Cosenza
 

Da stasera Cosenza ha una strada intitolata ad Arturo Scola, storico commerciante della città. Il Sindaco Occhiuto: "E' nostro compito ricordare le persone che si sono adoperate con il loro lavoro e mantenerne viva la memoria"

Da stasera Cosenza ha una strada intitolata ad Arturo Scola, storico commerciante della città, appartenente ad una delle famiglie di commercianti più longeve e le cui origini risalgono alla fine dell'ottocento, quando l'azienda aveva radici in Corso Telesio. Ora il nome di Arturo Scola campeggia sulla targa che stasera è stata scoperta, dopo una breve ed affollatissima cerimonia, dal Sindaco Mario Occhiuto e dall'Assessore di Palazzo dei Bruzi Michelangelo Spataro. Alla intitolazione ufficiale era presente Benito Scola, figlio di Arturo e continuatore della tradizione di famiglia. Il nuovo toponimo che l'Amministrazione comunale ha scelto dopo la proposta presentata da Benito Scola e che ha raccolto in brevissimo tempo migliaia di firme, ha preso il posto di via Capoderose ed è collocato all'inizio di una traversa del centralissimo Corso Mazzini, nel cuore dell'isola pedonale, proprio di fronte al negozio della famiglia Scola.

"Qualcuno dice che la città è come un libro di pietra – ha detto il Sindaco Occhiuto prendendo la parola durante la breve cerimonia – e i libri bisogna leggerli, così come occorre averne cura. Non ho avuto la fortuna – ha aggiunto il primo cittadino - di ricordare personalmente, per ragioni anagrafiche, il negozio di Corso Telesio, né ho conosciuto Arturo Scola, ma tutti coloro che lo ricordano ne richiamano alla memoria non solo le qualità di operatore commerciale, ma anche le doti umane, perché è stato un punto di riferimento, sempre disponibile con tutti. Il commercio – ha detto ancora Occhiuto - è anche un fatto identitario. La città ci piace viverla in questo modo. Una città è fatta di tanti ricordi. Noi abbiamo voluto che questa strada fosse davanti al negozio di Scola perché è nostro compito ricordare queste persone che si sono così adoperate con il loro lavoro per la città e mantenerne viva la memoria. Oggi, se siamo qua, è perché questa memoria sia rinverdita non solo da noi, ma anche dalle generazioni successive, quando qualcuno si ricorderà di questa attività storica che non è solo commerciale, ma anche culturale e identitaria della città di Cosenza. Scola rappresenta il senso della cosentinità e di appartenenza alla città che continua una importante tradizione". Un ruolo importante ha avuto, nell'intitolazione della strada ad Arturo Scola, l'Assessore Spataro. "E' una serata importante per la città di Cosenza – ha detto Spataro - perché abbiamo voluto fortemente insieme al Sindaco e a tutti gli assessori questa intitolazione che racchiude la storia della città. E' bene identificare la città – ha aggiunto Spataro - con quelli che sono stati uomini che l'hanno saputa rappresentare nei diversi settori, in questo caso nel commercio. Sono felicissimo di aver dato il mio modesto contributo all'intitolazione". Alla cerimonia era presente anche l'Assessore alle attività economiche e produttive Loredana Pastore. Un emozionato Benito Scola, figlio di Arturo Scola ed oggi continuatore su Corso Mazzini della tradizione di famiglia ha ringraziato tutti gli amici accorsi (veramente tanti) per la concretizzazione di un percorso portato avanti insieme all'Amministrazione comunale e al Sindaco Mario Occhiuto. "Non scorderò mai questa giornata – ha aggiunto Benito Scola -che per me è una delle giornate più importanti della mia vita perché mio padre questo omaggio lo ha meritato tutto". A ricordare Arturo Scola è intervenuto anche il senatore Massimo Veltri. "Ero un ragazzino quando mia madre mi portava al negozio di Corso Telesio – ha ricordato Veltri - Don Arturo Scola e sua moglie – ha aggiunto - hanno rifornito Cosenza e le sue famiglie di corredi e non solo. Chi deve acquistare articoli di pregio e di qualità viene ancora qui da tutta la provincia di Cosenza. Quando la città vuole ricordare qualcuno che ha rappresentato un pezzo importante della storia sociale, economica e culturale deve fare operazioni come queste, richiamando molto pubblico, malgrado i tempi che viviamo. Un atto di coraggio e di investimento per il futuro, ricordando il passato".