Cosenza
 

Cosenza. Sussidi economici ai non abbienti: non più buoni spesa, ma gettoni di pregio coniati dal Comune

Non più buoni spesa, ma gettoni di pregio. Sarà questa la forma alternativa che utilizzerà il Comune di Cosenza per far fronte alle richieste di sussidi economici da parte dei cittadini non abbienti. Lo ha stabilito una delibera adottata dalla Giunta comunale, presieduta dal Sindaco Mario Occhiuto, su proposta dell'Assessore ai tributi e all'innovazione, Lino Di Nardo, con la quale sono state approvate le linee di indirizzo per l'utilizzo di forme alternative ai buoni spesa.
Con il provvedimento di giunta, l'Amministrazione comunale, nel corso dell'anno e, in particolare nel periodo delle festività natalizie, verrà incontro alle esigenze delle famiglie non abbienti e bisognose, residenti in città, non più attraverso l'erogazione di buoni spesa, ma con gettoni in materiale pregiato, che provvederà appositamente a coniare, per un valore nominale in euro, e che saranno erogati ai nuclei familiari che ne faranno richiesta, a seguito di un apposito avviso pubblico. Sarà a carico del nucleo familiare richiedente l'onere di comprovare lo stato di indigenza e di bisogno attraverso la dichiarazione ISEE relativa ai redditi conseguiti nel 2017 con valore della situazione economica equivalente, determinata ai sensi di legge, fino ad un massimo di 1000 euro.

L'ammontare del sostegno economico da erogare alle famiglie in grave difficoltà è contenuto – si legge nella delibera di Giunta – in 100 euro, diviso in quattro tagli non inferiori a 20 euro. Ai fini della spendibilità dei sussidi economici, ci si avvarrà di esercizi commerciali, ubicati esclusivamente nel territorio comunale, interessati attraverso apposito avviso pubblico. Gli esercizi commerciali così individuati assumeranno il formale impegno di accettare i gettoni fatti coniare dal Comune in cambio della cessione, alle persone o famiglie bisognose, di beni e servizi primari ai prezzi di mercato corrente. Gli imprenditori interessati, una volta ricevuti i gettoni, avrebbero due strade: richiedere al Comune, dopo un termine dilatorio di sei mesi dalla loro acquisizione ed entro gli ulteriori sei mesi, la trasformazione in danaro, al valore nominale, degli stessi gettoni, come è avvenuto finora per i buoni spesa rilasciati ai non abbienti, oppure, in alternativa, tesaurizzare o scambiare con altri i gettoni, in ragione del loro – seppur basso – valore materiale, ma soprattutto in ragione del pregio artistico e della possibilità che essi – diversi nel conio di anno in anno (varierebbe annualmente l'immagine del soggetto raffiguratovi) - diventino oggetto di collezione. In altri termini, i destinatari finali potrebbero preferire tesaurizzare i gettoni, rendendoli, trascorso il periodo dei sei mesi, non più rimborsabili dal Comune.