Cosenza
 

Unical, Link: “Solidarietà al popolo curdo dalla festa dei popoli”

"Il 15 e il 16 ottobre torna all'Unical l'edizione 2019 della Festa dei Popoli, evento che celebra con spettacoli, concerti e gastronomia tutta la bellezza dell'incontro interculturale. Il campus dell'Università della Calabria accoglie centinaia di studenti internazionali, che durante la Festa dei popoli presentano e condividono con il campus e tutto il territorio le loro culture.

Considerati gli ultimi avvenimenti che stanno scuotendo la comunità internazionale, noi di Link Unicalvorremmo però che il tema di quest'anno fosse la solidarietà al popolo curdo.

Come tutti sappiamo, il 7 ottobre le forze militari americane hanno annunciato il loro ritiro dalla "zona di sicurezza" lungo il confine turco-siriano (precedentemente istituito come garanzia degli USA ai loro preziosi alleati nella guerra contro l'ISIS), aprendo quindi la strada ad un attacco da parte della Turchia al Rojava. Questo ha determinato l'inizio di una offensiva e la possibilità per l'ISIS, ad oggi dato per sconfitto, di risorgere e riorganizzarsi.

Attualmente in Rojava è in atto una rivoluzione che sta trasformando ogni aspetto della società. I pilastri che la reggono sono il confederalismo democratico, il femminismo e l'ecologismo. La proposta politica diÖcalan, leader storico e teorico del confederalismo democratico, da vent'anni tenuto prigioniero dallo stato turco nel carcere di massima sicurezza sull'isola di Imrali, si basa sulla convivenza pacifica e democratica tra tutte le componenti della società (religiose, etniche, linguistiche..) grazie ad una radicale forma di autogoverno popolare che trova la sua spina dorsale nel sistema delle comuni. Questo permette la costituzione di una struttura di potere fortemente decentrata in grado di coordinarsi al suo interno e di assicurare una democrazia sostanziale. Questo sistema incentiva un'effettiva partecipazione popolare alla vita politica e al governo della comunità.

Oltre alla già dichiarata guerra al gruppo curdo considerato terrorista da Ankara, la Turchia, che ospita 3.6 milioni di profughi siriani, vorrebbe ricollocarne 2 milioni nell'area a presenza curda.Erdogan userà, come ha fatto in passato, forze jihadiste per realizzare i suoi piani imperialisti.

Numerose sono già le vittime al quinto giorno di offensiva turca, molti i civili caduti. Non possiamo girarci dall'altra parte di fronte a diritti umani violati, il principio dell'autodeterminazione dei popoli calpestato e (cosa che fa più male) i governi occidentali che ancora non prendono contro la Turchia ed Erdogan misure radicali.

Nonostante il fatto che il 15 ottobre sia ormai alle porte e il programma della Festa dei Popoli già pubblico, crediamo che per l'eccezionalità degli eventi nel programma possano trovare spazio iniziative che avvicinino gli studenti e le studentesse dell'Unical alla cultura curda e una discussione sulla tragedia che sta attraversando in queste ore il Kurdistan Occidentale. Noi restiamo a disposizione.

Lo dobbiamo a chi ha lottato per difendere tutti e tutte noi dall'Isis, lo dobbiamo ai martiri di Kobane e alle e agli 11.000 combattenti caduti, lo dobbiamo a Öcalan di cui chiediamo la scarcerazione.

Lo dobbiamo a Lorenzo Orsetti, partigiano di Rifredi, morto a Baghouz per la libertà e la Rivoluzione.

Contro il fascismo e contro la guerra imperialista". Lo afferma Link Unical.