Cosenza
 

Il 2 maggio incontro con i bambini delle prime medie a Cosenza sulla sindrome Hikikomori

Si terrà il 2 maggio, alle ore 10, al Teatro Aroldo Tieri di Cosenza, l'incontro organizzato dal settore educazione del comune di Cosenza sul tema della prevenzione della sindrome Hikikomori, la condizione di isolamento sociale scoperta per la prima volta in Giappone negli anni duemila, che interessa circa 2 milioni di giovani italiani compresi nella fascia di età fra i 13 ed i 20 anni.L'incontro, introdotto dall'assessore comunale al ramo, Matilde Spadafora Lanzino, sarà condotto dalla psicoterapeuta Lucia Nardi, esperta in patologie compulsive.

Abbiamo deciso di organizzare un incontro con ragazzini di dodici anni - ha detto il dirigente del settore, Mario Campanella - perché è l'eta di aggancio verso la dipendenza e le modalità Hikikomori.

C'è una differenza tra la dipendenza da internet e il vero e proprio Hikikomori dettata dal fatto che in questo ultimo caso si registra un isolamento sociale eremitico, che coinvolge ogni aspetto della vita.

Prevalentemente di sesso maschile, il soggetto Hikikomori ha abbassato l'età di scivolamento verso la chiusura sociale, da 17 a 15 anni, con punte sempre più importanti che riguardano la pubertà e la preadolescenza.

Il ritiro sociale dura in media tre anni con risvolti drammatici sia per gli aspetti legati all'istruzione, sia per l'impossibilità di mantenere uno stato di relazione con i coetanei e con il gruppo dei pari.

Pur in presenza di una consapevolezza più diffusa della condizione pervasiva negli ultimi anni, i genitori dei ragazzi coinvolti nella sindrome continuano ad avere problemi di orientamento per la cura e la soluzione del problema

Esiste, però - ha aggiunto il dirigente comunale - un continuum tra le condizioni di dipendenza semplice da internet e l'Hikikomori che può essere spezzato attraverso la conoscenza, il dialogo, la discussione sulle opzioni alternative ai sistemi tecnologici che i ragazzi possono e devono usare.

Il Sindaco Mario Occhiuto ha voluto, nell'ambito dei progetti educativi messi in campo dall'amministrazione comunale, inserire la prevenzione delle dipendenze non chimiche e della sindrome di Hikikomori tra le attività del settore educazione