Cosenza
 

L'Università della Calabra stabilizza 50 precari

Dopo un lungo percorso fatto di confronti, interlocuzioni con il Ministero e impegno del rettore e dell'amministrazione, arrivano le assunzioni per 50 precari dell'Università della Calabria.
Un traguardo atteso e a lungo inseguito, che ora approda alle fasi finali. Ad annunciare le stabilizzazioni, rese possibili grazie al decreto Madia, è stato il rettore dell'Unical, Gino Mirocle Crisci, che nei giorni scorsi ha riunito il Cda che ha approvato la delibera. I nuovi contratti, che saranno firmati i prossimi giorni, riguarderanno la quasi totalità del personale finora assunto a tempo determinato dall'università. Restano fuori, perché privi dei requisiti, solo alcune unità di persone per le quali il rettore spera di poter intervenire, non appena si presenteranno le condizioni di legge.
Molto soddisfatto il rettore Crisci che ha commentato: «Siamo felici di poter garantire stabilità a cinquanta lavoratori e alle loro famiglie, in tempi non facili per l'occupazione. Penso che la nostra sia una delle poche università in Italia che sia riuscita a stabilizzare un numero così alto di personale precario. Con queste ultime assunzioni, passa a 108 il numero di personale assunto a tempo indeterminato dal momento del mio insediamento e del Consiglio di amministrazione in carica.

Da questo si evince l'enorme attenzione che riserviamo al personale tecnico amministrativo, che ho sempre ritenuto un pilastro per la crescita della nostra università. Il raggiungimento di un traguardo del genere fa parte di una strategia complessiva di rafforzamento del capitale umano dell'ateneo, pur nelle ristrettezze economiche imposte dalla politica di blocco che penalizza, da diversi anni, il mondo universitario, specialmente al Sud».
«Il prossimo passo – ha concluso Crisci – sarà lo sblocco delle progressioni di carriera, ferme ormai da troppo tempo. E' grazie al lavoro del personale tecnico amministrativo che la macchina amministrativa dell'Unical funziona correttamente ed è giusto che ognuno di loro veda riconosciuto il frutto della propria competenza e dei sacrifici».