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Amministrative, Comitato Cassano Ionio 5 Stelle: "Non presenteremo nostra lista con candidato"

"L'arrivo dell'autunno ha dato il via ufficialmente ai giochi elettorali: dopo due anni la Città di Cassano allo Ionio torna al voto, la parola passa ai cittadini, i quali oggi appaiono sempre più confusi e disorientati.
È successo qualcosa che nella nostra comunità, già martoriata, non era mai successa prima: è stato sciolto un Consiglio Comunale per infiltrazioni della criminalità. Ma al di là delle lacrime di una parte e dei festeggiamenti dell'altra parte, i cittadini in questi due anni non hanno potuto avere l'onore di sentire una sola parola a riguardo da parte di quella classe politica che negli ultimi trent'anni si è presa cura della nostra Città.
Due anni trascorsi in un silenzio assordante, due anni in cui un'intera popolazione è apparsa smarrita ed impaurita, mentre nel nostro Comune si faceva solo l'ordinaria amministrazione e nessuna risposta si è potuta ottenere in merito ai più frequenti problemi della cittadinanza. Due anni di disservizi, di mancarti investimenti sul territorio, di scarsa partecipazione popolare alla vita amministrativa dell'Ente, due anni in cui gli imprenditori non sono stati messi nelle condizioni di poter offrire lavoro. Due anni in cui a Cassano Ionio, la politica non è esistita, eccezion fatta per qualche comunicato stampa sbandierato ai quatti venti, cosi come oramai si fa nell'epoca digitale". A sostenerlo, per il Comitato Cassano Ionio 5 Stelle, Pasquale Cersosimo.

"Ad infondere ancora più incertezza nella cittadinanza, la sentenza che stabilisce la candidabilità degli ex amministratori del nostro Comune. Una sentenza che ci ha fatto piacere, conoscendo la storia personale e politica di ognuno dei politici coinvolti, ma che tuttavia lascia un interrogativo pesante al quale tutti cercano una risposta. Se gli ex amministratori non sono mafiosi (e di questo ne siamo certi), allora cosa è successo? Perché il nostro Consiglio Comunale è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità?
Noi crediamo che più che di persone si possa trattare di una mentalità, di una cultura, di un modo di agire ormai diventato comune.
Chiedere il voto e nello stesso tempo fare una promessa, amministrare ed escludere dalla partecipazione gli oppositori democratici, boicottare ogni iniziativa presa da chi non la pensa come noi, calunniare, deridere, offendere chi cerca di dire la sua ed obietta su una decisione presa dall'Amministrazione Comunale, muovere i passi di un gruppo senza tener conto di ciò che pensano le persone del gruppo, sono solo alcuni esempi di questa mentalità che, se trasportata in atti amministrativi, può produrre storture legislative che violano i principali valori costituzionali di democrazia e pluralità.
Per questi motivi ci auguriamo che la prossima Amministrazione Comunale lavori affinché questa mentalità possa essere superata: sarebbe una vera rivoluzione culturale per questa nostra terra.
Però, a quanto pare, a giochi elettorali iniziati vediamo schierati i soliti cavalli di razza, ormai vecchi e stanchi, circondati da pochi puledri, ognuno in attesa di fare il grande salto verso le rosse poltrone dell'Aula Consiliare.
Una novità da non sottovalutare, sarà il calo vertiginoso dei candidati al consiglio comunale: poco meno di cento candidati, contro i circa duecentocinquanta della scorsa volta. Una scrematura, sembra, operata dai vari candidati per non aver problemi con la Legge. Un'azione che tuttavia mette in luce un dato storico oramai sotto gli occhi di tutti: nella corsa a riempire le coalizioni di liste, nelle passate elezioni amministrative ogni coalizione ha candidato di tutto e di più. Un dato che mostra come la politica che conta ha sempre usato l'elettorato come pacchetto di voti: coalizioni studiate a tavolino, con tanto di dati statistici e numero di votanti per ogni azionista.
Un modus operandi non proprio democratico e che forse, richiama a quella modalità gestionale che non può appartenere alla politica e che molto probabilmente ha determinato lo scioglimento del consiglio comunale.
Ci sarebbe piaciuto coinvolgere molti più cittadini nella nostra avventura politica, ma nel 2019 dobbiamo purtroppo ancora una volta prendere atto che anche le menti libere sono tutt'ora condizionate.
Hanno paura ad esporsi, temono eventuali ripercussioni dalla classe politica e per questo, hanno perso fiducia nel nostro territorio.
Un dato che mostra che le infiltrazioni purtroppo, non stanno nel consiglio comunale, ma nella mente di tanti concittadini, anche i più liberi. Ed è proprio da questo dato che intendiamo partire per ridare fiducia ai cittadini e spingerli alla cittadinanza attiva.
Per le prossime elezioni amministrative del 10 novembre, purtroppo non avremo né la forza né i tempi per presentare una lista con un nostro candidato sindaco. Il nostro comitato, nonostante i ripetuti inviti alla partecipazione ed all'unità, non ha avuto alcuna adesione da parte di alcune delle tante anime che in città si professano "cinquestelle".
Al momento a Cassano Ionio è presente solo il Comitato Cassano Ionio Cinque Stelle, non esistono altri gruppi ufficialmente costituiti, ma nulla toglie le sorprese dell'ultima ora: nel comune sciolto per infiltrazioni della criminalità, la cultura dell'omertà è molto diffusa e molto spesso, anche chi vorrebbe far politica nel Movimento Cinque Stelle, agisce in silenzio, sottobanco, per poi uscire allo scoperto trenta giorni prima del voto e scomparire di nuovo il giorno dopo.
È successo nelle regionali del 2014, è successo per le parlamentarie del 2018.
Ci dispiace ma a noi interessa la politica, quella che devi per forza fare tutti i giorni, perché i problemi dei cittadini ci sono purtroppo tutti i giorni, non possiamo e non dobbiamo ricordarcene solo venti giorni prima del voto. Per questo motivo, non tollereremo eventuali candidati dell'ultima ora del Movimento Cinque Stelle, perché la reputeremmo un'offesa per la dignità di tutti quei cittadini che vogliono partecipare e non possono essere esclusi da una mentalità dittatoriale, che non ci appartiene. Resteremo neutrali, al nostro posto.
Sicuramente cercheremo di animare la campagna elettorale con gli argomenti che più ci stanno a cuore e sui quali ci siamo soffermati in questi mesi: la questione rifiuti, il diritto alla partecipazione democratica del cittadino, l'attuazione dello statuto comunale, il diritto alla casa ed all'inclusione sociale, la tutela delle fasce deboli e delle donne in difficoltà, il rispetto e la salvaguardia delle nostre tradizioni come patrimonio culturale intangibile della nostra comunità, il rilancio della nostra agricoltura, del nostro turismo e dei nostri centri storici.
Saranno solo alcuni degli argomenti che cercheremo di affrontare in questa campagna elettorale, con l'augurio che nella nostra città si possa finalmente tornare a parlare di politica e non più solo di affari e di capitolati d'appalto".