ringraziando l' attuale Procura di Crotone e sperando nell' azione concreta di questa nuova magistratura che ieri ci ha allietato, complimentandosi per le azioni del nostro Comitato attraverso il p.m Bono, il quale ha espresso anche la speranza che tali azioni di cittadinanza attiva siano l' inizio del superamento della cultura omertosa.

Augurando un buon lavoro a tutta la magistratura, noi continueremo al livello civico cercando di responsabilizzare più soggetti possibili, secondo due grandi insegnamenti, linee guida, capisaldi indissolubili che hanno ispirato la realizzazione di questo Comitato:

"L' unione degli oppressi esige dal processo rivoluzionario che esso sia fin dall' inizio quello che deve essere: azione culturale"
(Paulo Freire)

"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. All'esistenza di orrendi palazzi sorti all'improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore

(Peppino Impastato)"