Cosenza
 

Piano industriale Amaco nel segno della condivisione. Dopo il confronto in commissione trasporti con le forze sindacali si viaggia più spediti verso l'approvazione in Consiglio

Il presidente della Commissione Trasporti lo aveva detto. Il piano industriale dell'Amaco – quello del rilancio, nelle intenzioni dell'Amministratore Unico Paolo Posteraro e, con lui, dell'Amministrazione comunale – dovrà seguire un percorso condiviso. Allo stesso modo, il capogruppo del PD Damiano Covelli aveva affermato il valore di un voto convinto in sede di Consiglio comunale. Si è arrivati così alla terza, decisiva, seduta di commissione consiliare dedicata al piano industriale Amaco, quel confronto a tre, in sede istituzionale, tra forze sindacali, sia aziendali che territoriali, consiglieri comunali e l'Amministratore Posteraro che, come nelle precedenti occasioni, ha ripercorso a beneficio di tutti le difficoltà della municipalizzata e delineato le linee di intervento per favorirne il rilancio.

Una su tutte, quella maggiormente sotto i riflettori, la costituzione di una seconda società in house, totalmente partecipata da Amaco, per la sola gestione dei servizi offerti al Comune di Cosenza, unica sponda normativa, con apposito contratto di servizi, per mettere ordine nel rapporto con l'Amministrazione comunale e rinegoziare anche dei costi più congrui rispetto agli attuali.

Sindacati, dicevamo, al gran completo: gli aziendali di FIT CISL, Uil Trasporti, Ugl e Filt CGIL e Faisa Cisal, rispettivamente Carmine Giordano, Sante De Bonis, Francesco Francavilla, Fabio Ponte e Antonio Sibio; poi i confederali: per Fit Cisl Gennaro Mandolito, per Cisl Gianluca Campolongo, per Uil Mario Li Trenta e per Ugl Claudio Morelli.

Voce unanima quella dei sindacati sulla richiesta di garanzie per i lavoratori. La nascita di una nuova società fa sorgere il dubbio, dissipato dal presidente Posteraro, che i lavoratori dell'Amaco possano migrare nel nuovo soggetto ed intrattenervi dunque un rapporto contrattuale diretto. "Chiediamo gaanzie che la forza lavoro rimanga in capo ad Amaco e che non vengano toccati i livelli salariali" – ribadisce Li Trenta della Uil, per il quale i servizi a richiesta vanno pagati e, rispetto agli incentivi al pensionamento, auspica che si arrivi poi al turnover dei conducenti. Sulla stessa lughezza d'onda, i colleghi Campolongo (Cisl) e Ponte (CGIL). "I lavoratori Amaco sono un unico corpo – rassicura Posteraro – e qualunque cosa accada non ci saranno migrazioni, semmai sarà Amaco ad inglobare". Va più a fondo Sibio (Faisa Cisal) quando avverte "non si intacchi lo spirito del contratto a tempo indeterminato a favore del lavoro a somministrazione". Morelli (Ugl), esprime apprezzamento per la chiarezza di Posteraro, "ha lanciato un grido di aiuto - afferma – che noi accogliamo, ma nel piano vedo un'assenza di prospettiva, credo che prima bisognerebbe pensare a risanare il bilancio negativo dell'Amaco". La preoccupazione espressa da Morelli si traduce in una più esplicita valutazione politica del consigliere Giovanni Cipparrone, "nel tempo – dice – abbiamo visto nascere società che ne affiancavano altre per diventare un bancomat di servizi. Stasera è la politica a dover garantire che il Comune pagherà con puntualità i servizi che saranno forniti da questo nuovo soggetto giuridico in house, altrimenti Amaco affonderà". Damiano Covelli, fautore del rinvio in Consiglio comunale, parla di un tavolo di confronto che è stato indispensabile a dipanare i dubbi, "sono soddisfatto per le rassicurazioni sui livelli occupazionali – afferma – e sollecito il taglio di servizi in perdita che non sono prerogativa del TPL". Nel confermare il varo entro l'anno del piano regionale attraverso il quale attuare l'ormai necessario restyling del parco mezzi, il capogruppo del PD afferma che"la condivisione di questa fase programmatica è garanzia per noi consiglieri comunali dell'espressione di un voto convinto". Così Enrico Morcavallo e infine Giuseppe d'Ippolito, quest'ultimo convinto della validità della soluzione tecnica e dell'assoluta necessità di ristabilire un rapporto corretto tra Amaco e Comune nella gestione dei servizi. "Una pagina di buona politica – così il presidente Spadafora a chiusura del confronto in commissione consiliare – dettata dalla comune consapevolezza che l'Amaco è un patrimonio di tutti e come tale va salvaguardato".