Cosenza
 

Cosenza. Un Convegno alla Provincia sul monitoraggio della Sindrome Metabolica

Si terrà venerdì 26 ottobre prossimo nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia, con inizio alle h. 18:00, l'importante Convegno sul "Monitoraggio della Sindrome Metabolica in 3 Comuni della Provincia di Cosenza", nel corso del quale saranno resi noti i dati relativi alla presenza della patologia in tre paesi della Calabria (Rovito, San Lucido e Rende), dove si è osservato, per un periodo di 3 anni, che la sua incidenza è molto diversa, a seguito di molti fattori alimentari e culturali, legati alle diverse posizioni geografiche: collina (Rovito), pianura (Rende) e mare (San Lucido). Nel corso del Simposio, inoltre, si parlerà dello sviluppo del "modello" MAP (Monitoraggio Alimenti Patologie), la cui strategia è seguire il rapporto tra alimenti e Sindrome Metabolica, in soggetti tra 35 e 65 anni, appartenenti a diverse comunità. A tal proposito il progetto inserirà in analisi sia soggetti che hanno già la SM, i quali daranno informazioni su eventuali alimenti causali, sia soggetti senza tale caratteristica che consentiranno di confrontare le abitudini alimentari.

In apertura dei lavori i saluti istituzionali del Presidente della Provincia, Franco Iacucci; del Presidente Consiglio Regionale della Calabria, Nicola Irto; del Direttore Generale dell'ASP di Cosenza, Raffaele Mauro; del Presidente dell'Ordine dei Medici di Cosenza, Eugenio Corcioni.
Relatore del Convegno il Prof. Umberto Cornelli, della Loyola University School of Medicine-Chicago, esperto di fama internazionale in materia.
Autori del progetto Umberto Cornelli, G. Cassano, G. Meringolo, M. Rausa, M. Recchia, O. Valente.
La sindrome metabolica non rappresenta una singola patologia, ma un insieme di fattori di rischio legati a condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cerebro e cardiovascolari e diabete. Alla base c'è un'alimentazione troppo spesso caratterizzata dal consumo eccessivo di proteine, grassi saturi, zuccheri e sale, cui si aggiunge una crescente sedentarietà e una sempre minore attitudine al movimento e all'attività fisica, sia sul luogo di lavoro sia nel tempo libero.