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Regionali, Meloni in Calabria: “La sfida è quella delle infrastrutture”

Meloni Corigliano Rossano 23 gennaio"Siamo qui soprattutto per parlare dei problemi della Calabria e del Mezzogiorno e delle tante cose che si possono fare con un'Amministrazione regionale coraggiosa e concreta. Pero' non ci possiamo nascondere che dal voto di domenica dipende anche molto del Governo nazionale". Cosi' Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, a Corigliano Rossano. "Ribadisco che se il centrodestra vincera' in Calabria ed in Emilia Romagna - ha aggiunto Meloni - chiedero' le elezioni anticipate. Penso che a quel punto sarebbe sotto gli occhi di tutti la distanza, ormai siderale, che esiste tra il popolo e il palazzo romano. Quando si configura una distanza cosi' importante c'e' la possibilita' di sciogliere le Camere e andare a votare". 

"In Calabria la sfida e' quella delle infrastrutture, perche' da questo dipende tutto il resto. Senza infrastrutture e investimenti i prodotti straordinari che l'agricoltura di questo territorio coltiva non arrivano da nessuna parte, il turismo non puo' svilupparsi e il porto di Gioia Tauro non potra' mai avere quella centralita' che meriterebbe per la naturale posizione geopolitica che ha". Lo ha detto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Corigliano-Rossano. "Sono contenta - ha aggiunto - che sia venuta qui il ministro delle Infrastrutture De Micheli a parlare degli importantissimi investimenti che hanno deciso di fare sulla Calabria. Se si considera che governano da cinque anni la Regione e da dieci l'Italia, salvo la parentesi di un anno, meno male che si sono svegliati".

Meloni ha aggiunto: "E' ancora ministro. Di Maio non e' piu' leader di niente ma e' ancora ministro. Chi ha un po' di ratio capisce il motivo per il quale hanno costretto Di Maio a dimettersi: cambiare tutto perche' nulla cambi Fanno finta - ha aggiunto Meloni - di rivoluzionare i loro partiti. Zingaretti sta facendo una cosa simile con il Pd per non dover rivoluzionare il Governo. Si chiama gioco delle tre carte ma non funziona".