Cosenza
 

Ospedale di Cariati (Cs), U.Di.Con.: "Necessario garantire un dialogo con le Istituzioni"

"Siamo ancora a doverci occupare, nostro malgrado, della Sanità in Calabria, il quadro che ci viene offerto è quello di un servizio sanitario che cade a pezzi – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell'U.Di.Con. Denis Nesci – è nostro intento denunciare l'ultimo "caso" che riguarda il nosocomio cosentino di Cariati, in particolare al reparto di Cardiologia. Il nosocomio in questione, è da sempre stato additato per la qualità dei servizi nella sanità locale, e non solo, che ha da sempre erogato, ai cittadini del territorio, servizi e prestazioni in linea con i migliori standard nazionali. Da qualche tempo, però, ci giungono notizie che si è dovuto ridurre o addirittura sospendere l'erogazione di diverse prestazioni per mancanza di personale infermieristico e per la mancata sostituzione di apparecchiature fuori uso che sono tuttavia essenziali per la valutazione dei pazienti cardiopatici".

L'U.Di.Con. torna sull' argomento della sanità calabrese con una missiva indirizzata al Ministro della Salute, al Presidente della Regione Calabria ed al Commissario Straordinario ad acta Cotticelli.

"Oltre alla carenza del personale, da alcuni mesi, è fuori uso l'ecografo in dotazione con cui venivano svolti oltre 1.500 esami all'anno - continua Nesci - si tratta peraltro di apparecchiature che già necessitavano di essere sostituite. Adesso, giornalmente, gli utenti, che erano prenotati e che aspettavano da molto tempo di poter finalmente effettuare l'esame, vengono contattati per annullare gli appuntamenti. Dopo la chiusura dell'ospedale attività ambulatoriali, le più indispensabili per i cittadini del vasto bacino, non vengono più garantite in barba ai principali diritti che vengono calpestati. Il basso Jonio cosentino, nell'ambito del Piano di Rientro dal debito sanitario, la Regione Calabria con la chiusura dello storico Ospedale di Cariati, vive in costante stato di disagio e di sofferenza, dove decine di migliaia di cittadini sono penalizzati. Oggi, a distanza di nove anni - prosegue Nesci - la riapertura del nosocomio di Cariati rimane una priorità e l' U.Di.Con. sarà a fianco dei cittadini per tutte quelle battaglie che si renderanno necessarie per la difesa del diritto alla salute di tutti i cittadini, specie per quelli che vivono in uno dei territori più repressi della Calabria ed in costante spopolamento. A nostro avviso, è necessario un confronto tra le parti attive del nosocomio cosentino ed i responsabili politici della sanità calabrese. Un incontro mirato all'urgente potenziamento dei servizi, delle strutture e delle risorse umane a garanzia della fruizione normale e "per tutti" del diritto alla salute ed all' assistenza medica". Con questa ulteriore vicenda Cariati – aggiunge il responsabile Provinciale U.Di.Con. di Cosenza, Ferruccio Colamaria - si infligge un ulteriore duro colpo alla sanità calabrese. Nonostante l'efficienza, la professionalità e l'umanità all'interno di tutti i reparti del nosocomio in questione, al momento il futuro di tale struttura è incerto. Chiediamo che la politica regionale e le amministrazioni comunali non continui a tacere su quanto è accaduto, sta succedendo e succederà ancora alla sanità regionale ed all' ex Presidio Ospedaliero di Cariati. Oggi, come in passato, la tutela del diritto alla salute della popolazione calabrese, la crescita economica, turistica, sociale ed occupazionale di Cariati e di tutto il basso Jonio cosentino non può che coincidere con la riapertura ed il potenziamento dell'Ospedale di Cariati".